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Il tuo cane riconosce quando sei arrabbiato?

Ti sei mai chiesto se il tuo fedele amico a quattro zampe sa davvero quando sei di cattivo umore? Ebbene, una ricerca del 2015 pubblicata su Biology dimostra che sì, il caro Fido può capire come ti senti! Un team entusiasta di scienziati ha preso un gruppo di 11 cani e li ha addestrati a distinguere tra volti umani felici e arrabbiati.

Come è andata?

Durante l’esperimento, ai cani è stata mostrata solo metà dei volti in fotografia in diversi stati d’animo. Poi, in una prova a sorpresa, gli sono state mostrate diverse immagini di volti, alcune delle quali avevano già visto. Questo per poter capire se sceglievano la metà del viso che non avevano mai visto prima. I risultati? Sono stati sorprendenti! I ricercatori hanno scoperto che i cani che venivano premiati per aver scelto i volti felici imparavano molto più velocemente, rispetto a quelli premiati per aver scelto i volti arrabbiati.

Questo suggerisce che i cani potrebbero percepire la rabbia come uno stimolo avverso. In pratica, non sono solo delle adorabili creatgure, ma hanno anche una sensibilità impressionante. Il nostro amico a quattro zampe non smette mai di stupirci e la ricerca va oltre. Alcuni test precedenti avevano fornito risultati non proprio definitivi, ma questo studio è la classica lampadina che si accende. Ci fornisce, infatti, indizi solidi su come i cani leggano davvero i nostri volti.

A proposito della capacità di leggere i volti, Corin Müller, un esperto comportamentista animale presso l’Istituto di Ricerca Messeiril, ha dichiarato a LiveScience che, grazie a queste ricerche, possiamo dire con sicurezza che molti cani riescono effettivamente a distinguere le espressioni facciali umane. Non è incredibile?

Dormire con il Cane: è davvero una cattiva idea?

Se ti piace raggomitolarti e fare un pisolino insieme al tuo amico peloso, la risposta potrebbe sorprenderti.

Una buona notizia per gli amanti dei cani: permettere al proprio fedele amico di dormire in camera non compromette la qualità del sonno, come conferma uno studio della Mayo Clinic nel Minnesota. Questa scoperta potrebbe addirittura migliorare la qualità del tuo riposo. Ma prima di accogliere troppo da vicino il tuo cane, è meglio pensare due volte all’idea di condividere lo stesso letto.

Lo studio, pubblicato nel 2017 su Mayo Clinic Proceedings, ha preso in considerazione 40 adulti, la maggior parte dei quali aveva l’abitudine di far dormire il proprio cane nella stanza, se non addirittura nel letto. Entrambi, persone e cani, sono stati monitorati per sette notti. Gli umani hanno risposto a domande riguardanti la qualità del loro sonno e dove trascorrevano la notte i loro cani.

Sorprendentemente, avere un cane in camera non ha influenzato negativamente la qualità del sonno. In media, coloro che avevano il cane nella stanza ma non sul letto, mostravano un’efficienza del sonno dell’83% rispetto al tempo trascorso effettivamente a dormire. Tenendo conto che un valore dell’80% è generalmente considerato accettabile. Tuttavia, chi condivideva il letto col proprio cane aveva una leggera diminuzione, con un’efficienza media dell’80%. Queste persone tendevano a svegliarsi più spesso durante la notte.

Al contrario, dormire con un altro essere umano non produceva gli stessi disturbi. Infatti, chi condivideva il letto con un altro adulto aveva un’efficienza del sonno migliore rispetto a chi dormiva da solo. Questo suggerisce che gli umani possono adattarsi alle esigenze del partner, cosa che non avviene per forza con un cane.

La dottoressa Lois Krahn, specialista del sonno al Mayo Clinic dell’Arizona, afferma che per alcune persone, dormire con un animale in camera può essere un confort. Un cane o un gatto ben educato potrebbe avere un effetto rilassante. Ma attenzione se si hanno più animali: aumentano le probabilità di interruzioni del sonno. La dottoressa la Krahn suggerisce, infatti, di riflettere sulla propria routine di sonno e valutare se il riposo è effettivamente di qualità.

Pur essendo uno studio con un campione limitato e senza un gruppo di controllo, una cosa è chiara: né la razza né la taglia del cane influenzano la qualità del sonno. Questo è un dato rassicurante per chi ama dormire con il proprio animale. E se ti chiedi come si sente il tuo cane in tutto ciò, non preoccuparti. A prescindere dal luogo in cui dorme o se condivide il letto con un umano, come riportato nello studio, i cani sembrano dormire profondamente sempre.

E se la pesca se la mangia il cane?

La pesca non è solo quel frutto succoso e dolce, simbolo delle calde giornate estive. Grazie alla pubblicità di un noto supermercato, da qualche settimana, non si parla d’altro: la pesca che una bimba consegna al papà, fingendo che gliela mandi la mamma. Con focus sulla separazione e sul commovente tentativo di riconciliazione architettato ingenuamente della piccola.
Per noi che amiamo i cani, salta subito all’occhio che nella storiella è assente proprio il pelo setto che, purtroppo accade, è conteso tra le coppie quando ognuno decide di andarsene per la propria strada. Allora, proviamo a riscrivere la pubblicità, introducendo il miglior amico dell’uomo (e della donna).

  • Scena uno: al supermercato ci sono la mamma, la bimba, la pesca e lui. Chiamiamolo Jack.
  • Scena due: la bimba prova ad allontanarsi, ma Jack glielo impedisce, allora lei scappa e Jack le corre dietro e fa la spola tra madre e figlia, mantenendo il contatto tra le due.
  • Scena tre: alla cassa si paga e la bimba sottrae la pesca , con disappunto di Jack che con la zampetta spinge il braccio della piccola affinché la rimetta a posto.
  • Scena quattro: il papà va a prendere la bambina che scende, ma Jack le corre dietro. L’uomo gli indica di tornare a casa, lui lo fa a malincuore ma torna con il guinzaglio tra i denti inseguito dalla signora. I due si guardano e si abbracciano. Jack salta in auto soddisfatto e si guadagna le coccole felici della padroncina. Fine

E la pesca? Beh la pesca rimane sulla credenza, accanto alla foto incorniciata di Jack nel gruppo familiare unito. Il suo destino è segnato!

Torniamo seri. Molte persone adorano le pesche. Ma possiamo darne un pezzetto al nostro cane? La risposta è: sì. I cani possono mangiare le pesche, ma ci sono alcune precauzioni da seguire. Ecco tutto quello che devi sapere sul dare le pesche al tuo cane.

I cani possono mangiare le pesche?

Sì, con qualche avvertenza. Non sono tossiche per loro e, come vedrai, sono persino salutari. Tuttavia, alcune sostanze delle pesche possono rappresentare un rischio per i nostri pelosetti.

Quale parte della pesca può mangiare il tuo cane?

La polpa matura delle pesche è perfetta per i cani. Puoi anche dare loro la buccia, ma con moderazione. Il nocciolo, invece, no. Un no totale! Non solo c’è un rischio di soffocamento, ma contiene anche una sostanza che può rilasciare cianuro.

E le pesche in scatola o essiccate?

Meglio evitarle. Spesso contengono zuccheri e conservanti che non fanno bene ai cani. Anche le pesche essiccate, pur essendo nutrienti, presentano zucchero concentrato e additivi nocivi.

Benefici delle pesche per i cani

Le pesche non sono solo gustose, ma anche ricche di vitamine e minerali come la vitamina A e C. Forniscono fibra alimentare, utile per la digestione e, essendo composte per l’89% d’acqua, aiutano a idratare.

Attenzione ai pesticidi

Purtroppo, le pesche sono spesso trattate con pesticidi. Ecco perché è fondamentale scegliere pesche biologiche sia per te che per il tuo amico peloso.

Ricorda la moderazione

Come per tutti gli alimenti, anche con le pesche la moderazione è l’indicazione da seguire. Sono un’ottima alternativa ai dolcetti zuccherati, ma ricorda che anche il loro zucchero naturale può essere eccessivo se consumata in grandi quantità.

Imprenditore abbandona cucciolo Maremmano in auto per godersi una giornata al mare

Un episodio sconcertante si è svolto al mare di San Felice Circeo, dove un imprenditore, dimentico della compassione, ha lasciato un cucciolo di cane maremmano nel portabagagli della sua auto mentre si concedeva una spensierata giornata al mare. La tragedia si è schiusa in un caldo pomeriggio di luglio, quando l’uomo e la moglie, dopo aver fatto la spesa in un grande centro commerciale, si sono diretti a pranzo, abbandonando l’innocente animaletto alla sua sorte in una trappola di metallo surriscaldata.

Il destino del cucciolo sembrava essere sigillato, ma il suo pianto disperato ha echeggiato attraverso la barriera metallica, attirando l’attenzione di alcuni negozianti nelle vicinanze. Inizialmente allertati dai suoi abbai intensi, il loro allarme è cresciuto man mano che i guaiti del cucciolo si indebolivano con il passare delle ore. Quando il silenzio ha preso il sopravvento, hanno agito chiamando i Vigili del Fuoco, che hanno prontamente forzato il bagagliaio per scoprire una scena straziante: il cucciolo era in uno stato di coma, con il corpo disidratato.

Senza perdere tempo, i soccorritori hanno trasportato il cucciolo in una clinica veterinaria locale, dove, contro ogni previsione, è stato rianimato. La scena al ritorno dell’imprenditore era carica di rabbia e indignazione. I negozianti infuriati lo hanno assediato, se non fosse per l’intervento delle forze dell’ordine, l’indignazione popolare avrebbe potuto avere la meglio.

Le conseguenze legali hanno raggiunto l’imprenditore di Monte San Giovanni Campano per il suo atto crudele risalente al luglio 2019. Ora, il tribunale di Latina ha emesso un decreto per un giudizio immediato. L’accusa è pesante: maltrattamento di animale, con la prima udienza fissata per l’8 gennaio 2024, un passo verso la giustizia per una vita innocente quasi perduta a causa della negligenza umana.

Soccorritori e cani cinofili spagnoli in aiuto delle vittime del terremoto in Marocco

Il Marocco è sotto shock a seguito del devastante terremoto, ma l’onda di solidarietà internazionale non si fa attendere. Dalla Spagna sono atterrati 56 professionisti del soccorso e quattro cani cinofili, pronti a scovare sopravvissuti tra le rovine.

Con il numero delle vittime che ha superato le 2.500 persone e centinaia di migliaia senza un tetto, la situazione è critica. Ogni minuto conta nella corsa contro il tempo per trovare coloro che sono ancora intrappolati sotto le macerie. L’aiuto spagnolo è essenziale: 56 esperti e quattro cani addestrati specificamente per queste missioni. A loro si uniscono i volontari Vigili del Fuoco di Lione, anch’essi accompagnati da un cane cinofilo.

Quando la natura si scatena, la comunità internazionale risponde. Questi cani, con il loro straordinario senso dell’olfatto, sono spesso la chiave per salvare vite umane, come abbiamo visto in altre tragedie recenti in Turchia e Siria.

Addestrati fin da cuccioli, questi cani imparano a riconoscere stimoli olfattivi specifici associati a disastri come terremoti e crolli. Personaggi come Sasha, un cane da soccorso che ha operato con i pompieri di Avellino, incarnano lo spirito di sacrificio e dedizione di questi incredibili cani e dei loro conduttori. La loro collaborazione va oltre il semplice addestramento; è una profonda connessione basata sulla fiducia reciproca.

Nell’addestramento, il gioco è centrale. Quando un cane individua una persona, viene istruito ad abbaiare, e la sua scoperta viene ricompensata con gioco, cibo e lodi. Questa interazione rafforza il legame tra il cane e il suo conduttore e ottimizza le loro capacità in situazioni reali.

Questo disastro in Marocco peserà a lungo sulla nazione. Ma, per ora, la priorità è chiara: salvare vite. E in questo compito cruciale, le squadre di emergenza e i loro fedeli cani cinofili stanno dando tutto se stessi. Per sostenere gli sforzi di soccorso, la Croce Rossa Italiana ha avviato una raccolta fondi online. Chiunque può fare la sua parte visitando il sito web dedicato.

Come capire se il cane è felice? Tutti i segnali da considerare

I cani sono molto più di semplici animali domestici. Sono compagni fedeli, angeli custodi e inconfondibili maestri di felicità. Già, felicità. Come possiamo essere sicuri che il nostro amico peloso sia davvero felice?

A questa domanda, apparentemente banale ma assolutamente non scontata, proveremo a darti risposta nel seguente approfondimento.

Esploreremo i segreti nascosti di code scodinzolanti, occhi brillanti e leccate affettuose, svelando anche tutti quei piccoli indizi che ci raccontano come il nostro amico a quattro zampe sia stressato e malinconico.

L’importanza di conoscere il tuo cane

Riuscire a comprendere le esigenze e richieste “velate” del proprio cane è essenziale per il suo benessere. Sebbene tu possa pensare di conoscere ogni sfumatura del suo carattere, la realtà è che il vissuto col proprio migliore amico è una costante scoperta. Quasi come se si fosse dei perenni studenti.

Osservare attentamente il suo comportamento può aiutarti a capire il suo stato d’animo, nello specifico, puoi ricavare molte informazioni sull’umore del tuo cane dalla sua camminata. Ad esempio, se si avvicina seguendo una linea retta, potrebbe essere un segno di sfida e aggressività. Discorso opposto qualora segua un percorso sinuoso, a modi zig-zag, sintomo di spensieratezza e atteggiamento amichevole.

Ora comprendi quanto questi dettagli e piccolezze possano essere indicatori chiave per poter esclamare: “conosco il mio cane come e più di me stesso!”? Del resto, studi scientifici hanno provato come i cani siano in grado di interpretare gli stati d’animo dell’uomo ed è quindi l’uomo, troppo spesso, a essere incapace di capire a fondo le esigenze del proprio cane.

Segnali di un cane felice

I cani sono animali che provano emozioni complesse simili a quelle dell’uomo. C’è però una grandissima differenza: la loro lingua non è fatta di parole ma di movimenti sottili e comportamenti particolari.

È attraverso questi segnali, nell’atteggiamento del corpo e nella condizione fisica, che il tuo cane ti rivela il suo stato d’animo.

Addentriamoci nei paragrafi successivi alla scoperta dei principali segnali di un cane felice!

 

Comportamento stabile

Quando si tratta di interpretare il linguaggio del tuo cane, il suo comportamento è come un libro aperto che parla senza parole. Un comportamento stabile e coerente è spesso il segnale più tangibile di un cane felice. Immagina il tuo amico a quattro zampe che ti accoglie con entusiasmo ogni volta che torni a casa, la coda scodinzola ritmicamente e il suo sguardo è sereno. Questi sono i piccoli dettagli che contribuiscono all’equilibrio emotivo del cane. Un cane felice mostra sicurezza gioca con gioia e reagisce in modo prevedibile alle situazioni.

Curiosità

L’istinto di esplorazione è nel cuore di ogni cane. Quella coda che si alza, le orecchie tese e il muso che annusa l’aria: sono segni inequivocabili di curiosità. Un cane curioso è un cane che vive con vitalità. Osservare il tuo compagno peloso esplorare il mondo con occhi degni del miglior investigatore privato è un chiaro indizio di felicità. Lasciagli annusare, osservare e scoprire con le ovvie limitazioni del caso: meglio non consentirgli di intrufolare la sua testolina nella tua busta della spesa.

Appetito normale

L’appetito è uno dei pochi parametri che accomunano allo stesso modo uomo e cane. Se non ti senti bene, non mangi bene e di conseguenza il tuo umore non sprizzerà gioia da ogni poro, giusto? Stessa identica cosa per il tuo amico pelosetto.

Osserva con attenzione le sue abitudini alimentari: il modo in cui si avvicina alla ciotola con entusiasmo, il gusto con cui mangia e la quantità che consuma. Quindi, uno degli aspetti fondamentali per il benessere del tuo amico a quattro zampe è la corretta alimentazione: sapere cosa dargli da mangiare può fare la differenza sul suo umore e sul suo stato di salute (qui, ad esempio, puoi trovare un elenco delle migliori marche di crocchette per cani). L’appetito regolare diventa così un indicatore affidabile e inequivocabile della vita appagante e felice del tuo cane.

Affetto verso il padrone

C’è qualcosa di magico nell’amore incondizionato di un cane. Le espressioni di affetto e attaccamento che mostra verso di te sono come messaggi silenziosi di felicità ma che risuonano fortemente nel tuo cuore. L’abbraccio della sua testa, il calore del suo corpo vicino al tuo e le leccate affettuose sono tutti modi e comportamenti che il cane attua per sprigionare il suo stato d’animo di inconfutabile felicità. Il legame profondo che si forma tra te e il tuo compagno peloso dipende, però, anche e soprattutto da come lo tratti. È fondamentale farlo sentire coccolato, al sicuro e amato, creando così un ambiente di fiducia reciproca che contribuirà al suo benessere.

Segnali di un cane infelice

Se per certi versi può risultare più “semplice” comprendere i segnali di felicità di un cane, non si può dire lo stesso per quanto concerne il suo stato d’animo malinconico.

La soglia dell’attenzione che dovrai avere, in tal caso, sarà decisamente maggiore. Due dei segnali più comuni e, di cui andremo a trattare nel dettaglio, sono: l’abbaio diverso dal solito e i problemi di defecazione.

Abbaio diverso dal solito

L’abbaiare è una delle voci più autentiche del tuo cane, un modo in cui esprime gioia, preoccupazione o semplice comunicazione. Ma cosa succede quando questo linguaggio cambia? Un abbaio diverso dal solito è un segnale da cogliere attentamente, poiché può rivelare stati d’animo nascosti.

Quando un cane abbaia più frequentemente o con toni diversi dal solito, infatti, può essere segno di stress o paura. Questo cambiamento nell’espressione vocale è, quindi, riconducibile a una situazione di disagio che il tuo cane sta vivendo. Cogliere questi aspetti e determinarne la causa sono le mosse che ogni “genitore” deve mettere in atto.

Problemi di defecazione

L’equilibrio interno di un cane è spesso riflesso nelle sue funzioni fisiologiche quotidiane, e la defecazione è uno di questi aspetti importanti. Quando il tuo cane incontra problemi intestinali, come diarrea o costipazione, potrebbe non essere solo una questione fisica, ma anche un riflesso del suo stato emotivo. Lo stress, l’ansia o il disagio possono influenzare il sistema digestivo del tuo cane, portando a cambiamenti nelle sue abitudini di defecazione.

Aprire una Pensione per cani: da dove iniziare?

Mai pensato di aprire una pensione per cani?

Se sei un amante dei cani e degli animali in generale, ti sarà sicuramente passata per la testa almeno una volta nella vita l’idea di aprire una pensione per cani tutta tua.

Ebbene, se quest’idea è ancora salda nella tua testa, ma stai cercando risposte alle tue domande su come fare, cosa serve e quali caratteristiche debba avere questo tipo di strutture, allora la nostra piccola guida fa al caso tuo.

Partiamo subito dal fatto che, con l’aumentare delle persone che hanno almeno un cane e con l’esigenza di questi di avere un luogo in cui lasciarlo quando sono a lavoro, pensioni e asilo per cani sono diventati servizi molto richiesti.

Lo stesso dicasi se si tratta di fare una vacanza in cui, purtroppo, non si può portare il proprio cucciolo con sé o quando si è costretti a viaggi di lavoro.

Quale che ne sia la ragione, tutti noi abbiamo o avremo bisogno di un luogo sicuro, serio e di fiducia a cui affidare il nostro amico a quattro zampe, un luogo in cui sia curato nel modo giusto, sia coccolato e in cui possa ricevere le giuste attenzioni.

Questo posto può essere la vostra pensione per cani!

Ma vediamo come fare nel concreto.

Come aprire una Pensione per cani?

Caratteristiche

La prima cosa da sapere è che è necessario avere determinate conoscenze specifiche prima di lavorare con i cani e dirigere una pensione o aprire un asilo: si parte dal seguire un corso di addestramento dei cani, così da capirne le dinamiche comportamentali.

Inoltre, è importante seguire un corso o avere personale che sia addestrato e competente per il primo soccorso canino.

Il consiglio che mi sento di darti, però, prescinde dalle competenze tecniche e professionali e riguarda te più nel concreto: abbi un’esperienza pregressa con i cani, che sia come dog sitter o come aiutante in un ricovero per animali. È importante per capire come ti approcci ai cani e come questi ti vedono e si relazionano con te.

Altro aspetto da tenere in considerazione è il fatto che un asilo o una pensione per cani non sono solo dei luoghi in cui i cani debbano giocare ed essere coccolati, ma è importante sapere come prendersene cura.

I loro padroni ti affidano un figlio, un elemento essenziale della propria vita ed è proprio per questo che ti chiederanno di avere le dovute attenzioni verso il proprio cucciolo.

Dovrai saper alimentarlo nel modo giusto, magari chiedendo al padrone che tipo di alimentazione segua il cane, dovrai separare i cani in base alla taglia e farli giocare in ambienti separati.

Una struttura per cani che si rispetti deve essere organizzata in aree diverse, quali aree di gioco, di sosta, esterne con un giardino in cui farli giocare, e ognuna di queste zone deve avere la giusta temperatura sia in estate che in inverno.

Ovviamente, dovrà essere una struttura pulita e sicura, con un personale qualificato.

Spetta a te, invece, la decisione se aprire una pensione aperta solo di giorno, con la previsione di orari serali in cui ritirare il cane, oppure se dirigerne una aperta anche di notte; magari, puoi dotarla di servizi extra, come toelettatura, corsi di addestramento o altri servizi.

Business plan

Prima di aprire una pensione per cani, devi occuparti di questioni commerciali e tecniche, individuarne i possibili guadagni, informarti sui finanziamenti per aprire questo tipo di attività, capire se ti convenga aprire una ditta individuale, una srl o una snc e i relativi costi.

Insomma, non ti basterà l’amore per gli animali: ti serve un business plan!

Oltre alle spese iniziali necessarie per l’apertura e per la gestione, le spese mensili fisse e variabili, dovrai considerare anche i costi della polizza assicurativa e i costi di commercialista, locale, personale ecc.

Nella stesura del business plan, puoi farti assistere da un commercialista o da un consulente finanziario.

Dove aprire la pensione

Di solito, la scelta della location è una delle cose più difficili, in quanto avrai bisogno di molto spazio, sia all’aperto che al chiuso, con relativi box da acquistare prefabbricati o da costruire in loco.

Inoltre, come già detto, oltre allo spazio esterno, lo spazio interno dovrà essere suddiviso in più zone, tra cui quella fondamentale di pronto soccorso, più altre ulteriori, da valutare in base ai servizi che intenderai fornire.

L’ambiente non deve essere troppo ristretto, ma deve lasciare agli ospiti della pensione una buona libertà di movimento.

Per aprire la struttura, dovrai ottenere:

  • la certificazione di idoneità, rilasciata dall’ASL dopo l’ispezione dei dottori;
  • la licenza del comune, data solo dopo aver individuato una location adeguata.

Spese iniziali

Abbiamo detto che per aprire una pensione per cani non ci si sveglia al mattino con i buoni propositi, ma bisogna elaborare un piano a tavolino, considerando le eventuali spese.

Ebbene, ecco alcune spese da tenere in considerazione se decidete di fare un passo simile:

  • spese di affitto e acquisto locale;
  • commercialista per l’apertura della partita IVA, iscrizione ad INAIL e INPS;
  • acquisto di arredi e attrezzatura specifica;
  • spese per allacci ed eventuali volture di energia elettrica, gas e acqua;
  • lavori di ristrutturazione dell’immobile secondo le normative vigenti.

Insomma, come investimento iniziale ci si aggira tra i 50 e gli 80 mila euro circa, a seconda dei servizi che vuoi offrire e del numero di cani che vuoi ospitare in struttura.

Per risparmiare sulle spese iniziali, una buona idea è quella di aprire un’attività in franchising e in tal caso l’investimento oscillerà tra i 20 e i 40 mila euro.

Spese di gestione

Alle spese iniziali, si aggiungeranno le spese di gestione, da calcolare sempre a monte. Tra quelle fisse, vi saranno:

  • affitto del locale;
  • costo mensile del commercialista;
  • stipendi e contributi dei collaboratori.

Tra le spese di gestione variabili, invece, si annoverano:

  • manutenzione del locale;
  • eventuali corsi di aggiornamento;
  • acquisto prodotti per la cura degli animali;
  • pulizia dei locali;
  • utenze varie, quali energia elettrica, gas e acqua potabile.

Finanziamento

Una pensione per cani richiede una capacità finanziaria consistente, per cui una buona idea potrebbe essere quella di richiedere un finanziamento in banca.

Tuttavia, non è una procedura semplice: ci sono da presentare i documenti per l’avvio dell’attività, i documenti del commercialista che testimonino l’apertura della partita IVA e il business plan.

Le banche locali sono sicuramente le migliori per ottenere un finanziamento, in quanto puntano molto sui prestiti destinati a stimolare e finanziare l’imprenditoria locale.

In alternativa, puoi pensare ad un socio, che sia di capitale o di gestione: nel primo caso, contribuirebbe solo dal lato finanziario, nel secondo caso, invece, contribuirebbe al capitale e parteciperebbe anche alla gestione dell’attività.

Possibili guadagni

Parliamoci chiaramente, l’amore per i cani è sicuramente ciò da cui nasce l’idea di aprire una pensione per cani, ma c’è da considerare anche l’aspetto remunerativo, che, molto spesso, è consistente in questo tipo di attività.

Di certo, è difficile fare una stima esatta dei possibili guadagni, ma questi di solito oscillano tra i 20 e i 60 euro al giorno per ogni cane di cui ci si prende cura. A ciò, è possibile aggiungere anche i guadagni dei servizi extra offerti in struttura.

In definitiva, quella di una pensione per cani è un progetto davvero importante e noi speriamo di avervi chiarito i punti più critici in materia e di avervi dato coraggio nell’intraprendere questa strada!

I Pitbull, animale affettuoso e intelligente addestrato per combattere

È ritenuto un cane pericoloso. Il Pitbull, invece, è per indole un cane affettuoso e persino dolce nei rapporti con i bambini. Tutto dipende da come è stato cresciuto ed educato. Con il giusto addestramento, infatti, la sua aggressività potrà essere messa sotto controllo e persino cancellata. Solo così, il Pitbull riuscirà a mostrare le sue innate qualità di dolcezza, calma e lealtà.

Il Pitbull è un cane che difficilmente si ammala e che, eventualmente, è facile da curare. Ricordate che, tutte le volte che lo portate fuori, deve indossare museruola e guinzaglio.

Scopriamo insieme il carattere del Pitbull e di come possiamo prendercene cura.

Ringraziamo Elena Garoni, veterinaria esperta in comportamento per i preziosi consigli.

Pitbull: le origini

Le origini risalgono all’epoca medievale, quando alcuni allevatori pensarono di incrociare le razze Old English Terrier e l’Old Bulldog, provenienti dall’Inghilterra. Occorre sapere che questi nacquero come cani da lavoro per poi essere addestrati per fare combattimenti.

“Pit” significa “arena”, luogo deputato allo svolgimento di cruenti incontri all’ultimo sangue. Ecco perché al Pitbull è attribuita la fama di animale aggressivo e pericoloso, a prescindere.

In alcuni degli Stati Uniti e in Francia è fatto divieto di allevare dei Pitbull a causa della loro “natura intrinsecamente aggressiva e pericolosa”. In Italia, per un certo periodo, i Pitbull sono stati inseriti nella lista di razze pericolose per l’uomo.

Il pitbull non è riconosciuto come razza

Il termine si riferisce all’American Pit Bull terrier dalla federazione inglese UKC (United Kennel Club) e dalla ADBA (American Dog Breeders Association). La FCI (Federazione Cinologica Internazionale) e l’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) non hanno mai inserito il Pitbull nell’elenco delle razze.

Varianti di Pitbull

Con il termine si indicano, dunque, diverse razze di cani con caratteristiche simili e, cioé:

  • American Bully
  • Blue Nose American Pit bull Terrier
  • Colby
  • Gamer
  • Johnson
  • Monster Blue, incrocio tra Dogo di Bordeaux e Mastino Napoletano
  • Mexican Pit bull (o Chamuco)
  • Pynat
  • Spike
  • Staffordshire Bull Terrier
  • Villa Liberty

Concentriamoci su alcune di queste razze

Pitbull Stuffawler

Massiccio, muscoloso e con la mascella larga. Incrocio creato per i combattimenti. La sua aggressività è solo presunta, nei fatti può essere un animale molto affettuoso. Peso variabile tra i 25 e i 40 chili.

Pitbull Red Nose

Il nome fa riferimento al tartufo rosso-marrone. È frutto di un incrocio di allevatori irlandesi, risalente al 1830 circa. Peso tra i 25 e i 30 chili. Presenta gambe lunghe e magre e dorso muscoloso.

Pitbull Cobra

È molto simile al Red Nose, possiede manto bianco e occhi azzurri o neri.

Amstaff (American Staffordshire Terrier)

Dal pelo corto su un corpo muscoloso. È considerato vicino al Pit Bull tradizionale, per coraggio. Non è aggressivo.

Pitbull: caratteristiche fisiche

  • taglia: media
  • altezza: tra i 46 e i 54 cm i maschi, tra i 41 e 51 cm le femmine
  • peso: tra i 16 ed i 27 kg i maschi, tra i 13,5 ed i 23 kg le femmine
  • struttura: squadrata
  • muscolatura: massiccia, compatta e imponente
  • testa: di forma cuneiforme
  • mandibola: ben sviluppata
  • collo: possente
  • pelo: duro e corto
  • colore: rosso, fulvo, sesamo, bianco, pezzato, grigio, brizzolato, nero, blu, miele, arlecchino, albicocca, argento, marrone, fegato, limone, arancio, cioccolato, marroncino
  • occhi: chiari e dall’espressione vivace
  • orecchie: non molto lunghe, in genere vengono tagliate
  • portamento: fiero ed elegante, agile e veloce

Ma quanto vive un Pitbull?

In media, si va dagli 11 ai 13 anni.

Carattere del Pitbull

Solo per un luogo comune il Pibtull è considerato aggressivo. Può, invece, sviluppare un carattere dolce e amorevole. Dipende da come viene addestrato. Si tratta di un cane forte e coraggioso, affettuoso e fedele nei confronti del proprietario e della sua famiglia. Ama molto giocare con i bambini ed è utilizzato per la dog Therapy per le persone affette da autismo.

Come interagisce con il padrone?

È tanto affettuoso con la sua famiglia. Coraggioso e generoso. Potrebbe morire per difenderli.

Rapporto con i bambini

È un cane giocherellone anche se, avendo una corporatura imponente, potrebbe involontariamente far cadere i bimbini più piccoli durante il gioco.

Rapporto con gli estranei

Tutto dipende da come è stato educato ed addestrato.

Rapporto con i suoi simili

C’è sempre il rischio che possa aggredire gli altri cani, fino a diventare molto pericoloso. Mai lasciarlo slegato in presenza di altri animali.

Tendenza a mordere

È un cane che è stato selezionato per mordere gli altri cani. Con i “giochi” su cui sfogarsi, contempera la sua indole.

Il Pitbull è un cane atleta

Ha bisogno di muoversi e di scaricare le proprie energie. Pur adattandosi bene alla vita in appartamento, ha bisogno di giocare all’aria aperta per almeno un’ora al giorno.

Cura e toelettatura

Non richiede particolari attenzioni avendo un pelo corto, duro e lucido. È sufficiente una spazzolatura settimanale. Per rimuovere i peli morti si consiglia una spazzola di gomma.

Controlli

Un controllo va fatto regolarmente alla pelle, agli occhi, alle orecchie e ai denti del Pitbull. Le unghie devono essere periodicamente tagliate.

Pitbull: patologie

Non soffre di particolari problemi e gode generalmente di ottima salute. Sono sufficienti i normali controlli di routine. Si consiglia la cura preventiva per la Filariosi Cardio Polmonare. A causa del pelo corto, è sensibile al caldo e al freddo. L’attività fisica è indispensabile, perché ha la tendenza ad ingrassare. È necessario fargli seguire un’alimentazione, equilibrata e variegata. No agli “sgarri”.

Per chi è adatto il Pitbull?

Se non si ha esperienza in fatto di animali è meglio lasciar perdere. Si tratta di un cane che vaessere educato fin da piccolo.

Riepilogando, ecco le uniche attenzioni di cui ha bisogno:

  1. fare attività all’aria aperta almeno un’ora al giorno
  2. alimentazione equilibrata stabilita con il veterinario di fiducia
  3. spazzolatura del pelo regolare ma non impegnativa

Quanto costa l’alimentazione di un Pitbull?

Per il cibo, considerare circa 45 euro al mese.

Quanto costa un cucciolo di pitbull?

I prezzi per un cucciolo sono elevati, se testato e dotato di pedigree. In media tra i mille e i millecinquecento euro.

Non esistono allevatori autorizzati né Pedigree. Quando prendi in considerazione di accogliere un Pitbull nella tua famiglia, devi tener presente due cose importanti:

Chiunque ti proponga un Pitbull come cane di razza potrebbe partecipare a pratiche illegali.

Senza Pedigree, è impossibile tracciare la discendenza e determinare se il tuo cane potrebbe avere una storia di combattimento nei suoi geni.

Questi fattori evidenziano che un Pitbull non è adatto a tutti e non è una buona idea lasciarlo solo a casa per molto tempo.

In Italia, siamo di fronte a un problema: i rifugi per animali sono pieni di Pitbull indesiderati.

Troppi di noi li comprano come simboli di status, ma quando diventano troppo da gestire, li abbandoniamo nei rifugi. Questi cani non sono il problema – è la nostra mancanza di responsabilità.

Utilizzando SeoZoom, abbiamo scoperto che le persone cercano spesso “Perché i Pitbull attaccano?” o “Perché i Pitbull sono aggressivi?”. Forse dovremmo chiederci: “Conosciamo davvero i Pitbull?”

Avere un cane è una responsabilità, non una moda. Consigliamo di dare ai Pitbull una seconda possibilità, adottandoli da un rifugio. Puoi contattare l’Oipa, sezione Napoli e Provincia, ma qualsiasi associazione sarebbe una buona scelta.

Speriamo che queste informazioni ti aiutino a comprendere meglio i Pitbull e a fare la scelta migliore per te e il tuo futuro amico a quattro zampe.

Come abbiamo domato i cani selvatici

C’è una domanda importante da porsi: chi ha addomesticato chi?

C’è una ragione evolutiva, per la quale l’ululato di un lupo ancora oggi ci fa rabbrividire. La paura nasce durante l’era glaciale. Quando gli esseri umani, migrando dall’Africa, hanno iniziato a popolare l’Europa e l’Asia, ed hanno incontrato per la prima volta i lupi. Quasi immediatamente, i lupi e gli esseri umani hanno dovuto competere per accaparrarsi le risorse per sopravvivere. Ponendosi entrambi, in cima alla catena alimentare. Ma poi è accaduto qualcosa di insolito: in un momento imprecisato della nostra storia comune, abbiamo iniziato a trovare il modo di lavorare insieme, trasformando il nostro nemico più feroce nel nostro compagno più fedele.

Quando abbiamo trovato il modo di “lavorare” insieme trasformando il nostro nemico più feroce nel nostro compagno più fedele?

Nessuno può sapere esattamente come e perché sia successo. Ma sulla base delle differenze tra i lupi moderni e i loro cugini cani addomesticati, la ricerca suggerisce che la maggiore deferenza di una specie nei confronti dell’autorità potrebbe averla resa più suscettibile di altre all’addomesticamento umano. In altre parole, mentre i branchi di lupi più paritari sono rimasti selvaggi, una specie con un rispetto più profondo per un leader potente da obbedire, potrebbe aver permesso agli esseri umani di intervenire efficacemente come nuovo cane alfa di grande successo.

Il “cane guida”

Questo ruolo di “cane guida” avrebbe permesso agli esseri umani di cacciare insieme ai loro nuovi compagni canidi e, grazie ai loro strumenti e alla loro crescente intelligenza, avrebbero portato il  branco misto al successo. Questa coesistenza ha finito per giovare a entrambe le specie. L’umanità aveva trovato quello che si rivelerà il migliore amico.

A partire da 14mila anni fa, secondo i ricercatori, il lupo e l’uomo si sono evoluti insieme. I cani aiutavano gli esseri umani nella caccia e nella pastorizia, nella guardia alle risorse e così via. Lavorando in tandem con gli esseri umani, i cani hanno prosperato meglio delle loro controparti selvatiche. Questo ha contribuito al suo diffondersi in tutto il mondo. Nel corso dell’evoluzione, i cani moderni si sono differenziati dai loro cugini lupi, in quanto ogni generazione è stata selezionata per i tratti specifici che più ci fanno apprezzare i nostri amici pelosi. I cani sono diventati meno “lupo” anche fisicamente ma soprattutto socialmente: meno aggressivi, più estroversi e più “carini” per gli esseri umani, con orecchie flosce, muso più corto e occhi da cucciolo.

Gli scienziati ritengono, inoltre, che i cani siano stati allevati specificamente per la loro capacità di elaborare le parole e i comportamenti umani. Ci sono persino prove che la chimica cerebrale dei cani e degli esseri umani sia in sintonia. L’idea di creare un legame attraverso il contatto visivo sembra essere una caratteristica umana che i cani hanno acquisito nel corso dei secoli. Oggi, l’ormone dell’amore, l’ossitocina, viene secreto da cani e uomini quando si guardano negli occhi.

Studio parallelo su volpi e cani

Uno studio russo sulle volpi selvatiche suggerisce che, probabilmente, i cani non ci hanno messo molto a diventare domestici. A partire dal 1959, un sottoinsieme di volpi d’allevamento (ma non addomesticate) è stato allevato specificamente per selezionare la docilità e la tolleranza verso gli esseri umani. Dopo poche generazioni, queste volpi hanno cambiato il loro comportamento: sembravano perdere la paura dell’uomo, rispondevano ai ricercatori leccando loro le mani e sviluppavano code scodinzolanti e ricciolute e orecchie flosce. Con questo e altri esperimenti simili, i ricercatori hanno dimostrato che l’addomesticamento dei cani non richiedeva grandi conoscenze scientifiche e nemmeno un piano. Basta selezionare gli animali più docili in ogni generazione successiva, per ottenere risultati ragionevolmente rapidi in termini di modellamento della specie. Ecco, cari amici, come è nato il cane.

L’importanza del gioco per il cane

L’importanza del gioco per il cane è un aspetto da non trascurare nella sua crescita: per i cani il gioco rappresenta il massimo dell’eccitazione e del divertimento. L’attività ludica, sia per un cucciolo che per un adulto, costituisce un motivo di benessere e un incentivo a creare e rafforzare i rapporti con il mondo che li circonda. 

L’importanza del gioco per il cane: cuccioli e adulti

Giocare fa scaturire nel cane un senso di fiducia verso il suo padrone ed è un tassello fondamentale nella crescita fisica e psicologica dell’esemplare: in un cucciolo, il gioco permette di sviluppare e mettere in atto diverse capacità motorie, oltre a determinare lo sviluppo dei muscoli.

In un adulto, esso permette al nostro amico a quattro zampe di esplorare i suoi limiti fisici e mentali, ritrovandosi a dover affrontare situazioni imprevedibili. Il tutto va sommato al fatto che, in questo modo, diamo la possibilità al nostro cane di migliorare e i rapporti sia con i suoi simili che con i loro amici umani.

L’importanza del gioco per il cane: benessere psicofisico

Il gioco può essere anche visto come un vero e proprio indicatore di benessere psicofisico dell’animale: in un cane depresso o malato l’istinto del gioco scompare quasi del tutto. Infatti, un cane in buona salute è paragonabile ad un bambino proprio per il fatto che non si stanca mai di giocare e di divertirsi con il proprio amico umano o con i suoi simili.

Attività come l’inseguimento, la caccia, la ricerca, la corsa o il riporto della palla sono ottime per far sì che il nostro amico a quattro zampe viva a pieno i suoi istinti, sentendosi semplicemente sé stesso.

È spesso utile accostare le attività svolte a delle ricompense magari con delle leccornie, le quali motiveranno sempre di più il nostro animale domestico a rimanere concentrati e impegnarsi durante i comportamenti di gioco.

L’importanza del gioco per il cane: relazionarsi con il mondo

Per una completa formazione del cane, è necessario non trascurare né il gioco tra cane e padrone, né l’attività di gioco tra il cane e suoi simili, che siano i fratelli, la madre o altri esemplari adulti. 

In quest’ultimo caso, infatti, l’animale sviluppa diverse abilità come l’inibizione del morso e l’utilizzo di comportamenti e segnali adoperati per comunicare i propri stati d’animo ai suoi amici.

Un altro aspetto rilevante del gioco è quello che riguarda l’addestramento: diversi studi hanno dimostrato che, giocando con il proprio padrone, il cane sviluppa un alto livello di attenzione nei confronti del padrone, oltre ad un elevata flessibilità cognitiva e capacità di attenzione.

È bene specificare che, durante queste attività, non deve esserci un controllo totale del padrone, ma bisogna lasciare abbastanza libertà al nostro amico a quattro zampe per spingerlo a prendere iniziative, il che risulta fondamentale nel miglioramento delle capacità di problem solving.

Le modalità preferite di gioco variano da soggetto a soggetto, a seconda della razza e dell’età del cane. Lo stesso discorso va fatto per quanto riguarda sia l’intensità che la frequenza delle sessioni di gioco, ed è per questo che risulta utile rivolgersi ad un esperto per organizzare al meglio i giochi da far fare al nostro amico.

Le sessioni di gioco possono essere terminate lodando in modo copioso l’esemplare e ricompensandolo in diversi modi. Questi comportamenti risulteranno essenziali per aumentare la loro autostima e sicurezza.

Quindi cosa stai aspettando? Non ti resta che iniziare a condividere momenti di gioia e divertimento con il tuo amico a quattro zampe, inventando con lui i giochi più divertenti!