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Autore: Rosario Mammella

Designer dogs: tra tendenze e responsabilità

I cani di razza hanno sempre avuto un posto d’onore nel mondo cinofilo, ma l’ultima frontiera della cinofilia è rappresentata dai cosiddetti “designer dogs”, come i Doodle, meticci pianificati con caratteristiche specifiche. Questa tendenza ha preso il via negli anni ’90 quando Wally Conron, allevatore australiano, ha selezionato il primo Labradoodle per rispondere alle esigenze di una donna non vedente alle Hawaii e di suo marito allergico ai cani. Quel che iniziò come una soluzione mirata a un’esigenza ben precisa si è trasformato in un fenomeno globale, scatenando un interesse crescente per questi incroci “non allergenici”.

Tuttavia, la crescente popolarità dei designer dogs non ha sempre tenuto conto delle implicazioni sanitarie e del benessere degli animali coinvolti. Nonostante i Doodle siano spesso pubblicizzati come ipoallergenici, non tutti i cuccioli ereditano questa caratteristica dai loro genitori barboncini. Oggi, molti programmi di addestramento per cani guida preferiscono razze tradizionali come Labrador, Golden Retriever e Pastori Tedeschi piuttosto che i Doodle, a seguito delle osservazioni di Conron sulle problematiche sanitarie legate a questi incroci.

Conron stesso ha espresso rimpianti per aver dato inizio alla moda del Labradoodle, sottolineando come la tendenza abbia portato a pratiche di allevamento indiscriminato, volte più al profitto che al rispetto degli standard etici e di salute. Nonostante queste preoccupazioni, gli incroci designer hanno trovato il loro posto nel cuore di molti e, a prescindere dai pareri contrastanti, sembrano destinati a rimanere una presenza fissa nel panorama cinofilo.

Il gatto non vuole mangiare, ecco le cause più comuni

La preoccupazione per il fatto che il tuo gatto non voglia mangiare può essere fonte di ansia e confusione per molti proprietari di felini. La mancanza di appetito nei gatti può avere molteplici cause, alcune delle quali possono essere indicative di problemi di salute sottostanti.

In alcuni casi potrebbe essere sufficiente variare la dieta dell’animale, altre volte, invece, è indispensabile l’intervento di un veterinario. Ecco quindi alcuni casi in cui il gatto mostra inappetenza.

Cause Comuni del Rifiuto del Cibo nei Gatti

I gatti sono creature di abitudini e possono reagire fortemente agli stress e ai cambiamenti nell’ambiente circostante. Un cambiamento di residenza, l’arrivo di nuovi animali domestici o anche una ristrutturazione domestica possono causare stress nel tuo gatto, influenzando il suo appetito. Assicurati di fornire un ambiente tranquillo e familiare per alleviare lo stress del tuo gatto.

Dolori o problemi dentali possono rendere il processo di mangiare doloroso per i gatti. Condizioni come gengivite, carie o problemi alle gengive possono portare a un rifiuto del cibo. Osserva se il tuo gatto sembra evitare di masticare o mostra segni di disagio mentre mangia. In caso di sospetti problemi dentali, consulta il veterinario per una valutazione.

Tra i problemi di salute, invece, le malattie gastrointestinali, come l’infiammazione dell’intestino o problemi di stomaco, possono causare nausea e un rifiuto del cibo. Presta attenzione a cambiamenti nei movimenti intestinali, alla presenza di vomito o diarrea, e consulta il veterinario se noti sintomi persistenti.

Problemi ai reni o al fegato possono influenzare l’appetito del tuo gatto. Un aumento della sete e della frequenza delle urine potrebbe indicare problemi renali, mentre cambiamenti nel colore delle gengive o nel comportamento potrebbero essere indicativi di malattie epatiche. Un controllo veterinario è essenziale per una diagnosi accurata.

Approcci per affrontare il rifiuto del cibo

Osserva attentamente il comportamento del tuo gatto per individuare eventuali segnali di disagio o cambiamenti nelle abitudini alimentari. Potrebbe essere utile tenere un diario del suo comportamento, indicando quando mangia, quando rifiuta il cibo e se ci sono eventi o cambiamenti nell’ambiente correlati a tali comportamenti. Se il gatto annusa il cibo e non lo mangia, potrebbe essere sintomo di una problematica.

Prova a offrire al tuo gatto cibi diversi per determinare se ha preferenze specifiche o se mostra interesse per particolari tipi di alimenti. Talvolta, un cambio di dieta può stimolare l’appetito. Introduci nuovi cibi gradualmente e monitora la risposta del tuo gatto.

Il rifiuto del cibo da parte del tuo gatto può essere un segnale di diverse problematiche, sia legate a fattori ambientali che a problemi di salute sottostanti. Osservare attentamente il comportamento del tuo gatto, esplorare le possibili cause e apportare alcune variazioni nella dieta possono essere passi iniziali utili. Tuttavia, è importante sottolineare che, se il rifiuto del cibo persiste o è accompagnato da altri sintomi preoccupanti, la consultazione con un veterinario è essenziale. Solo un professionista può fornire una diagnosi accurata e un piano di trattamento adeguato per garantire la salute e il benessere del tuo amico felino. Non esitare a cercare assistenza veterinaria se hai preoccupazioni sul comportamento alimentare del tuo gatto, poiché la tempestiva identificazione e gestione dei problemi possono fare la differenza nella sua salute a lungo termine.

Palermo in rivolta per Aron: manifestazione contro la violenza sugli animali e inerzia Istituzionale

A Palermo, la comunità si sta mobilitando in seguito al brutale episodio in cui Aron, un pitbull, è stato legato e bruciato dal suo proprietario. La situazione è ulteriormente aggravata dalle minacce del padrone del cane ai residenti locali, che hanno provocato un intervento di polizia e vigili del fuoco, anche se l’uomo è riuscito a sfuggire. In risposta a questo crescente clima di paura e indignazione, la città si prepara per una manifestazione, mirata a denunciare sia la violenza sugli animali sia l’assenza di un’adeguata risposta istituzionale, in particolare criticando il sindaco di Palermo per il suo silenzio sull’accaduto. Questo evento rappresenta un momento significativo per la comunità di Palermo, unita nella richiesta di giustizia e sicurezza sia per gli animali che per i cittadini.
Ecco l’intervista dell’attivista Enrico Rizzi su Tele One.

A Palermo, un inferno in Piazza Croci: Aron, il pitbull, legato e bruciato vivo

Nella notte di martedì 9 gennaio, il cuore di Palermo è stato testimone di un crimine che ha superato ogni immaginazione: in Piazza Croci, un uomo ha legato un pitbull, Aron, a un palo, per poi dargli fuoco. Il gesto barbarico ha scosso l’intera comunità, mentre Aron lotta tra la vita e la morte, con ustioni su oltre l’80% del corpo e gravi danni agli organi interni.

L’aggressore, un 46enne senza fissa dimora, occupava abusivamente un’area destinata a un progetto di riqualificazione urbana. Già noto alle autorità per aver bruciato sterpaglie alla vigilia di Natale, l’uomo è stato arrestato in stato di agitazione, resistendo anche agli agenti di polizia . La comunità di Palermo e gli attivisti per i diritti degli animali sono in rivolta. L’Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, ha annunciato di costituirsi parte civile, denunciando l’uomo.

“Si tratta di un crimine barbaro che va punito severamente,” hanno dichiarato, sollecitando il governo a rivedere il codice penale per includere pene più severe per crimini di questa natura . Questo atto di crudeltà non è solo una tragedia per Aron, ma anche un campanello d’allarme per la società, dimostrando quanto sia essenziale rafforzare la protezione degli animali e prendere provvedimenti più severi contro coloro che commettono crimini di tale efferatezza. Il caso di Aron non è isolato; ricorda, per esempio, il gatto Leone, scuoiato vivo a Cava de’ Tirreni, evidenziando una preoccupante escalation di violenza sugli animali.

Mentre Aron lotta per la sua vita, la comunità di Palermo si unisce nel dolore e nella speranza. Questo episodio sconvolgente serve da monito per una riflessione più ampia sulla natura della crudeltà umana e sulla necessità di una maggiore empatia e rispetto per tutte le forme di vita.

Lilly la cagnolina di 24 anni da Torre Annunziata che ha raggiunto un’età leggendaria

A Torre Annunziata, un pittoresco angolo nella provincia di Napoli, risiede una vera leggenda vivente su quattro zampe. Parliamo di Lilly, una graziosa meticcia di colore nero focato, che ha appena tagliato il traguardo dei 24 anni, stabilendo un nuovo record mondiale per la longevità canina.

La storia di Lilly inizia come un racconto fiabesco: trovata abbandonata quando era solo un fragile neonato in un’area di sosta, è stata adottata dalla famiglia Acanfora, diventando presto una parte insostituibile della loro vita quotidiana.

Quest’anno, il primo gennaio, la famiglia ha organizzato una festa memorabile per celebrare il 24° compleanno di Lilly, completata con una torta speciale che recava il numero ‘112’, rappresentando gli anni umani equivalenti alla sua età. Questo numero non è soltanto un tributo alla sua longevità, ma anche un simbolo dell’affetto e dell’amore che Lilly ha ricevuto durante la sua vita.

Anche se la data esatta di nascita di Lilly rimane un mistero, ogni primo gennaio si trasforma in una celebrazione dell’imprescindibile legame che si è creato tra lei e la sua famiglia umana. La loro dedizione e il loro affetto nei confronti di Lilly sono esemplari e dimostrano quanto profondo possa essere il rapporto tra un animale domestico e i suoi padroni.

Attualmente, con la scomparsa degli altri cani che detenevano il precedente record di longevità, Lilly non è solamente un cane eccezionalmente longevo; è un simbolo dell’amore incondizionato e della cura che gli animali domestici meritano. La famiglia Acanfora è ora in procinto di richiedere l’inserimento di Lilly nel Guinness dei primati, un atto che non solo celebra la sua straordinaria vita, ma anche sottolinea l’importanza della responsabilità e dell’affetto nei confronti degli animali domestici.

Lilly rappresenta non solo la resilienza e la tenacia, ma anche la gioia e l’amore che un animale domestico può portare nella vita di una famiglia. La sua storia è un inno alla cura, all’affetto e alla fedeltà che gli animali, come Lilly, donano generosamente ai loro compagni umani.

Come creare un legame speciale tra bambini e cani

I cani sono alleati preziosi per lo sviluppo dei bambini. Stabilire un rapporto immediato e positivo non è scontato. Gli adulti possono giocare un ruolo chiave nel favorire una relazione armoniosa tra i loro figli e i cuccioli, massimizzando i benefici collaterali dell’avere un animale.

Compagni fedeli dei bambini e fonte di gioia e insegnamento

I cani non sono solo compagni fedeli per i bambini, ma possono anche essere una fonte di gioia e di insegnamento. Ecco come guidare i più piccoli a interagire con i loro amici pelosi in modo sicuro e felice.

Secondo un’indagine dell’Ospedale Pediatrico C.S. Mott, i cani tra gli animali domestici sono i più amati. I benefici dell’avere un amico a quattro zampe vanno ben oltre l’insegnare la responsabilità ai bambini. Essi comprendono anche la promozione della salute emotiva, l’aumento della soddisfazione relazionale e lo sviluppo dell’empatia nei più piccoli.

Cosa succede quando si introduce un animale nella vita di un bambino

Quando si introduce un cane in famiglia, è fondamentale monitorare costantemente l’interazione con i bambini. Mai lasciare un piccolo da solo con il cane, fino a quando non si è certi che entrambi siano al sicuro. Soprattutto se il bambino è molto piccolo. I cani possono avere reazioni imprevedibili e i bambini possono essere eccessivamente energici o spaventati se non sorvegliati.

Educare i bambini alla responsabilità con gli animali

Insegnare ai bambini a prendersi cura di un cane è uno degli insegnamenti più preziosi per il loro percorso di crescita. Rinforzi positivi, premi e responsabilità adatte all’età possono trasformare la cura del cane in un’esperienza educativa e affettiva.

Coltivare un rapporto positivo tra cuccioli e bambini

I bambini che si sentono al sicuro e godono della compagnia del loro cane tendono a sviluppare un legame profondo. È importante che il cane senta lo stesso livello di sicurezza e conforto. Stabilire limiti chiari e spazi sicuri nei quali il cane può ritirarsi è cruciale per una convivenza serena.

È giusto abbracciare il proprio cane?

Secondo voi abbracciare il proprio cane per dimostrargli affetto è sempre la cosa giusta da fare? Lo abbiamo chiesto ad esperti del comportamento canino e abbiamo scoperto come approcciarci ai nostri amici a quattro zampe nel modo migliore e che i bambini…
I nostri cani ci offrono amore, compagnia, intrattenimento e affetto. Come padroni affezionati, spesso desideriamo esprimere il nostro affetto nei loro confronti in modo umano, abbracciandoli. Ma è importante considerare come i nostri amici pelosi percepiscono questo gesto.

L’abbraccio: gesto di affetto umano, ma come lo vivono i nostri amici cani?

La ricerca sul comportamento canino rivela che gli abbracci possono non essere sempre ben accolti dai nostri compagni a quattro zampe. Non è una questione di affetto, ma di comunicazione: gli abbracci possono essere interpretati dai cani come un segnale di dominio o di restrizione, che può innescare in loro una reazione di stress.

Un gruppo di esperti ha approfondito questa tematica. In uno studio condotto dalla dottoressa Lauren Novack, comportamentalista e consulente presso Best Vets NY, si è osservato che i cani premiati per aver scelto volti umani felici, imparano a distinguere tra espressioni felici e arrabbiate più velocemente rispetto a quelli premiati per aver scelto volti arrabbiati. Questo suggerisce che un cane può effettivamente percepire l’abbraccio come un segnale di avversione se non è abituato a tale contatto fisico.

Attenzione ai bambini

I bambini sono statisticamente più inclini a essere morsi quando abbracciano un cane, spesso perché non riconoscono i segnali sottili del linguaggio corporeo del cane che indicano disagio o paura. È fondamentale, quindi, insegnare ai bambini a interpretare questi segnali e ad avvicinarsi ai cani con rispetto e cautela.

Per dimostrare affetto in modo che sia gradito al tuo cane, è preferibile approcciarsi a lui con calma, dargli il tempo di venire verso di te e, eventualmente, ricompensarlo con carezze e parole dolci quando si mostra ricettivo. Se il cane si allontana o mostra segni di stress, è importante rispettare il suo spazio.

In conclusione, mentre gli abbracci possono essere un’espressione d’amore per noi umani, è cruciale capire e rispettare le preferenze del nostro amico cane per mantenere un legame felice e salutare.

Guida all’uso dei carrelli per bicicletta per cani: porta il tuo migliore amico ovunque

I cani sono i nostri migliori amici e ci tengono compagnia in molte attività all’aperto, compresa la bicicletta. Ma cosa succede se il nostro amico a quattro zampe non ha la resistenza per correre al nostro fianco per lunghi tragitti? In questo caso, i carrelli per bicicletta per cani sono la soluzione ideale. Questi dispositivi consentono di trasportare facilmente il nostro cane durante le passeggiate in bicicletta, consentendo al nostro fedele compagno di esplorare nuovi ambienti senza doversi sottoporre a sforzi eccessivi.

Vantaggi dei carrelli per bicicletta per cani

Una delle prime cose che devi considerare quando decidi di utilizzare un carrello per bicicletta per il tuo cane sono i vantaggi che esso offre. Innanzitutto, i carrelli consentono di coinvolgere il tuo cane nelle passeggiate in bicicletta, promovendo un’attività fisica condivisa. Inoltre, i carrelli sono progettati per essere sicuri ed ergonomici, fornendo un comfort adeguato al tuo animale domestico durante il trasporto. Infine, i carrelli per bicicletta per cani ampliano le possibilità delle tue avventure all’aria aperta, permettendoti di esplorare percorsi più lunghi e di visitare luoghi in cui il tuo cane sarebbe altrimenti escluso.

Scelta del carrello giusto per il tuo pet

Quando si sceglie un carrello per bicicletta per il proprio cane o animale domestico, è importante considerare le dimensioni, il peso e le esigenze del tuo animale domestico.

Carrelli troppo piccoli o troppo grandi possono causare disagio o mettere a rischio la sicurezza del tuo cane. Devi prendere in considerazione il peso massimo supportato dal carrello, le dimensioni della cabina per il tuo cane e se il carrello ha caratteristiche aggiuntive come cinture di sicurezza o ammortizzatori. Oltre a esaminare le varie taglie di carrelli, ad esempio su un sito dedicato come https://www.papilioshop.it/ è utile consultare il tuo veterinario può essere un buon punto di partenza per valutare quale sia il carrello più adatto al tuo cane.

Sicurezza del cane in primo piano

La sicurezza del tuo cane durante il viaggio è fondamentale. Assicurati che il carrello sia dotato di un robusto sistema di aggancio alla bicicletta per evitare che si stacchi durante il percorso. Inoltre, la cabina del carrello dovrebbe avere una rete di protezione su tutte le aperture per evitare che il tuo cane possa saltare fuori o essere ferito da oggetti esterni. Assicurati che il tuo cane sia comodamente legato al carrello con una cintura di sicurezza regolabile e sempre attaccato anche quando il carrello è fermo.

Istruzioni per il montaggio, pulizia e manutenzione del carrello

Una volta scelto il carrello giusto per il tuo cane, è importante sapere come montarlo correttamente sulla bicicletta. Leggi attentamente le istruzioni fornite dal produttore e seguile passo dopo passo. Assicurati che tutti i componenti siano fissati saldamente e che il carrello sia stabile. Controlla regolarmente il carrello per verificare che non ci siano parti danneggiate o allentate.

Per garantire la sicurezza e il comfort del tuo cane, è importante mantenere il carrello sempre pulito e in buone condizioni. Dopo ogni uso, rimuovi eventuali residui o sporco dalla cabina e dai tessuti del carrello. Se il carrello è dotato di cuscini o coperture rimovibili, lavali regolarmente secondo le istruzioni del produttore. Controlla regolarmente le ruote, gli ammortizzatori e i sistemi di aggancio per assicurarti che siano in buono stato e funzionanti.

Adattamento del cane al carrello

Prima di iniziare a usare il carrello, è importante abituare gradualmente il tuo cane all’ambiente del carrello. Inizia facendo familiarizzare il tuo cane con il carrello a casa, facendolo entrare e uscire liberamente. Successivamente, fai delle brevi escursioni in bicicletta con il cane, iniziando con tragitti brevi e aumentando gradualmente la durata e l’intensità delle uscite. Ricompensa il tuo cane con premi e elogi per creare un’associazione positiva tra il carrello e le esperienze in bicicletta.

Passeggiate sicure e piacevoli:

Quando finalmente sei pronto a fare una passeggiata con il tuo cane nel carrello, è importante guidare in modo sicuro e controllato. Mantieni una velocità moderata, evita strade trafficate e fai attenzione alle buche o a qualsiasi ostacolo che potrebbe causare il ribaltamento del carrello. Sii sempre consapevole del tuo cane e fai delle pause frequenti per permettergli di esplorare l’ambiente circostante e fare i suoi bisogni.

Destinazioni ideali per le passeggiate in bicicletta con il cane

Una delle migliori cose dei carrelli per bicicletta per cani è che ti permettono di esplorare luoghi e ambienti nuovi e interessanti insieme al tuo amico a quattro zampe. Scegli percorsi che offrano bellezze naturali, come parchi o riserve naturali. Puoi anche cercare di unirti a gruppi o associazioni locali che organizzano gite in bicicletta per cani per avere ulteriori suggerimenti e consigli su dove andare. Ricorda di rispettare l’ambiente e tenere sempre il tuo cane sotto controllo.

Esperienze positive con il tuo migliore amico

Molti proprietari di cani hanno già sperimentato le gioie di condividere avventure in bicicletta con il loro cane utilizzando un carrello apposito. Le storie e le testimonianze di queste persone mostrano quanto sia gratificante e divertente passare del tempo all’aperto con il proprio cane. Alcuni raccontano di come il loro cane si sia rilassato e abbia goduto della brezza mentre era comodamente seduto nel carrello durante le passeggiate, mentre altri condividono foto e video delle loro indimenticabili avventure in bicicletta.

Considerazioni etiche e normative

Prima di utilizzare il carrello per bicicletta per il tuo cane, è importante prendere in considerazione le normative locali riguardanti il trasporto di animali domestici. Alcune aree potrebbero avere restrizioni sull’uso di carrelli per bicicletta o richiedere che il cane sia tenuto al guinzaglio durante la passeggiata in bicicletta. Inoltre, nel trasportare il tuo cane, devi considerare il benessere del tuo animale domestico. Assicurati che il carrello sia adatto alle dimensioni e alla salute del tuo cane e fai delle pause frequenti per permettergli di rilassarsi e idratarsi. I carrelli per bicicletta per cani offrono un’opportunità meravigliosa per i proprietari di cani di portare con sé il loro migliore amico in avventure all’aperto. Dai un’occhiata alle varie opzioni disponibili sul mercato, valuta attentamente le dimensioni e le esigenze del tuo cane e segui le nostre linee guida per un’esperienza sicura e piacevole. Non vedrai l’ora di iniziare a pedalare insieme al tuo fedele amico canino e di creare ricordi indelebili di ineffabile felicità e gioia condivisa.

Il cane non lo fa il padrone

Strappa all’uomo medio le illusioni di cui vive, e con lo stesso colpo gli strappi la felicità.

Una frase di Henrik Ibsen, scelta da Marco di Holly & Company, un asilo per cani a Roma.

Quella di Henrik Ibsen potrebbe essere applicata ad un luogo comune che gira pericolosamente in una parte del pensiero diffuso tra gli amanti dei cani: il cane lo fa il padrone. Con la differenza che non ci sarebbe nessuna infelicità ad ammettere che il “padrone”, espressione antipatica, non può “fare” gli stati d’animo del proprio cane, i suoi interessi maggiori, le sue motivazioni e le sue attitudini. Essendo queste il frutto delle selezioni implementate dall’uomo nel corso del tempo.

Ci sarà un motivo se a guardia dei greggi esistono i pastori; nella caccia i setter o i segugi; nella difesa i dobermann e i rottweiler; nelle antiche arene da combattimento i pitbull?

In una sorta di premura e difesa dei nostri amici c’è chi insiste sulla falsa teoria che il loro modo di essere dipende da come si educano e dalla bontà del proprietario!

Molto più giusto sarebbe asserire che le doti attitudinali di base vengono “gestite” da chi li conduce. Non sono, quindi, “create”. Con questa sostanziale differenza si dovrebbe incoraggiare una maturità collettiva che indica a una considerazione: un matrimonio felice tra proprietario e cane dipende dalle competenze, dalle disponibilità, dalla forza e dal carattere della persona o della famiglia adottante.

Questo è un messaggio che andrebbe diffuso con più veemenza proprio per difendere i cani, per evitare tragedie, i cani reclusi e portati in canile e, persino, convivenze rischiose e difficili . Un pitbull non è per neofiti, anche se sono brave persone! Ad un malinois non basta la passeggiatina al parco, un jack russel non è un peluche ma un guerriero. Naturalmente, ogni cane è unico e irripetibile e può allontanarsi dalle caratteristiche di razza. Ci sono tante eccezioni, ma restano tali. Esprimiamo amore per i nostri amici con la condivisione di questa consapevolezza.

Il tuo cane riconosce quando sei arrabbiato?

Ti sei mai chiesto se il tuo fedele amico a quattro zampe sa davvero quando sei di cattivo umore? Ebbene, una ricerca del 2015 pubblicata su Biology dimostra che sì, il caro Fido può capire come ti senti! Un team entusiasta di scienziati ha preso un gruppo di 11 cani e li ha addestrati a distinguere tra volti umani felici e arrabbiati.

Come è andata?

Durante l’esperimento, ai cani è stata mostrata solo metà dei volti in fotografia in diversi stati d’animo. Poi, in una prova a sorpresa, gli sono state mostrate diverse immagini di volti, alcune delle quali avevano già visto. Questo per poter capire se sceglievano la metà del viso che non avevano mai visto prima. I risultati? Sono stati sorprendenti! I ricercatori hanno scoperto che i cani che venivano premiati per aver scelto i volti felici imparavano molto più velocemente, rispetto a quelli premiati per aver scelto i volti arrabbiati.

Questo suggerisce che i cani potrebbero percepire la rabbia come uno stimolo avverso. In pratica, non sono solo delle adorabili creatgure, ma hanno anche una sensibilità impressionante. Il nostro amico a quattro zampe non smette mai di stupirci e la ricerca va oltre. Alcuni test precedenti avevano fornito risultati non proprio definitivi, ma questo studio è la classica lampadina che si accende. Ci fornisce, infatti, indizi solidi su come i cani leggano davvero i nostri volti.

A proposito della capacità di leggere i volti, Corin Müller, un esperto comportamentista animale presso l’Istituto di Ricerca Messeiril, ha dichiarato a LiveScience che, grazie a queste ricerche, possiamo dire con sicurezza che molti cani riescono effettivamente a distinguere le espressioni facciali umane. Non è incredibile?