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Autore: Vincenzo Minuto

Lettera di un Veterinario al Papa: predicare l’amore e seminare l’odio

Mi presento, ho 62 anni, sono un Veterinario ed ho 2 figli di cui uno autistico, sono padre e proprietario di animali, genitore coscienzioso ed a contatto quotidianamente col mondo dell’animalismo e col mondo della disabilità, padre e veterinario contemporaneamente.
Una frase che i miei clienti mi ripetono costantemente è “chi non ha mai avuto un cane/gatto non riesce minimamente ad immaginare il mondo di amore che queste creature sanno donare.”
Ecco, lei non ha mai avuto un cane o un gatto, lo si capisce dal modo in cui sottovaluta la questione, non è colpa sua, me ne rendo conto, se avesse provato quel tipo di affetto che il suo predecessore conosceva bene (Papa Ratzinger amava la compagnia dei gatti) non avrebbe detto cose tanto superficiali e fuorvianti.
La cosa grave che, mi permetta, non le fa onore è il creare la contrapposizione “chi ama gli animali non ama i bambini”, è un concetto errato e divisivo, chi ama la vita riconosce il dolore, negli occhi di un bambino o di un animale, amare vuol dire immedesimarsi, capire, ascoltare, quella dell’amore è una ginnastica quotidiana e non è mai divisiva, l’amore per la vita, sotto qualsiasi forma, arricchisce e non impoverisce.
Ma davvero lei crede che quello di Francesco di Assisi, il santo povero, l’uomo che camminava a piedi scalzi e coperto di umili panni, fosse tempo perso?, che non avrebbe dovuto parlare agli uccellini, scrivere il cantico delle creature, ammansire il lupo di Gubbio?
Ma lo sa che il santo d’Assisi diceva: “Se avete uomini che escluderanno una qualsiasi delle creature di Dio dal rifugio della compassione e della pietà, avrete uomini che trattano nello stesso modo i simili”.
Ma ha mai visto la benedizione degli animali che si tiene in molte chiese il 17 gennaio nella tradizionale festa di S. Antonio Abate? E’ un tripudio di gioia, vecchietti e bambini ognuno col proprio animaletto domestico, tutti uniti dalla fede e dalla speranza, io stesso ci andai portando Tommasino un gatto reso diversamente abile dall’aggressione di un branco di cani nella speranza di un miracolo.
Ma davvero lei crede che la fame nel mondo sia dovuta allo spreco di risorse per acquistare le crocchette? E no, qui divento cattivo io!, ma non è che forse dovrebbe preoccuparsi della ristrutturazioni degli immobili da 700 mq del cardinale Bertone finanziate coi soldi delle elemosine?, non dovrebbe preoccuparsi degli spot a pioggia per l’8 per mille? (nel 2004 sono costati 4.650.000,00 euro, non oso pensare adesso) per accaparrarsi la gestione di fondi che normalmente andrebbero comunque alla beneficenza ma che passando per voi vengono ridotti da spese folli?
Ma lo sa quanti bambini avreste saziato coi 4 milioni dati a Mediaset e Rai?
Gesù diceva “quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”e allora tutti questi spot autocelebrativi per l’8 per mille? Il vangelo lo citate solo quando vi conviene?
Per giudicare bisogna conoscere la gente, non il lusso. Lei non ha la minima idea di quante vite hanno salvato gli animali, di quanto un gatto possa curare la depressione di un anziana vedova e col nido svuotato, di quanto un cane possa essere di aiuto all’autostima di un ragazzo disabile, di quanto un cucciolo possa aiutare un bambino abbandonato dal padre fuggito con un’altra donna, di quanto un cagnolino possa attenuare il dolore di una coppia di anziani che hanno perso il loro unico figlio, tutte storie di vita che non potrebbero sfociare nell’adozione di un bambino, tutte storie di vita che lei dal suo trono dorato non vede.
Le persone, caro Papa, non fanno più figli perché non se lo possono permettere, perché in Italia un fitto costa quanto uno stipendio e quindi si deve lavorare full-time in due, perché a Milano un asilo nido costa più dello stipendio di un call center, perché ti offrono solo lavoro precario ed orari impossibili… con quale presupposto una persona coscienziosa e non ricca può fare un figlio?
Vuole più accudimento per i bambini? Faccia la guerra al precariato, al lavoro nero, allo sfruttamento e si troverà circondato da persone felici di fare figli ma, la prego, la smetta di far guerra agli animali, sono creature di Dio, sono un dono per l’anima, sono una palestra per imparare la tolleranza, il rispetto, sono una manna dal cielo nell’universo di solitudine ed alienazione che sempre di più attanagliano le nostre metropoli.
L’amore, quello vero, non divide ma aggrega, in ogni cuore ogni sentimento crea lo spazio per uno nuovo.
L’amore per la vita, qualunque vita, è un valore totalizzante e mai riduttivo.
Amare insegna ad amare.
La donna che lei ha pubblicamente scacciato e deriso è una credente ed ha 50 anni, non è propriamente l’età per fare o adottare figli, certamente avrà sbagliato dicendo “mi benedice mio figlio?” ma lei che ha benedetto finanche una lussuosa Lamborghini bianca forse avrebbe potuto perdonarla, in ogni caso quel cagnolino sarà importante per quella donna e lei era venuta fiduciosa ad incontrarla.
Una occasione persa.

Antirabbica nel cane: consigli di Cani da Amare

L’antirabbica nel cane è l’unica soluzione valida per la prevenzione contro la rabbia che è una malattia storica, che colpisce l’animale domestico ma anche l’uomo.

L’Italia è quasi completamente libera ma in altri paesi è un problema ancora fortemente presente. Infatti il cane è il terzo animale, dopo zanzare e serpenti, che fa più vittime umane ogni anno nel mondo, proprio a causa della rabbia.

Antirabbica cane

L’antirabbica nel cane oggi non è più obbligatoria in Italia, essa però è fortemente consigliata dai veterinari per chi risiede o va in vacanza nel nord est dell’Italia o all’Estero.

La rabbia è una malattia infettiva acuta causata da un virus che colpisce il sistema nervoso centrale dei mammiferi, incluso l’uomo. Particolare attenzione è rivolta ad essa, poiché se non tempestivamente trattata, è una malattia mortale.

La rabbia è una zoonosi, cioè una malattia che dall’animale infetto può essere trasmessa anche all’uomo. La trasmissione avviene attraverso un morso, un graffio, o il semplice contatto della saliva con la cute non integra.

Non esiste, infatti, una cura per la rabbia, quindi se dovesse avvenire il contagio, bisogna intervenire il più rapidamente possibile per evitare il contagio e, quindi, l’insorgenza della malattia.

In caso di esposizione riconosciuta al virus della rabbia si deve provvedere all’integrazione di altre due dosi di vaccinazione post-esposizione che richiede minimo 5 dosi e dei controlli del tasso degli anticorpi dopo vaccinazione.

Vaccinazione antirabbica per cani

Il modo più efficace per prevenire e proteggere i nostri animali e noi stessi, dall’insorgere della malattia, è la vaccinazione antirabbica.

La  vaccinazione  antirabbica  prevede  in  genere  una  prima  vaccinazione  in  cuccioli  di  età  a partire dalle 12  settimane  e l’immunità non si realizza prima dei 21 giorni dalla prima vaccinazione. La vaccinazione fatta da almeno 21 giorni è condizione obbligatoria per richiedere il passaporto.

Io personalmente consiglio la vaccinazione anche a cani mordaci o caratterialmente aggressivi, non tanto per il rischio malattia ma per evitare sequestro e quarantena al cane morsicatore in caso di segnalazione del morso alla pubblica autorità. A differenza delle altre vaccinazioni l’antirabbica viene registrata presso l’ASL e viene rilasciato un certificato in cui viene indicato vaccino, lotto e scadenza.

I  richiami  devono  essere  eseguiti  senza  far  scadere  la  vaccinazione  precedente, la  validità  della  vaccinazione  antirabbica  deve  infatti  essere  riferita  alle  indicazioni  riportate  dalla  ditta  produttrice  in  relazione  al  tipo  di  vaccino  utilizzato,  per  cui,  a  seconda  del  vaccino,  può  essere  di  1,  2  o  3  anni.

Basta rivolgersi al proprio veterinario di fiducia o al servizio veterinario della Azienda sanitaria locale e ricordandosi di far registrare l’avvenuta vaccinazione sul passaporto o sul libretto sanitario.

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Vaccinazione per cani

Come qualsiasi altro vaccino, anche la vaccinazione per cani non è priva di rischi.

Gli effetti collaterali, della vaccinazione antirabbica, più comuni sono febbre e malessere, ma solitamente spariscono in poco tempo. Gli effetti collaterali più importanti che possono manifestarsi possono essere causati se l’animale è allergico alle sostanze presenti nel vaccino.

Infatti è consigliabile, come per tutte le vaccinazioni, eseguirla su cani in buona salute.

Vaccinazione antirabbica cani quando farla:

La vaccinazione antirabbica viene richiesta per i viaggi all’estero e, visto che la sua efficacia dura solo 21 giorni dall’iniezione, per legge va fatta 30 giorni prima della partenza effettiva.

È consigliabile verificare con il veterinario la corretta copertura vaccinale poiché l’animale potrebbe non essere sufficientemente protetto dall’infezione.

Durante la permanenza nelle zone a rischio, è necessario ricordarsi che è obbligatorio portare sempre il passaporto o il libretto sanitario del tuo animale.

Se invece state pensando di spostarvi all’estero, ci sono alcuni paesi che oltre a richiedere la vaccinazione antirabbica, richiedono anche la titolazione anticorpale del cane.

Questo serve a valutare il numero di anticorpi che il cane ha prodotto e per sapere che ha reagito positivamente al vaccino. Siccome è una procedura ancora più lunga della vaccinazione sarà, quindi, necessario muoversi quanto prima possibile.

In conclusione è importante, quindi, non sottovalutare la malattia, oggi non è più presente nel nostro paese, ma in altri ancora si. La prevenzione è importante per la salute dei nostri animali ma anche per l’uomo. Peraltro, la conduzione nei territori a rischio di un animale non vaccinato è sanzionata ai sensi della normativa vigente, ma soprattutto rappresenta un serio pericolo per la salute pubblica.

Cane anziano, l’insegnamento di Stella

L’una di notte e non dormo.
Una giornata allucinante senza un minuto di pausa, dovrei essere stanco, dovrei avere sonno ed invece non dormo.
Stella, una minuscola cagnolina ormai fioca e cieca, un corpo devastato dal diabete cammina incessantemente per casa… cammina, urta, rimbalza, si gira e cammina fino ad urtare il prossimo ostacolo. Un pendolo incessante sempre in movimento, un mucchietto di ossa attaccatissimo alla vita, legatissima alle sue ritualità immutabili, artrosica, stanca, incontinente ma incredibilmente viva.
Faccio fatica a credere che Stella sia lo stesso cucciolo di cui ho visto l’entusiasmo, sia quel che resta di quello scricciolo che aveva tanta voglia di giocare, di quella cagnolina orgogliosa che attraversava impettita il quartiere, coda dritta e testa alta, piena di dolcezza ma in grado di farsi rispettare.
I cani vecchi sono maestri di dignità, non si chiudono nel vittimismo, non inventano bugie, non cercano scuse, sono esattamente quello che vediamo, senza sovrastrutture, senza fronzoli, non cercano di apparire diversi da quello che sono. Accettano le difficoltà che il corpo invia senza rabbia, senza rancore e senza invidia.
Se un giorno riuscirò ad essere un vecchio sereno sarà grazie al rispetto della vita che mi hanno insegnato i miei amici animali, cerco di rubare la loro capacità di accettare le diverse stagioni e spero, un giorno, di essere degno dei tanti maestri quadrupedi che hanno attraversato la mia vita.
Gli animali sono un meraviglioso regalo di Dio per insegnarci ad invecchiare.
Come sarebbe bello se tutti gli uomini capissero questa lezione eppure, nella mia professione di veterinario, ogni tanto mi imbatto in qualche vigliacco che al primo sintomo di vecchiaia pensa al canile, persa al rifugio, pensa di disfarsi del compagno di una vita.
Il vero vigliacco è colui che compie violenza verso i deboli… mandare in un freddo rifugio un cane o un gatto che ormai vedono poco, sentono poco e camminano a fatica è un crimine contro la vita, una condanna alla paura prima della morte che colui che ci aveva scelto come compagno di vita non merita.
Cosa insegnano questi uomini ai loro figli? Anaffettività e cinismo e, siate sicuri, finiranno in un ospizio a lamentarsi dei figli ingrati.
Non abbiate paura di adottare animali anziani, anche una breve stagione insieme vale la pena di essere vissuta.
Stella si è stancata di girare per casa e l’abbiamo portata sulla sua cuccetta al calduccio della sua copertina che ama tanto.
Adesso possiamo andare a dormire anche noi.
Buonanotte mondo.

Spot Telefono Azzurro: vergogna

Un vergognoso attacco verso tutte le persone che amano e rispettano gli animali, una riproposizione irreale della realtà mirante a generare odio verso i pet e di chi li accudisce, un’offesa alla sensibilità di chi è genitore ma ama anche cani e gatti è quanto è contenuto nella nuova campagna di Telefono Azzurro con un’arroganza ed un cattivo gusto che mai avevo visto prima.

La nuova campagna informativa della Onlus Telefono Azzurro è basata su uno spot in cui si vede una casa che brucia e la gente che fugge ed in sottofondo si sentono grida di aiuto. Un uomo, sfidando il fuoco, entra nella casa divorata dall’incendio, sfonda una porta ed entra in una stanza invasa dalle fiamme sul cui pavimento giacciono 2 bambini ed un cucciolo. L’uomo a questo punto esclama “va tutto bene, va tutto bene”… e poi afferra il cane e va via lasciando i bambini a morire nell’incendio. A questo punto compare una scritta “sembra impossibile? Eppure sta accadendo oggi!”

Ma sta accadendo qualcosa? Fatemi capire, cosa sta accadendo?

Con un’azione vigliacca stanno spacciando l’accudimento degli animali come una sottrazione di risorse ed affetto per i bambini, una campagna di odio che non fa onore ad una associazione che tanti meriti ha avuto in passato ma che adesso sta degenerando in modo incredibile.
Messaggi come questo sono pistole cariche nelle mani di chi disprezza l’animalismo ed il volontariato, sono frecce all’arco degli infami che avvelenano i gatti, di chi uccide a calci i cani.
Oggi questi farabutti violenti si sentiranno eroi di una battaglia (inventata ad arte) in difesa dei bambini.

Io sono il padre di un ragazzo autistico di 23 anni, ho dedicato a mio figlio tempo ed energie, l’ho seguito in tutte le sue terapie dai 3 anni a tutt’oggi,,, e nel contempo ho dedicato molto tempo alla tutela dei randagi, ho curato a mie spese animali di nessuno, perché chi ama la vita, chi coltiva i sentimenti, prova piacere ad accudire, bambini e animali, tutte creature figlie di Dio in egual modo.

Invece Telefono Azzurro ha deciso di coltivare l’odio mettendo in contrapposizione l’amore fra bambini ed animali, come l’imbecille protagonista del loro spot che potrebbe benissimo salvare bambini e cane contemporaneamente ma va via indifferente alla fine atroce che aspetta i cuccioli d’uomo.
Perché, mi chiedo perché, spendere tanti soldi (un vero e proprio set cinematografico con tanto di effetti speciali) per diffondere menzogne così volgari, chi è il creativo che ha concepito un tale orrore diseducativo?, chi è il dirigente che ha approvato questa costosa diffamazione finanziata con i soldi destinati a proteggere i nostri figli?

Vergogna, vergogna, vergogna, i veri nemici dei bambini sono i pedofili, non i cuccioli che li aiutano a crescere, che li curano con la pet terapy, che regalano loro un sorriso nei reparti di oncologia pediatrica.
Dobbiamo fermare questa polpetta avvelenata, dobbiamo far giungere in alto la nostra protesta, inondiamo di proteste la pagina facebook di telefono azzurro,

Provvederò a segnalare questo abuso alla Federazione Nazionale Ordini Veterinari
Fermiamo l’ignoranza.

Pelliccia di cane e gatto: la morte addosso

Ma non sentite l’odore di morte quando indossate un collo di pelliccia? Ma cosa significa per voi indossare un pezzo di cadavere come ornamento?

Ma riuscite ad immaginare gli occhi di terrore delle povere bestiole sgozzate in fila ed ognuna assiste all’esecuzione dell’altra in un tripudio di urla ed odore di sangue?

Ma cosa vi attira nella pelliccia? Vi fa sentire i dominatori del mondo? Vi fa sentire onnipotenti con il diritto di vita o di morte? Esibire la morte come segno di vanità!, VERGOGNA.
In Italia ci sono 13 strutture tra Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Abruzzo, dove sono ancora allevati visoni. Diamogli un indennizzo, riconvertiamole e chiudiamole, hanno dato tanti aiuti di stato e regionali, sarebbe davvero uno sforzo minimo.
Per me tutte le vite sono uguali, altri si commuovono solo per cagnolini e gattini e se ne fregano di tutto il resto… beh, a loro dico attenti alle pellicce di cane e gatto.

In Cina è lecito, fioriscono allevamenti di cani e gatti da pelliccia anche in piccole strutture “fai da te”. Vengono fatti crescere in gabbie fetide e poi sgozzati i cani ed impiccati col fil di ferro i gatti.
Queste pellicce finiscono poi ad ornare colletti e polsini e, visto che in Italia è vietato acquistare pellicce di animali domestici (ammazzare tutto il resto è stranamente lecito), vengono fatti entrare con nomi di fantasia: L’OIPA Italia ci fornisce alcuni nomi dietro cui possono nascondersi pellicce di cane e gatto: asiatic racoonwolf, GOYANG, asian wolf, HOUSECAT, corsak fox, KATZENFELLE, dogue of China, LIPI, finnracoon MOUNTAIN CAT finnracoon asiatico WILDCAT fox of Asia SPECIAL SKIN gae wolf, gubi, kou pi, lamb skin, loup d’Asie, nakhon, pemmern wolf,sakhon, sobaki, special skin (in maiuscolo quelle di gatto, in minuscolo quelle di cane).

Il marchio MADE IN ITALY non ci garantisce per nulla: se io importo materiale dall’estero e lo assemblo in Italia posso dichiararlo Made in Italy, in pratica il marchio certifica che è cucito in Italia e non l’origine della materia prima e la ditta può difendersi da eventuali accuse dicendo che non sapeva che il “loup d’asie” o un altro di questi nomi fosse in realtà un cane.
Allora, cari amici animalisti, cerchiamo di non indossare niente che ricordi una pelliccia, anche in presenza di garanzie scritte. Non abbiamo bisogno di un simbolo di morte addosso per sentirci alla moda.

In una società dominata dall’economia di mercato le vere rivoluzioni si fanno facendo la spesa, facciamo si che ostentare peli di animali morti sia dannoso per l’economia dell’industria dell’abbigliamento. Vedrete che diventeranno improvvisamente animalisti (a parole) anche loro.

Il tradimento di Yulin

Ricomincia il festival dell’orrore, di nuovo a Yulin in Cina si terrà quell’enorme sagra della carne di cane e gatto, migliaia dei nostri fratelli pelosi verranno ammazzati, scuoiati e cotti al momento per la gioia festosa degli orribili esseri umani convenuti appositamente.
Ci avevano illusi dicendo che la Cina, dopo il Covid-19, aveva vietato il consumo di queste carni, la stessa Onorevole Michela Vittoria Brambilla lo aveva annunciato con toni festosi non più tardi del 9 aprile scorso. Si era illusa.

In questi giorni tristi molti dei miei contatti social si scagliano contro il nostro dolore dicendo cose tipo “perché soffrite se ammazzano cani e gatti e non soffrite quando ammazzano manzi e maiali?”
NON SONO D’ACCORDO, è una forzatura, il dolore non è tutto uguale.

Ogni assassinio è una cosa orribile, ogni omicidio è un atto esecrabile… ma se uccidono un soldato dello Sri Lanka mi turba meno dell’omicidio di un veterinario della mia città… visti dall’ottica di un computer sono due morti identiche, viste dal profondo del cuore c’è una differenza enorme.
Con cani e gatti c’è un patto non scritto, loro ci hanno scelti come amici, ci comunicano costantemente il piacere di relazionarsi a noi, i cani ci aspettano quando torniamo dal lavoro, ci scodinzolano anche quando sono vecchi e malfermi, si fidano di noi e scelgono noi anche quando potrebbero sostituirci con altri elementi della loro specie.

Siamo il loro dio e si affidano ciecamente a noi. I gatti si nutrono del nostro contatto fisico, dormirebbero sulla nostra pancia e si accovaccerebbero sulle nostre gambe anche se smettessimo di nutrirli. Noi siamo il contenitore in cui la loro anima trova serenità.

La loro morte mi fa più male della morte degli altri fratelli animali perché si consuma nel tradimento, loro si avvicinano a noi cercando un rapporto e noi li ammazziamo per mangiarli.
Lo so che i “talebani” del veganesimo mi criticheranno, ribadisco che ogni morte è da condannare, mi batterò come ho sempre fatto per un mondo senza violenza sugli animali, tutte le mie azioni saranno volte a costruire un mondo senza violenza… ma sapere che ammazzano cani e gatti mi fa stare più male.
Forse sono io ad essere fatto male ma è così, perdonatemi.

Fake news: anche cani e gatti possono essere contagiati, isolarli dai padroni

Da qualche giorno, gira sul web la notizia che cani e gatti possano essere contagiati dal coronavirus. Riteniamo questa notizia del tutto infondata e immorale, se si considera che alla base della sua divulgazione c’è l’esigenza di accumulare like. L’ignoranza al potere: questo è ciò che pensiamo quando leggiamo notizie del genere.

Leggendo certi articoli scopri:

  1. Un tizio è risultato positivo e, prima di andare in quarantena ha chiesto ai vicini di tenergli il cane
  2. I Vicini dopo qualche giorno sono risultati positivi… e il solerte articolista ha dedotto che sia stato il cane. Mica è stato il vicino, magari quando gli è andato a parlare, no, sarà stato il cane… il tutto condito con la foto di un cane con la mascherina.

Tutti i siti ufficiali del Ministero della Salute, della Federazione degli ordini dei veterinari, della Facoltà di veterinaria, riportano con certezza il dato che cani e gatti non contagiano.

Questi uomini privi di qualsiasi forma di deontologia fanno articoli con titoli allarmistici che non trovano poi riscontro nell’articolo, la guerra per una visualizzazione in più a cui si paga un prezzo atroce in abbandoni di animali domestici perché, e dovrebbero saperlo bene, la gente spesso legge solo il titolo e non tutto l’articolo.

TGCOM24 addirittura in un servizio afferma che i Veterinari si preparano a gestire l’emergenza sugli animali mentre al TG3 la nota virologa Ilaria Capua dice “è un virus che viene dagli animali e nulla vieta che un giorno possa tornare negli animali…

La divulgazione scientifica o la si sa fare o è meglio starsi zitti, non dovete pensare che state parlando a scienziati e medici, state parlando a gente che magari non ha cultura scientifica, che sta soffrendo, che è ipocondriaca.

È doveroso che le cassandre dell’informazione sappiano che sono i principali responsabili dell’abbandono di animali domestici che si sta verificando in questi giorni.

È normale che se sono positivo e tossisco sul gatto e poi te lo metto in braccio e tu lo baci puoi prenderti la malattia… però adesso voglio gli articoli coi titoloni tipo “Anche i cellulari portano la malattia, torniamo ai piccioni viaggiatori, anche i vestiti possono portare il virus, la gente si prepari ad uscire nuda”.
Basta, basta, basta, un po’ di etica in tutti quelli che operano nell’informazione.
Stiamo perdendo la pazienza, assumetevi le vostre responsabilità.
Vi prego, laddove potete aiutateci a far circolare le informazioni giuste, evitiamo l’atroce destino dell’abbandono ai nostri amici a quattro zampe causato dalla disperata ricerca di una visualizzazione in più da parte di giornalisti senza scrupoli.

Microchip per cani: come funziona e quali sono i costi

Il microchip per cani altro non è che un trasponder inserito in un microscopico cilindretto di vetro che, attraverso una siringa, viene iniettato sottocute dietro al collo del vostro cane, dove resta immobile per tutto il resto della vita.

Non irrita, non emette radiazioni, non crea reazioni avverse.

Nella mia esperienza personale, in 20 anni non ho mai visto né sentito parlare di problemi causati dal microchip.

Vediamo allora come fare il microchip per cani, come funziona e quali ne sono i costi.

Come funziona il microchip per cani?

Il microchip per cani
Il microchip per cani

Una volta applicato un microchip, se viene avvicinato un apparecchio rilevatore ad un cane, si vedrà comparire un codice di 13 numeri.

In pratica, svolge le stesse funzioni che ha la targa per un’automobile: serve ad identificare il proprietario.

Ovviamente, la legge sulla privacy non consente a chiunque di accedere alla banca dati, per cui un qualsiasi veterinario potrà leggere il numero ed annotarlo, ma la consultazione del registro anagrafico potrà essere fatta solo da un pubblico ufficiale o da un veterinario del servizio pubblico.

Nella mia esperienza privata, in tantissimi casi abbiamo ritrovato il proprietario di un cane smarrito proprio grazie al microchip.

Il microchip è obbligatorio per i cani, tanto che c’è una multa salata per i proprietari che non lo fanno applicare, mentre è facoltativo per i gatti.

Questo sistema è stato voluto proprio per arginare l’annosa piaga dell’abbandono estivo dei cani: se si rinviene in strada un cane perduto ed il proprietario non ha segnalato lo smarrimento alle forze dell’ordine, quest’ultimo può essere denunciato per abbandono.

La obbligatorietà di questa pratica fa sì che in moltissimi casi le ASL veterinarie prevedano campagne di applicazione gratuita del microchip, fermo restando che qualsiasi veterinario privato abilitato può farlo, in questo caso a pagamento.

Legge sul microchip per cani

Dal 16 aprile di quest’anno, è entrata in vigore una legge che impone ai veterinari di utilizzare esclusivamente la ricetta elettronica in luogo di quella cartacea.

In parole povere, non si possono più fare prescrizioni a cani senza microchip, perché, in caso di ricetta senza indicazione del numero, scatterebbe in automatico la multa.

Tutti i cittadini possono scaricare o consultare online le ricette, accedendo al sito web del Ministero della Salute a questo indirizzo: www.ricettaveterinariaelettronica.it

Quanto costa il microchip per cani?

Il microchip ha un costo che varia per ogni veterinario, ma è possibile applicarlo gratuitamente presso la struttura Presidio Ospedale Veterinario con competenza territoriale del comune della città di appartenenza.

Ci siamo informati che è gratuito presso l’ASL di Napoli, quindi per una conferma è sempre meglio informarsi prima presso le strutture di appartenenza della propria città.

Molti hanno paura di intestarsi il cane temendo future tasse di possesso: è una bufala.

Un’ipotetica tassa sui cani genererebbe un aumento vertiginoso del randagismo, che comporterebbe spese inaudite per il contenimento di tale fenomeno: sarebbe controproducente per il fisco e, inoltre, fatemelo dire, sarebbe una manovra talmente impopolare da far perdere moltissimi consensi all’improvvido politico.

Ci tengo a specificare che l’applicazione non è assolutamente dolorosa, in quanto si tratta di una semplice punturina di un secondo e nulla di più.

Tanti motivi per metterlo, nessuno per non metterlo: se non l’avete già fatto, cosa aspettate?

Forasacchi cani: il nemico infiltrato

Forasacchi cani: una minaccia silente per la salute dei cani. Se non sapete di cosa si tratta e volete qualche informazione in più su cosa siano i forasacchi cani e le conseguenza che possono avere sulla salute del vostro cagnolino, ecco qualche informazione.

Sai cos’è?

Quando il clima si fa torrido, compare uno dei nemici più insidiosi per i nostri amici a quattro zampe, quello che comunemente viene chiamato forasacco.

Il forasacco altro non è che la spiga essiccata di una graminacea selvatica, null’altro che quelle fastidiose spighette che si attaccano ai nostri vestiti quando siete in campagna.

I problemi più frequenti li da quando si infila nelle narici: ce ne accorgiamo dal fatto che il nostro amato cagnolino comincia a starnutire in modo continuo e sembra non volersi fermare neanche col passare dei minuti.

In questi casi, se non riesce a “spararlo” fuori da solo nel giro di poco e vi trovate con il cane che starnutisce senza sosta, dovrete fare tempestivo ricorso al veterinario per la rimozione endoscopica.

Costo estrazione forasacco

Purtroppo, viste le attrezzature necessarie, i costi potrebbero essere salati e variano significativamente da città in città, in base al costo della vita: ad esempio, a Napoli ci si aggira intorno ai 300€, mentre a Milano si possono raggiungere anche i 1000€.

Fortunatamente, quest’evenienza non è molto frequente.

Conseguenze

Spesso, i forasacchi si insinuano nel condotto uditivo, maggiormente in quelle razze con padiglione auricolare pendente, tipo cocker, cani da caccia etc. e in tal caso ce ne accorgiamo per lo scuotimento eccessivo e continuo della testa.

Qui, la rimozione è più semplice e avviene con otoscopio e pinza da corpo estraneo.

In altri casi, il forasacco punge la carne impigliandosi fra le dita e, per la sua particolare conformazione, tende a creare dei veri e propri tunnel, continuando ad approfondirsi sempre di più in modo inesorabile.

Ci sono casi in cui il forasacco (o parti di esso) si trovano alla fine di vere e proprie gallerie, che sbucano sotto la zampa.

Queste gallerie, chiamate fistole, impiegano anche più settimane a formarsi e il sintomo è più subdolo: una zampa più gonfia o calda, un forellino da cui fuoriesce pus e che sembra guarire con la terapia antibiotica, ma che riprende ad imbrattarsi appena si cessa la cura.

Tanti anni fa, mi capitò il caso di un cane randagio in cui un forasacco aveva percorso in una stagione tutta la zampa anteriore e stava arrivando al polmone.

In questi casi, il vostro veterinario dovrà studiare il percorso del tragitto fistoloso ed asportare la spighetta con una piccola ed innocua incisione.

Mi raccomando, che questa non sia una scusa per non portare il cane a correre in campagna: un cane felice è un cane che gioca, tutto si può prevenire, specialmente se dopo tali passeggiate controlliamo che nulla si sia impigliato nei peletti fra le dita e nella superficie interna dei padiglioni auricolari… e buona passeggiata!