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La Cognizione Canina: Come i Cani imparano e comprendono il mondo

I cani, fedeli compagni dell’uomo, sono celebri per la loro capacità di comunicare ed empatizzare. Tuttavia, quando si parla di problem-solving e cognizione fisica, le loro abilità differiscono rispetto a quelle di altri animali come i lupi. Questo non li rende meno straordinari, ma evidenzia come la loro evoluzione sia stata fortemente influenzata dalla collaborazione con l’uomo.

La forza dell’apprendimento sociale

A differenza dei lupi, che si affidano a un’intelligenza più pratica per sopravvivere, i cani eccellono nell’apprendimento sociale. Gli studi dimostrano che, pur non sempre mostrando abilità di risoluzione dei problemi complessi, i cani imparano rapidamente osservando gli altri, sia esseri umani che simili. Questa caratteristica deriva dalla loro discendenza dai lupi, animali da branco che hanno sviluppato abilità di cooperazione e osservazione per sopravvivere.

Un esempio pratico è la loro capacità di distinguere tra individui affidabili e non. Osservando un comportamento, i cani sanno rapidamente se fidarsi o meno. Questo li rende non solo eccellenti osservatori ma anche capaci di navigare in contesti sociali complessi.

Il senso del tempo nei cani

Spesso si dice che i cani “vivano nel presente”, ma la scienza ci suggerisce che hanno anche un senso del tempo. Nonostante non sia paragonabile al nostro, i cani sono in grado di distinguere tra brevi e lunghi periodi di separazione. Ricordano eventi passati attraverso una memoria episodica, che li aiuta a riconoscere luoghi, persone e situazioni.

Un esperimento virale, noto come “What the Fluff Challenge”, ha dimostrato le loro capacità cognitive. Durante il test, un umano si nasconde dietro un lenzuolo per poi scomparire improvvisamente. La reazione del cane, che passa dalla sorpresa alla ricerca, mostra chiaramente la loro comprensione della permanenza degli oggetti.

La scienza dietro la cooperazione canina

Ricerche recenti hanno esplorato le differenze tra cani e lupi, sottolineando che i primi sono più collaborativi, mentre i secondi mantengono un approccio più indipendente. Tuttavia, molti degli studi condotti si basano su piccoli campioni, il che rende necessarie ulteriori ricerche per trarre conclusioni definitive.

La cognizione canina non riguarda solo l’intelligenza pratica o fisica, ma si concentra sull’interazione sociale, sulla memoria e sulla capacità di apprendere dall’uomo. Capire meglio come i cani pensano e percepiscono il mondo non solo ci aiuta a rafforzare il nostro legame con loro, ma offre anche preziose intuizioni sull’evoluzione dell’intelligenza sociale.

Post quarantena: come evitare l’ansia nel cane

Differentemente dalle solite abitudini, molti dei nostri cani si sono ritrovati tra le zampe i propri padroni molto di più di quanto non fosse prima. Quarantena vuol dire anche questo. Ma come evitare l’ansia da separazione una volta tornati alla “normalità”?

Per rispondere a questo quesito ci sono venuti in aiuto gli addestratori cinofili del centro Quattropiudue: Alessia Scazzuso e Claudio Papa.

In un articolo del loro blog spiegano nel dettaglio questa problematica e la analizzano nel particolare: http://www.quattropiudue.it/il-centro-cinofilo/

Il proprietario spesso però non riconosce i comportamenti che il cane manifesta in sua assenza come segnali di un malessere, interpretandoli troppe volte come “un dispetto”. Tutti conosciamo la leggendaria la frase: “Lui sa che ha sbagliato! Perché quando rientro sparisce e si mette con le orecchie basse sotto il tavolo”.

Queste posture che si notano nel cane, non sono altro che comunicazioni di sottomissione, quasi sempre risultato di punizioni date dal proprietario al momento del rientro, ma sicuramente non frutto di una consapevolezza nell’animale di aver sbagliato.

Sono un po’ più rare, fortunatamente, situazioni in cui il cane entra in uno stato di apatia che persiste per tutto il tempo della separazione. Sono altresì rare, ma non così tanto, attività sostitutive, quali leccamento e mordicchiamento che possono sfociare in situazioni più gravi anche in automutilazioni.

Senza addentrarci troppo in tutte le sfumature che possono esserci dietro le problematiche da separazione, per semplicità le divideremo in due macro gruppi:

  • Il cane vive l’ansia per un attaccamento sbagliato e innaturale costruito con la figura di riferimento
  • Il cane vive l’ansia perché non sopporta l’essere lasciato da solo a causa di una relazione scorretta costruita con il proprietario

Per evitare che l’ansia sfoci soprattutto nel ritorno alla vita normale post quarantena da coronavirus bisogna iniziare da ora a fare alcuni esercizi.

  • Riabituarlo da ora a stare in alcune fasi della giornata da solo, quindi magari in una stanza, oppure, per chi ce l’ha, lasciare lui per un po’ in giardino mentre noi siamo dentro casa a fare le nostre faccende.
  • Abituarlo con gradualità, specie se non è solito rimanere da solo in nostra presenza. Quindi dapprima 15’ fino ad arrivare pian piano ad un’ora. La strada più giusta è sempre la gradualità.
  • Lasciarlo sempre in una stanza – zona della casa nella quale ha la sua cuccia e la ciotola dell’acqua.

Come vedete sono sicuramente semplici esercizi che però faranno stare il nostro amico meglio dopo. Grazie Alessia e grazie Claudio. Questa la loro pagina Facebook:

https://www.facebook.com/quattropiudueaddestramentocinofilo/