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Autore: Rosario Mammella

I Pitbull, animale affettuoso e intelligente addestrato per combattere

È ritenuto un cane pericoloso. Il Pitbull, invece, è per indole un cane affettuoso e persino dolce nei rapporti con i bambini. Tutto dipende da come è stato cresciuto ed educato. Con il giusto addestramento, infatti, la sua aggressività potrà essere messa sotto controllo e persino cancellata. Solo così, il Pitbull riuscirà a mostrare le sue innate qualità di dolcezza, calma e lealtà.

Il Pitbull è un cane che difficilmente si ammala e che, eventualmente, è facile da curare. Ricordate che, tutte le volte che lo portate fuori, deve indossare museruola e guinzaglio.

Scopriamo insieme il carattere del Pitbull e di come possiamo prendercene cura.

Ringraziamo Elena Garoni, veterinaria esperta in comportamento per i preziosi consigli.

Pitbull: le origini

Le origini risalgono all’epoca medievale, quando alcuni allevatori pensarono di incrociare le razze Old English Terrier e l’Old Bulldog, provenienti dall’Inghilterra. Occorre sapere che questi nacquero come cani da lavoro per poi essere addestrati per fare combattimenti.

“Pit” significa “arena”, luogo deputato allo svolgimento di cruenti incontri all’ultimo sangue. Ecco perché al Pitbull è attribuita la fama di animale aggressivo e pericoloso, a prescindere.

In alcuni degli Stati Uniti e in Francia è fatto divieto di allevare dei Pitbull a causa della loro “natura intrinsecamente aggressiva e pericolosa”. In Italia, per un certo periodo, i Pitbull sono stati inseriti nella lista di razze pericolose per l’uomo.

Il pitbull non è riconosciuto come razza

Il termine si riferisce all’American Pit Bull terrier dalla federazione inglese UKC (United Kennel Club) e dalla ADBA (American Dog Breeders Association). La FCI (Federazione Cinologica Internazionale) e l’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) non hanno mai inserito il Pitbull nell’elenco delle razze.

Varianti di Pitbull

Con il termine si indicano, dunque, diverse razze di cani con caratteristiche simili e, cioé:

  • American Bully
  • Blue Nose American Pit bull Terrier
  • Colby
  • Gamer
  • Johnson
  • Monster Blue, incrocio tra Dogo di Bordeaux e Mastino Napoletano
  • Mexican Pit bull (o Chamuco)
  • Pynat
  • Spike
  • Staffordshire Bull Terrier
  • Villa Liberty

Concentriamoci su alcune di queste razze

Pitbull Stuffawler

Massiccio, muscoloso e con la mascella larga. Incrocio creato per i combattimenti. La sua aggressività è solo presunta, nei fatti può essere un animale molto affettuoso. Peso variabile tra i 25 e i 40 chili.

Pitbull Red Nose

Il nome fa riferimento al tartufo rosso-marrone. È frutto di un incrocio di allevatori irlandesi, risalente al 1830 circa. Peso tra i 25 e i 30 chili. Presenta gambe lunghe e magre e dorso muscoloso.

Pitbull Cobra

È molto simile al Red Nose, possiede manto bianco e occhi azzurri o neri.

Amstaff (American Staffordshire Terrier)

Dal pelo corto su un corpo muscoloso. È considerato vicino al Pit Bull tradizionale, per coraggio. Non è aggressivo.

Pitbull: caratteristiche fisiche

  • taglia: media
  • altezza: tra i 46 e i 54 cm i maschi, tra i 41 e 51 cm le femmine
  • peso: tra i 16 ed i 27 kg i maschi, tra i 13,5 ed i 23 kg le femmine
  • struttura: squadrata
  • muscolatura: massiccia, compatta e imponente
  • testa: di forma cuneiforme
  • mandibola: ben sviluppata
  • collo: possente
  • pelo: duro e corto
  • colore: rosso, fulvo, sesamo, bianco, pezzato, grigio, brizzolato, nero, blu, miele, arlecchino, albicocca, argento, marrone, fegato, limone, arancio, cioccolato, marroncino
  • occhi: chiari e dall’espressione vivace
  • orecchie: non molto lunghe, in genere vengono tagliate
  • portamento: fiero ed elegante, agile e veloce

Ma quanto vive un Pitbull?

In media, si va dagli 11 ai 13 anni.

Carattere del Pitbull

Solo per un luogo comune il Pibtull è considerato aggressivo. Può, invece, sviluppare un carattere dolce e amorevole. Dipende da come viene addestrato. Si tratta di un cane forte e coraggioso, affettuoso e fedele nei confronti del proprietario e della sua famiglia. Ama molto giocare con i bambini ed è utilizzato per la dog Therapy per le persone affette da autismo.

Come interagisce con il padrone?

È tanto affettuoso con la sua famiglia. Coraggioso e generoso. Potrebbe morire per difenderli.

Rapporto con i bambini

È un cane giocherellone anche se, avendo una corporatura imponente, potrebbe involontariamente far cadere i bimbini più piccoli durante il gioco.

Rapporto con gli estranei

Tutto dipende da come è stato educato ed addestrato.

Rapporto con i suoi simili

C’è sempre il rischio che possa aggredire gli altri cani, fino a diventare molto pericoloso. Mai lasciarlo slegato in presenza di altri animali.

Tendenza a mordere

È un cane che è stato selezionato per mordere gli altri cani. Con i “giochi” su cui sfogarsi, contempera la sua indole.

Il Pitbull è un cane atleta

Ha bisogno di muoversi e di scaricare le proprie energie. Pur adattandosi bene alla vita in appartamento, ha bisogno di giocare all’aria aperta per almeno un’ora al giorno.

Cura e toelettatura

Non richiede particolari attenzioni avendo un pelo corto, duro e lucido. È sufficiente una spazzolatura settimanale. Per rimuovere i peli morti si consiglia una spazzola di gomma.

Controlli

Un controllo va fatto regolarmente alla pelle, agli occhi, alle orecchie e ai denti del Pitbull. Le unghie devono essere periodicamente tagliate.

Pitbull: patologie

Non soffre di particolari problemi e gode generalmente di ottima salute. Sono sufficienti i normali controlli di routine. Si consiglia la cura preventiva per la Filariosi Cardio Polmonare. A causa del pelo corto, è sensibile al caldo e al freddo. L’attività fisica è indispensabile, perché ha la tendenza ad ingrassare. È necessario fargli seguire un’alimentazione, equilibrata e variegata. No agli “sgarri”.

Per chi è adatto il Pitbull?

Se non si ha esperienza in fatto di animali è meglio lasciar perdere. Si tratta di un cane che vaessere educato fin da piccolo.

Riepilogando, ecco le uniche attenzioni di cui ha bisogno:

  1. fare attività all’aria aperta almeno un’ora al giorno
  2. alimentazione equilibrata stabilita con il veterinario di fiducia
  3. spazzolatura del pelo regolare ma non impegnativa

Quanto costa l’alimentazione di un Pitbull?

Per il cibo, considerare circa 45 euro al mese.

Quanto costa un cucciolo di pitbull?

I prezzi per un cucciolo sono elevati, se testato e dotato di pedigree. In media tra i mille e i millecinquecento euro.

Non esistono allevatori autorizzati né Pedigree. Quando prendi in considerazione di accogliere un Pitbull nella tua famiglia, devi tener presente due cose importanti:

Chiunque ti proponga un Pitbull come cane di razza potrebbe partecipare a pratiche illegali.

Senza Pedigree, è impossibile tracciare la discendenza e determinare se il tuo cane potrebbe avere una storia di combattimento nei suoi geni.

Questi fattori evidenziano che un Pitbull non è adatto a tutti e non è una buona idea lasciarlo solo a casa per molto tempo.

In Italia, siamo di fronte a un problema: i rifugi per animali sono pieni di Pitbull indesiderati.

Troppi di noi li comprano come simboli di status, ma quando diventano troppo da gestire, li abbandoniamo nei rifugi. Questi cani non sono il problema – è la nostra mancanza di responsabilità.

Utilizzando SeoZoom, abbiamo scoperto che le persone cercano spesso “Perché i Pitbull attaccano?” o “Perché i Pitbull sono aggressivi?”. Forse dovremmo chiederci: “Conosciamo davvero i Pitbull?”

Avere un cane è una responsabilità, non una moda. Consigliamo di dare ai Pitbull una seconda possibilità, adottandoli da un rifugio. Puoi contattare l’Oipa, sezione Napoli e Provincia, ma qualsiasi associazione sarebbe una buona scelta.

Speriamo che queste informazioni ti aiutino a comprendere meglio i Pitbull e a fare la scelta migliore per te e il tuo futuro amico a quattro zampe.

Vermi nei cani: cosa c’è da sapere

Per curare al meglio la salute del nostro cane, è fondamentale fare molta attenzione ai parassiti. Alcuni di essi agiscono all’esterno, attaccando il nostro animale domestico attraverso la pelle, mentre altri finiscono per infestare il suo intestino. Stiamo parlando dei parassiti intestinali nel cane, ognuno dei quali presenta specifiche caratteristiche.

Nei prossimi paragrafi abbiamo elencato i più comuni. Non bisogna dimenticare che per ogni dubbio è fondamentale consultare il medico veterinario, prezioso alleato dei nostri amici a quattro zampe.

Anchilostomi: caratteristiche e sintomi

Gli anchilostomi sono dei vermi che possiedono un uncino con il quale si aggrappano alle pareti dell’intestino, così da nutrirsi del sangue del nostro cane. Non si tratta di parassiti molto pericolosi quando si tratta di individui adulti, ma nei cuccioli possono essere davvero problematici. Nutrendosi di sangue potrebbero provocare una forma di anemia e diventare persino fatali se il cane ha poche settimane di vita.

Il sintomo più comune degli anchilostomi è il sangue nelle feci, a cui spesso si associa anche la dissenteria. Inoltre, il cane potrebbe perdere peso in maniera anomala, un fattore che richiede immediatamente il consulto del veterinario, perché potrebbe essere collegato ad altre numerose patologie.

Gli anchilostomi producono le loro uova all’interno dell’intestino dei cani, così da farle espellere insieme alle feci.

Tenia: caratteristiche e sintomi

Un verme molto noto è la tenia. Ha una struttura molto particolare: la testa si aggrappa all’intestino per nutrirsi, mentre il resto del corpo è diviso in sezioni. Questi segmenti si staccano progressivamente e finiscono nelle feci del cane, così da poter infettare altri mammiferi, persino gli esseri umani.

La tenia non è particolarmente pericolosa, ma può portare a diversi fastidi, tra cui un forte prurito anale, causato dalle parti della tenia che vengono espulse. In più il cane potrebbe manifestare sintomi come dissenteria ed emesi, oltre ad un’anomala perdita di peso.

Ascaridi: caratteristiche e sintomi

Gliascaridi sono tra le specie di vermi meno pericolose. Non sono fatali ma non va comunque abbassata la guardia. Si possono trovare sia all’interno dei cani adulti che nei cuccioli, spesso infettati durante l’allattamento se la madre stessa ospita queste creature nel suo intestino. Gli ascaridi generano una grande quantità di uova, che vengono poi espulse attraverso le feci. In questo modo si riproducono molto in fretta appena trovano nuovi organismi in cui annidarsi e da cui prendere il loro nutrimento.

Per quanto riguarda i sintomi, non sono presenti segnali specifici; si possono verificare episodi di dissenteria ed emesi. Attenzione anche alla pancia gonfia, soprattutto nei cuccioli, che potrebbe essere un importante campanello d’allarme.

Tricuridi: caratteristiche e sintomi

Tra i parassiti più pericolosi troviamo i vermi intestinali noti come tricuridi. Nel corso del tempo, la loro presenza potrebbe restare del tutto nascosta, continuando però a crescere e a riprodursi. Le uova vengono espulse anche in questo caso attraverso le feci, e sono caratterizzate da una maggiore resistenza all’ambiente esterno. Potrebbero restare del tutto sopite per anni, fino al momento di trovare un organismo in cui schiudersi e avviare il proprio ciclo vitale.

I tricuridi causano nel cane una forte perdita di peso, a cui si accompagna una dissenteria anomala e potenzialmente debilitante. Nelle feci, in questi casi, è abbastanza comune trovare delle tracce di sangue.

Alcuni consigli per prevenire i vermi nel cane

I vermi intestinali sono un problema comune tra i cani e possono causare una serie di disturbi alla loro salute. Fortunatamente, ci sono diverse misure preventive che i proprietari possono adottare per mantenere i loro amici a quattro zampe al sicuro dai vermi intestinali.

Ecco alcuni consigli:

1.Mantieni pulito: raccogliere regolarmente le feci del tuo cane durante le passeggiate e nel giardino di casa è fondamentale per prevenire l’infestazione da vermi nel tuo animale e riduce significativamente il rischio di ingestione delle uova dei vermi.

2.Contribuisci a mantenere pulite le aree frequentate dal tuo cane: aree cani, parchi o altri luoghi frequentati da animali possono essere fonte di infestazione. Assicurati quindi di rimuovere sempre le feci del tuo cane per la sua salute e quella degli altri cani.

3.    Controlli veterinari periodici: Effettua regolarmente controlli veterinari accurati. Durante queste visite, il medico veterinario può effettuare esami delle feci per rilevare eventuali segni di infestazione da vermi. Se rilevati precocemente, i vermi possono essere trattati più facilmente, riducendo significativamente l’impatto sulla salute del tuo cane.

4.    Alimentazione e nutrizione: Una dieta equilibrata e di alta qualità può svolgere un ruolo importante nella prevenzione dei vermi. Assicurati di fornire al tuo animale domestico un’alimentazione sana, che comprenda cibi adatti alle sue esigenze specifiche. Mantenere il sistema immunitario del cane forte attraverso una corretta alimentazione, può aiutare a prevenire l’insorgenza di vermi.

5.    Programma di sverminazione regolare: consultare il veterinario per stabilire un programma di sverminazione adeguato al tuo cane. Esistono diversi tipi di vermi, tra cui ascaridi, anchilostomi e tenie, ognuno dei quali richiede un trattamento mirato. Il veterinario potrà consigliarti i farmaci più efficaci.

Conclusione La prevenzione è fondamentale per mantenere il tuo cane al sicuro da fastidiosi vermi intestinali. Seguendo queste pratiche e consultando regolarmente il tuo medico veterinario, puoi adottare misure efficaci per proteggere la salute del tuo animale domestico.

Come abbiamo domato i cani selvatici

C’è una domanda importante da porsi: chi ha addomesticato chi?

C’è una ragione evolutiva, per la quale l’ululato di un lupo ancora oggi ci fa rabbrividire. La paura nasce durante l’era glaciale. Quando gli esseri umani, migrando dall’Africa, hanno iniziato a popolare l’Europa e l’Asia, ed hanno incontrato per la prima volta i lupi. Quasi immediatamente, i lupi e gli esseri umani hanno dovuto competere per accaparrarsi le risorse per sopravvivere. Ponendosi entrambi, in cima alla catena alimentare. Ma poi è accaduto qualcosa di insolito: in un momento imprecisato della nostra storia comune, abbiamo iniziato a trovare il modo di lavorare insieme, trasformando il nostro nemico più feroce nel nostro compagno più fedele.

Quando abbiamo trovato il modo di “lavorare” insieme trasformando il nostro nemico più feroce nel nostro compagno più fedele?

Nessuno può sapere esattamente come e perché sia successo. Ma sulla base delle differenze tra i lupi moderni e i loro cugini cani addomesticati, la ricerca suggerisce che la maggiore deferenza di una specie nei confronti dell’autorità potrebbe averla resa più suscettibile di altre all’addomesticamento umano. In altre parole, mentre i branchi di lupi più paritari sono rimasti selvaggi, una specie con un rispetto più profondo per un leader potente da obbedire, potrebbe aver permesso agli esseri umani di intervenire efficacemente come nuovo cane alfa di grande successo.

Il “cane guida”

Questo ruolo di “cane guida” avrebbe permesso agli esseri umani di cacciare insieme ai loro nuovi compagni canidi e, grazie ai loro strumenti e alla loro crescente intelligenza, avrebbero portato il  branco misto al successo. Questa coesistenza ha finito per giovare a entrambe le specie. L’umanità aveva trovato quello che si rivelerà il migliore amico.

A partire da 14mila anni fa, secondo i ricercatori, il lupo e l’uomo si sono evoluti insieme. I cani aiutavano gli esseri umani nella caccia e nella pastorizia, nella guardia alle risorse e così via. Lavorando in tandem con gli esseri umani, i cani hanno prosperato meglio delle loro controparti selvatiche. Questo ha contribuito al suo diffondersi in tutto il mondo. Nel corso dell’evoluzione, i cani moderni si sono differenziati dai loro cugini lupi, in quanto ogni generazione è stata selezionata per i tratti specifici che più ci fanno apprezzare i nostri amici pelosi. I cani sono diventati meno “lupo” anche fisicamente ma soprattutto socialmente: meno aggressivi, più estroversi e più “carini” per gli esseri umani, con orecchie flosce, muso più corto e occhi da cucciolo.

Gli scienziati ritengono, inoltre, che i cani siano stati allevati specificamente per la loro capacità di elaborare le parole e i comportamenti umani. Ci sono persino prove che la chimica cerebrale dei cani e degli esseri umani sia in sintonia. L’idea di creare un legame attraverso il contatto visivo sembra essere una caratteristica umana che i cani hanno acquisito nel corso dei secoli. Oggi, l’ormone dell’amore, l’ossitocina, viene secreto da cani e uomini quando si guardano negli occhi.

Studio parallelo su volpi e cani

Uno studio russo sulle volpi selvatiche suggerisce che, probabilmente, i cani non ci hanno messo molto a diventare domestici. A partire dal 1959, un sottoinsieme di volpi d’allevamento (ma non addomesticate) è stato allevato specificamente per selezionare la docilità e la tolleranza verso gli esseri umani. Dopo poche generazioni, queste volpi hanno cambiato il loro comportamento: sembravano perdere la paura dell’uomo, rispondevano ai ricercatori leccando loro le mani e sviluppavano code scodinzolanti e ricciolute e orecchie flosce. Con questo e altri esperimenti simili, i ricercatori hanno dimostrato che l’addomesticamento dei cani non richiedeva grandi conoscenze scientifiche e nemmeno un piano. Basta selezionare gli animali più docili in ogni generazione successiva, per ottenere risultati ragionevolmente rapidi in termini di modellamento della specie. Ecco, cari amici, come è nato il cane.

Rogna rossa del cane: la storia di Milo a lieto fine

Milo, di razza indefinita ma libero, batteva tutte le strade di Torre del Greco, in provincia di Napoli. In cerca di cibo e carezze, che pure qualcuno impietosito dalla sua magrezza non lesinava di fargli. Poi, un giorno le carezze sono finite e il povero Milo chissà quante volte si sarà domandato:  perché?

Cosa è accaduto a Milo?

Ti sei ammalato, povero Milo, che neppure un nome avevi allora. Ecco perché anche quei pochi hanno smesso di accarezzarti. La Sarcoptes scabiei var canis era venuta a trovarti e stava facendo scempio della tua povera pelle, piagandola e colorandola di enormi macchie rossastre.

La Sarcoptes Scabiei Var Canis

L’infestazione da Sarcoptes scabiei var canis è una malattia altamente contagiosa dei cani ed è diffusa in tutto il mondo. Gli animali, ma anche le persone, che entrano in contatto con i cani infettati possono esserne colpiti.  L’animale che ne è colpito viene aggredito da acari adulti, di forma vagamente circolare e lunghi tra 0,2 e 0,6 mm. Hanno quattro paia di zampe corte e presentano sulla superficie delle piccole spine triangolari. Le femmine sono quasi due volte più grandi dei maschi e scavano gallerie nello strato corneo per deporre le uova.. L’intero ciclo vitale degli acari, pari a circa 17-21 giorni, viene trascorso sul cane.

Basta il contatto con un animale infetto per ammalarsi

La rogna sarcoptica, così viene indicata più semplicemente la malattia,  si trasmette facilmente tra cani per contatto diretto. I segni clinici possono apparire nei primi 10 giorni, fino alle 8 settimane successive il contatto. Esistono anche portatori asintomatici. I sintomi per il povero animale sono un intenso prurito intenso e eruzioni papulocrotiche con croste spesse e gialle, escoriazione, eritema e alopecia.

Purtroppo, possono svilupparsi anche infezioni secondarie da batteri e lieviti. In genere, le lesioni sono visibili sull’addome ventrale, sul torace, sulle orecchie, sui gomiti e sui garretti. Se non trattate adeguatamente non risparmiano alcuna parte del corpo. I cani affetti dalla malattia cronica e generalizzata sviluppano seborrea, grave ispessimento della pelle con formazione di pieghe e accumulo di croste, linfoadenopatia periferica e cachessia. I cani così colpiti, possono anche morire.

Chi ha salvato Milo?

Oggi, Milo si chiama Milo perché così ha voluto Rosario, che se ne prende cura con tanto amore. Ma Milo, quando ancora non si chiamava Milo, ha rischiato di morire. Un’anima buona lo ha trovato, già fortemente ammalato, e lo ha portato all’Asl, dove ha ricevuto le prime cure. Poi, ha raggiunto i volontari dell’Oipa Napoli e Provincia che ha continuato la cura.

Quale cura ha ricevuto Milo per la rogna rossa?

Milo è stato lavato una volta a settimana con Theramicotic  Shampoo Veterinario per cani e gatti, contro Dermatiti 200 ml. Cura continuata per altri tre mesi, lavaggi con lo shampoo ogni quattordici giorni, da Rosario che nel frattempo ha adottato e battezzato Milo.

La recidiva

Non è rara la ricomparsa della malattia. Il povero Milo lo ha provato sulla propria pelle. Ma quata volta al suo fianco c’era Rosario e tutto l’amore possibile solo per lui. “Dopo circa cinque mesi dalla fine della cura –  ci spiega Rosario – , la malattia è ricomparsa colpendo la testa di Milo”.

La demodicosi di Milo

La demodicosi canina si verifica quando un gran numero di acari Demodex canis abita i follicoli piliferi e le ghiandole sebacee. In piccole quantità, questi acari fanno parte della normale flora della pelle canina e di solito non causano alcuna malattia clinica. Gli acari vengono trasmessi dalla madre ai cuccioli durante l’allattamento, entro le prime 72 ore dalla nascita. Gli acari trascorrono il loro intero ciclo di vita sull’ospite e la malattia non è considerata contagiosa. L’immunosoppressione, naturale o iatrogena, può precipitare la malattia in alcuni casi. Possono verificarsi follicoliti profonde batteriche secondarie, foruncolosi o cellulite, con una prognosi incerta.

L’intervento del Dottore Vincenzo Minuto

Si deve al veterinario Vincenzo Minuto l’aver individuato subito il ritorno degli acari, dopo aver analizzato al microscopio un po’ di pelle raschiata delicatamente.

Questa la sua cura per Milo: una pasticca di BRAVECTO*2CPR 4,5-10KG 250MG, un antiparassitario per il trattamento delle infestazioni da zecche e pulci nei cani. Si tratta di un insetticida ed un acaricida sistemico che fornisce attività insetticida immediata e persistente per circa dodici settimane, il cui costo è pari a 35€ a pasticca.

Passate circa tre settimane dall’assunzione della prima pasticca Milo è rinato. Le piaghe hanno cominciato a sparire e lentamente la pelle è tornata sana e il pelo è ricresciuto. Adesso, dopo quattro mesi dalla seconda cura,  Milo ha completamente recuperato tutto il pelo perduto.

L’importanza del gioco per il cane

L’importanza del gioco per il cane è un aspetto da non trascurare nella sua crescita: per i cani il gioco rappresenta il massimo dell’eccitazione e del divertimento. L’attività ludica, sia per un cucciolo che per un adulto, costituisce un motivo di benessere e un incentivo a creare e rafforzare i rapporti con il mondo che li circonda. 

L’importanza del gioco per il cane: cuccioli e adulti

Giocare fa scaturire nel cane un senso di fiducia verso il suo padrone ed è un tassello fondamentale nella crescita fisica e psicologica dell’esemplare: in un cucciolo, il gioco permette di sviluppare e mettere in atto diverse capacità motorie, oltre a determinare lo sviluppo dei muscoli.

In un adulto, esso permette al nostro amico a quattro zampe di esplorare i suoi limiti fisici e mentali, ritrovandosi a dover affrontare situazioni imprevedibili. Il tutto va sommato al fatto che, in questo modo, diamo la possibilità al nostro cane di migliorare e i rapporti sia con i suoi simili che con i loro amici umani.

L’importanza del gioco per il cane: benessere psicofisico

Il gioco può essere anche visto come un vero e proprio indicatore di benessere psicofisico dell’animale: in un cane depresso o malato l’istinto del gioco scompare quasi del tutto. Infatti, un cane in buona salute è paragonabile ad un bambino proprio per il fatto che non si stanca mai di giocare e di divertirsi con il proprio amico umano o con i suoi simili.

Attività come l’inseguimento, la caccia, la ricerca, la corsa o il riporto della palla sono ottime per far sì che il nostro amico a quattro zampe viva a pieno i suoi istinti, sentendosi semplicemente sé stesso.

È spesso utile accostare le attività svolte a delle ricompense magari con delle leccornie, le quali motiveranno sempre di più il nostro animale domestico a rimanere concentrati e impegnarsi durante i comportamenti di gioco.

L’importanza del gioco per il cane: relazionarsi con il mondo

Per una completa formazione del cane, è necessario non trascurare né il gioco tra cane e padrone, né l’attività di gioco tra il cane e suoi simili, che siano i fratelli, la madre o altri esemplari adulti. 

In quest’ultimo caso, infatti, l’animale sviluppa diverse abilità come l’inibizione del morso e l’utilizzo di comportamenti e segnali adoperati per comunicare i propri stati d’animo ai suoi amici.

Un altro aspetto rilevante del gioco è quello che riguarda l’addestramento: diversi studi hanno dimostrato che, giocando con il proprio padrone, il cane sviluppa un alto livello di attenzione nei confronti del padrone, oltre ad un elevata flessibilità cognitiva e capacità di attenzione.

È bene specificare che, durante queste attività, non deve esserci un controllo totale del padrone, ma bisogna lasciare abbastanza libertà al nostro amico a quattro zampe per spingerlo a prendere iniziative, il che risulta fondamentale nel miglioramento delle capacità di problem solving.

Le modalità preferite di gioco variano da soggetto a soggetto, a seconda della razza e dell’età del cane. Lo stesso discorso va fatto per quanto riguarda sia l’intensità che la frequenza delle sessioni di gioco, ed è per questo che risulta utile rivolgersi ad un esperto per organizzare al meglio i giochi da far fare al nostro amico.

Le sessioni di gioco possono essere terminate lodando in modo copioso l’esemplare e ricompensandolo in diversi modi. Questi comportamenti risulteranno essenziali per aumentare la loro autostima e sicurezza.

Quindi cosa stai aspettando? Non ti resta che iniziare a condividere momenti di gioia e divertimento con il tuo amico a quattro zampe, inventando con lui i giochi più divertenti!

Mangiare con il proprio cane è uno spasso

Lo sapevate che ci sono alcuni alimenti che sia l’uomo che il cane possono consumare senza alcun problema? Vediamo quali, allora.

Cibi umani che possono alimentare il cane

Ogni persona che convive con un cane sa perfettamente che, anche se è stata appena svuotata la ciotola, appena arriva il cibo a tavola ci si ritrova con un muso appoggiato alla coscia e due occhi imploranti. Ma, fate sempre attenzione a ciò che il vostro animale domestico prende dalla tavola.

*I cani dovrebbero essere nutriti con cibo per cani”, afferma la Dottoressa Linda Simon,

una Veterinaria di Londra.

Diete a base di pollo e riso o bistecca e pasta, non sono sicuramente equilibrate dal punto di vista nutrizionale.

La dottoressa Linda Simon suggerisce sempre piccole quantità di pollo, tacchino, manzo, riso, pasta, frutta e verdura. Devono essere dei piccoli premi, dei bocconcini.

“Il problema di somministrare al cane solo cibo umano è quello di rischiare di non fornire all’animale il giusto apporto di vitamine e minerali, tra cui non devono mancare iodio, calcio e magnesio – afferma Erin Katribe, DVM – .

Le diete fatte in casa sono un’opzione per alcuni, ma è difficile trovare il giusto equilibrio per soddisfare i requisiti nutrizionali. Inoltre, la dieta deve essere modificata a mano a mano che il cane invecchia e cambiano le sue esigenze”.

Attenzione, comunque, perché questi alimenti umani sono sicuri per il vostro cane:

  • Mele, che contengono fibre, potassio e vitamina A. Togliere sempre il torsolo e i semi.
  • Fagioli verdi, che contengono acidi grassi omega-3; vitamine A, C e K; calcio; ferro, acido folico e fibre.
  • Mirtilli, che sono ad alto contenuto di antiossidanti.
  • Zucca, che è ricca di fibre e contiene vitamine A e C. È ottima per la digestione del cane.
  • Carote, sia cotte che crude. Sono a basso contenuto di calorie e ricche di fibre, potassio e vitamina A.

Questi alimenti sono più poveri di calorie rispetto ai bocconcini per cani commerciali. Come in ogni dieta, una quantità eccessiva di una cosa buona non è salutare. Quindi si raccomanda di limitare le quantità.

Sfilata a 4 zampe

Alla “Sfilata a 4 zampe”, che si terrà alle ore 12 di venerdì 6 gennaio in Piazzetta Mancini a Varcaturo, aggiungete i vostri piedi. Siete tutti invitati e non dimenticate di portare i vostri amici pelosi, a ognuno dei quali sarà riservato un pensierino a fine evento.

La giornata scelta per questa festa con i cani è strategica. I bambini potranno divertirsi nel giorno della Befana, a loro dedicato, guardandosi la sfilata, che non conosce né taglie né razze, I grandi, accompagnandoli, potranno assicurarsi di trascorre alcune ore in compagnia di pelosi e pelosetti, in grande allegria.

L’evento è realizzato in collaborazione con l’OIPA, l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali. Un’occasione per chiedere a chi ama e protegge gli animali, come fare per adottare un cane o un gatto. Mi raccomando, non mancate!

L’alopecia nel cane: cause e trattamento

L’alopecia nel cane può essere causata da diverse fattori, tra cui: infezioni, allergie, malattie della pelle, problemi ormonali, stress o carenze nutrizionali. I sintomi più comuni dell’alopecia nel cane sono la perdita di pelo, il pelo fragile o sottile, la pelle secca o arrossata e la comparsa di forfora o croste.

Diagnosi

Per diagnosticare l’alopecia nel cane, il veterinario eseguirà un esame fisico del cane e potrebbe raccomandare alcuni test diagnostici, quali esami del sangue o delle urine, una biopsia della pelle. Una volta che la causa dell’alopecia è stata identificata, il veterinario può consigliare il trattamento appropriato.

Trattamento dell’alopecia nel cane

Il trattamento dell’alopecia nel cane dipende dalla sua origne. Se l’alopecia è causata da un’infezione, il veterinario potrebbe prescrivere antibiotici o altri farmaci antimicrobici. Se l’alopecia è causata da un’allergia, il veterinario potrebbe consigliare una dieta di eliminazione o un trattamento con corticosteroidi o altri farmaci antiallergici. Se l’alopecia è causata da problemi ormonali, il veterinario potrebbe prescrivere farmaci per regolare i livelli ormonali. In alcuni casi, il veterinario potrebbe raccomandare l’uso di integratori alimentari o di una crema per la pelle per aiutare a riparare la pelle danneggiata e a stimolare la crescita del pelo.

È importante che il proprietario del cane segua attentamente le istruzioni del veterinario e somministri tutti i farmaci prescritti come indicato. Inoltre, è importante mantenere il cane pulito e asciutto, fornire un’alimentazione adeguata e prendersi cura della pelle e del pelo del cane per prevenire ulteriori problemi di alopecia.

Se notate la perdita di pelo anormale nel vostro cane, è importante consultare il veterinario il prima possibile per determinarne la causa e iniziare il trattamento appropriato. Con il trattamento adeguato, la maggior parte dei cani con alopecia può recuperare e riacquistare un pelo sano e folto.

Come si dividono le taglie dei cani?

Esistono diverse taglie di cani che vanno dai molto piccoli ai grandi. I cani di piccola taglia sono noti anche come cani toy, mentre quelli di media e grande taglia sono chiamati cani standard. La grandezza del cane dipende dalla razza e dall’altezza del suo torace.

Per quanto riguarda le taglie dei cani, possiamo dividere i loro formati in cinque categorie: nano, piccolo, medio, grande e gigante.

I cani nano sono quelli che hanno un’altezza al garrese non superiore a 23 cm e pesano tra 1,5 kg e 4 kg. Chihuahua, Pomerania e Yorkshire Terrier sono esempi di razze di questa categoria.

I cani di piccola taglia hanno un’altezza al garrese compresa tra 23 cm e 38 cm e pesano tra 4 kg e 10 kg. Il Beagle, il Cocker Spaniel Inglese e il Bassotto Tedesco sono alcune delle razze più comuni appartenenti a questa categoria.

I cani di taglia media hanno un’altezza compresa tra 38 cm e 58 cm ed un peso tra 10 kg e 25 kg. Il Labrador Retriever, il Pastore Tedesco ed il Bulldog Francese sono esempi di razze di questa categoria.

I cani di grande taglia hanno un’altezza al garrese compresa tra 58 cm ed 80 cm ed un peso tra 25 kg ed oltre 45 kg. Il San Bernardo, l’Alano ed il Mastino Napolitano sono esempi delle razze più diffuse appartenenti a questa categoria.

Infine, c’è la categoria dei cani giganti con altezze superiori all’80 cm ed un peso superiore a 45 kg. I Levriero Irlandese ed il Mastino dell’Anatolia sono le due razze più comuni appartenenti a questa categoria.

Quindi come abbiamo visto esistono ben cinque categorie diverse per i cani in base alla loro taglia: nano, piccolo, medio, grande e gigante. Ognuna di esse ha delle caratteristiche specifiche sia in termini di altezza che di peso.

In generale, più grande è il cane, più spazio ha bisogno per muoversi e giocare e maggiore è anche il suo fabbisogno calorico. Inoltre, i cani di grandi dimensioni necessitano di maggior tempo per l’esercizio fisico e la socializzazione. Quindi, se si intende adottare un cane grande, è necessario prendere in considerazione tutti questi aspetti prima di prendere una decisione definitiva.

Come definire la taglia di un cane?

Come definire la taglia di un cane? La risposta a questa domanda è complessa e dipende da diversi fattori. Innanzitutto, bisogna considerare la razza del cane, in quanto alcune razze tendono a essere più grandi di altre. Ci sono infatti moltissime taglie diverse di cani, dai “toy” (piccoli), ai “giganti”, passando per i “media”.

Un modo semplice per capire quale sia la taglia di un certo cane, è quello di confrontarlo con un’altra taglia. Se un cane è grande rispetto a un altro, allora è classificato come grande. Anche se ci sono alcune eccezioni; ad esempio i Chihuahua possono essere considerati più piccoli del normale, anche se sono piuttosto robusti!

In generale, alcuni cani grandi sono classificati come tali anche se non superano i 15 kg. Un campione di cani grandi può includere razze come il Pastore Belga Malinois, il Terranova e l’Alano. Cani più grandi includono Rottweiler, Mastini Napoletani e Bullmastiff.

È anche importante sapere che c’è un’altra categoria chiamata “extra-large”, che comprende cani che pesano oltre i 50 kg. Alcune razze appartenento a questa categoria sono l’Irish Wolfhound, il San Bernardo e il mastino della Turchia. Anche se queste razze non sono particolarmente comuni nella vita domestica, possono essere facilmente identificate grazie alle loro dimensioni notevoli.

Inoltre, alcune persone possono definire alcune razze come “giganti” in base alla loro altezza o alla loro stazza. Tra le razze considerate ‘giganti’, c’è il Bulldog Inglese o il Barboncino Nano, che può pesare tra i 7 e gli 11 kg ma può raggiungere fino a 40 cm di altezza!

In conclusione, la definizione di un cane come grande o piccolo dipende da vari fattori: peso, altezza e tipologia di razza. Per essere certi della taglia di un cane, però, è consigliabile prendere le misure e confrontarlo con altre razze simili.

Come pesare un cane di grossa taglia?

Pesare un cane di grandi dimensioni non è difficile, ma richiede alcune precauzioni. Prima di tutto, è necessario assicurarsi che il vostro cane sia in buone condizioni di salute. Se notate qualche segno di malattia o stress, portate il vostro amico a quattro zampe dal veterinario prima di cercare di pesare.

Se il vostro cane è sano e pronto per essere pesato, procuratevi una bilancia adeguata. All’interno di negozi specializzati in articoli per animali domestici è possibile trovare bilance specifiche per cani grandi. Oppure potete utilizzare una bilancia da cucina che può sopportare fino a 10-15 kg.

Una volta ottenuta la bilancia, preparatevi a pesare il vostro cane con cura. Fatelo salire lentamente sulla bilancia e fategli capire che si tratta di un’esperienza positiva. Aiutarlo a sentirsi a suo agio e rassicurarlo parlandogli sommessamente mentre sale sulla bilancia può aiutarvi in questa operazione.

Segnate il numero che appare sulla bilancia dopo averci messo il vostro cane sopra. Moltiplicate questo numero per 0,45 per ottenere il peso del vostro animale espresso in chili. E’ consigliabile ripetere quest’operazione due o tre volte per essere certi che il risultato sia accurato e attendibile.

Infine, controllate la cartella clinica del vostro cane e confrontate la lettura della bilancia con quelle precedentemente annotate dal veterinario. Se vi sono differenze significative, prendete contatto con lo specialista senza indugio per chiarire la situazione.

Ricordate sempre che un controllo del peso regolare può aiutarvi ad identificare eventuali problemi di salute del vostro animale domestico prima che diventino gravi; motivo per cui non dovreste mai trascurarlo!

Qual è il cane più pesante del mondo?

Qual e il cane più pesante del mondo Tibetan Mastiff

Qual è il cane più pesante del mondo? La domanda è un po’ difficile da rispondere, perché i cani di taglia grande variano in termini di peso. Tuttavia, c’è un cane che è considerato il più grande del mondo in termini di peso: l’Irish Wolfhound. Si tratta di una razza antica che risale a più di 2000 anni fa. Il peso medio di un Irish Wolfhound è di circa 120 libbre (54,4 kg), ma alcuni esemplari possono raggiungere anche il doppio.

Questa razza ha anche la testa più grande tra tutte le altre razze canine e può essere alta fino a 3 piedi (90 cm). La loro altezza media è di circa 2-2,5 piedi (60-76 cm). Sono conosciuti per essere gentili, affettuosi ed estremamente intelligenti. Sono anche cani molto attivi e hanno bisogno di molto esercizio fisico ogni giorno.

L’Irish Wolfhound non è l’unica razza ad avere dei cani dal peso impressionante. Altri cani come il Mastino Napoletano, il Fila Brasileiro e lo Tibetan Mastiff sono anche noti per essere piuttosto pesanti. Il Mastino Napoletano può arrivare fino a 140 libbre (63,5 kg) e lo Tibetan Mastiff può arrivare fino a 200 libbre (90 kg). Anche se queste due razze non sono così grandi come gli Irish Wolfhound, sono comunque grandissime e possono sembrare davvero imponenti.

Nonostante il loro pesantezza, queste razze sono generalmente abbastanza docili ed equilibrate, quindi non devono essere trattate con troppa rigidezza o autoritarismo. Inoltre, hanno bisogno di molto esercizio fisico ogni giorno per mantenersi in forma e sani. Se sono ben curati e nutriti secondo le regole della razza e si ricorda di dare loro abbastanza esercizio fisico quotidiano, queste razze ameranno di certo la loro famiglia e saranno loro grandi compagni.

Zampa rotta del cane: come riconoscerla e agire

Anche gli animali, proprio come noi umani, sono soggetti a fratture delle ossa che, se non curate correttamente, possono provocare danni irreparabili. Riconoscere la zampa rotta cane non è sempre facile, anche perché il suo zoppicare non è un segno inconfutabile per la diagnosi.

Sono diversi i motivi che provocano la frattura della zampa del cane, primo tra tutti un trauma molto forte, ma anche un tumore osseo potrebbe provocare lesioni al sistema osseo del nostro amico peloso. Se abbiamo il dubbio che il nostro cane, o quello che abbiamo trovato, possa essersi fratturato la zampa non dobbiamo toccarlo, ma chiamare subito l’esperto.

Ecco quindi quindi quali sono i passaggi da seguire.

Come riconoscere la zampa rotta cane

La frattura della zampa del cane non è poi così differente rispetto a quella umana. Anzi, possiamo sostenere senza dubbio che le due lesioni si somiglino più di quanto non pensiamo. Per riconoscere la zampa rotta del cane, infatti, possiamo controllare il gonfiore della zona e l’eventuale sanguinamento. Non è raro che, in seguito ad un forte trauma, possa esserci anche una ferita molto esposta che lasci intravedere l’osso rotto.

Rispetto agli umani che possono dialogare ed esprimere a parole il proprio disagio e dolore, con il nostro amico a quattro zampe dobbiamo imparare a riconoscere i segnali che ci invia ed essere bravi a dargli subito il giusto sostegno. In seguito alla frattura della zampa, infatti, il cane potrebbe zoppicare per coprire anche brevi distanze e non accettare coccole e massaggi a causa del forte dolore che non gli permette di godere delle nostre attenzioni. Di norma i cani, quando soffrono, tendono a isolarsi e leccarsi le ferite e se notiamo che oltre a questo comportamento la zampa non risponde agli stimoli potrebbe essere un segnale chiaro.

È importante non toccare la zampa rotta del cane poiché la lesione non interessa solo il tessuto rigido, ma anche quello mollo che, con un movimento errato, potrebbe provocare ancora più danni. Inoltre il comportamento remissivo non è sempre indicativo della frattura, potrebbe anche trattarsi di una malattia delle zampe. Ricordiamo che anche i cani hanno un carattere e molti potrebbero reagire al dolore con aggressività a causa della paura provocata dal dolore.

Cosa fare in caso di frattura della zampa del cane

Come abbiamo detto, la prima cosa da non fare quando pensiamo di trovarci dinnanzi alla zampa rotta del cane, è quella di agire in autonomia. È invece preferibile chiamare subito un veterinario o recarci alla clinica più vicina. Solo l’esperto potrà infatti intervenire in modo adeguato sul nostro amico peloso.

La procedura cambia sulla base del cane e dalla gravità della lesione. In qualche caso potrebbe essere necessario immobilizzare completamente la zampa, in altri sarà sufficiente il riposo assoluto che dovremo supervisionare con costanza. Anche il nostro amico potrebbe necessitare del gesso o addirittura di un intervento chirurgico, ma niente che lo specialista non possa risolvere.

Il fatto re davvero importante in questi casi è la tempestività. L’arto rotto potrebbe infatti provocare danni davvero seri nel nostro amico, ecco perché, anche se dovessimo assistere ad un incidente di un cane randagio o notiamo qualcosa di strano in uno di questi, è necessario agire senza temporeggiare.

La convalescenza e il recupero

In seguito alla frattura della zampa del cane potrebbero volerci dalle due settimane ai tre mesi per la completa guarigione, periodo durante il quale il nostro amico peloso dovrà rispettare un regime di riposo assoluto per non incorrere in altri problemi.

L’attenzione è quindi fondamentale e non dobbiamo a tutti i costi voler velocizzare i tempi, proprio come con la frattura di un arto umano. Attendiamo con lui che la ferita sia risanata e, in seguito all’accertamento del medico, seguiamolo nella riabilitazione. Con il nostro amore tornerà a giocare e saltare come prima.