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Fake news: anche cani e gatti possono essere contagiati, isolarli dai padroni

Da qualche giorno, gira sul web la notizia che cani e gatti possano essere contagiati dal coronavirus. Riteniamo questa notizia del tutto infondata e immorale, se si considera che alla base della sua divulgazione c’è l’esigenza di accumulare like. L’ignoranza al potere: questo è ciò che pensiamo quando leggiamo notizie del genere.

Leggendo certi articoli scopri:

  1. Un tizio è risultato positivo e, prima di andare in quarantena ha chiesto ai vicini di tenergli il cane
  2. I Vicini dopo qualche giorno sono risultati positivi… e il solerte articolista ha dedotto che sia stato il cane. Mica è stato il vicino, magari quando gli è andato a parlare, no, sarà stato il cane… il tutto condito con la foto di un cane con la mascherina.

Tutti i siti ufficiali del Ministero della Salute, della Federazione degli ordini dei veterinari, della Facoltà di veterinaria, riportano con certezza il dato che cani e gatti non contagiano.

Questi uomini privi di qualsiasi forma di deontologia fanno articoli con titoli allarmistici che non trovano poi riscontro nell’articolo, la guerra per una visualizzazione in più a cui si paga un prezzo atroce in abbandoni di animali domestici perché, e dovrebbero saperlo bene, la gente spesso legge solo il titolo e non tutto l’articolo.

TGCOM24 addirittura in un servizio afferma che i Veterinari si preparano a gestire l’emergenza sugli animali mentre al TG3 la nota virologa Ilaria Capua dice “è un virus che viene dagli animali e nulla vieta che un giorno possa tornare negli animali…

La divulgazione scientifica o la si sa fare o è meglio starsi zitti, non dovete pensare che state parlando a scienziati e medici, state parlando a gente che magari non ha cultura scientifica, che sta soffrendo, che è ipocondriaca.

È doveroso che le cassandre dell’informazione sappiano che sono i principali responsabili dell’abbandono di animali domestici che si sta verificando in questi giorni.

È normale che se sono positivo e tossisco sul gatto e poi te lo metto in braccio e tu lo baci puoi prenderti la malattia… però adesso voglio gli articoli coi titoloni tipo “Anche i cellulari portano la malattia, torniamo ai piccioni viaggiatori, anche i vestiti possono portare il virus, la gente si prepari ad uscire nuda”.
Basta, basta, basta, un po’ di etica in tutti quelli che operano nell’informazione.
Stiamo perdendo la pazienza, assumetevi le vostre responsabilità.
Vi prego, laddove potete aiutateci a far circolare le informazioni giuste, evitiamo l’atroce destino dell’abbandono ai nostri amici a quattro zampe causato dalla disperata ricerca di una visualizzazione in più da parte di giornalisti senza scrupoli.

Disinfettare le zampe del cane: come farlo nel modo giusto?

È degli ultimi giorni la notizia secondo la quale un noto programma di intrattenimento pomeridiano avrebbe parlato di come disinfettare le zampe del cane una volta risaliti da una passeggiata.

Certi che alla base del servizio andato in onda vi fossero le migliori intenzioni e la volontà di dare una mano nell’ambito della situazione di emergenza sanitaria che il nostro paese sta attraversando, ci teniamo ad affrontare anche noi l’argomento.

Ne abbiamo parlato con il nostro veterinario di fiducia, il dottor Vincenzo Minuto, che ha espresso in modo molto chiaro la sua opinione a riguardo:

Si è scatenata una tempesta in un bicchier d’acqua!

Il veterinario del servizio in questione ha consigliato in diretta di lavare le zampe dei nostri amici a 4 zampe con soluzioni a base di Clorexidina o di Varechina molto diluite.

Ciò ha sollevato un vespaio di proteste ed indignazione, tuttavia, il problema sta nell’intenderci su quel “molto diluito”.

Anche la famosa Amuchina contiene candeggina allo 0,1% ed è un prodotto utilissimo nella disinfezione e nella lotta al coronavirus.

Forse, il collega poteva essere più preciso, indicando le proporzioni della diluizione.

Insomma, per spezzare una lancia, ma non troppo, in favore del “mal-compreso” veterinario, questi non avrebbe detto follie, ma semplicemente avrebbe mancato di specificare in che dose utilizzare le sostanze indicate.

Proprio questa incomprensione ha portato molti padroni a disinfettare le zampe dei propri cani con candeggina e sostanze simili allo stato puro.

Rete, canali nazionali, canali YouTube e social sono stati letteralmente invasi da raccomandazioni dei veterinari a non seguire alla lettera quanto detto in tv, con allegate foto delle zampe arrossate di alcuni cani portati loro da padroni che avevano preso troppo sul serio il consiglio.

Da ogni dove, i veterinari si sono ripetuti al grido di “niente candeggina per disinfettare le zampe dei cani!”

Al di là dell’impegno profuso dai tanti veterinari nel ribadire il concetto, per desistere dalla “irrefrenabile voglia” di disinfettare anche il cane, sarebbe sufficiente leggere quanto scritto sulle confezioni dei detergenti di questo tipo: su queste, infatti, si legge chiaramente della loro natura tossica, capace di provocare irritazioni alla pelle e agli occhi e gravi lesioni in caso di loro inalazione o ingestione.

Non basta, dunque, non far bere questi prodotti ai vostri cani (e ciò lo specifichiamo per completezza, dati i recenti risvolti): per evitare fastidiose irritazioni a loro e inutili corse a voi dal veterinario, è necessario non utilizzarli neanche per disinfettarne le zampe.

Ciò è importante soprattutto perché il bruciore potrebbe indurre i malcapitati cagnolini a leccarsi, ingerendo parte del prodotto nocivo e facendo aggravare ulteriormente la situazione.

In fondo, lo stesso veterinario intervistato dalla nota conduttrice ha chiarito che si tratta di detergenti molto irritanti e che, pertanto, non vanno utilizzati sul muso né su parti delicate come occhi e mucose.

Inoltre, il coronavirus che causa il Covid-19 è debole quando esposto all’ambiente esterno, tanto che raggi solari e pioggia lo eliminano dall’asfalto, per cui è altamente improbabile che questo sia trasportato a casa dalle zampe del cane né si sono verificati casi simili.

Come disinfettare le zampe del cane

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Insomma, che siate igienisti più o meno incalliti o semplicemente previdenti, va chiarita una cosa: assicurarsi che il proprio cucciolo sia pulito in modo adeguato non è sbagliato né nocivo, soprattutto se avete bambini in giro per casa.

Tuttavia, è un’operazione che va fatta nel modo giusto.

Se c’è la necessità di pulire le zampe del vostro cane, magari perché siete soliti farlo salire sul divano o sul letto o perché avete bambini piccoli in casa, utilizzate acqua e sapone neutro, facendo attenzione a risciacquare il tutto in modo accurato e ad asciugare bene le zampe.

Niente di più, niente di meno di ciò che fate voi quando vi lavate le mani una volta rientrati a casa.

Inoltre, è possibile utilizzare un disinfettante per cani o salviette e detergenti appositi e certificati a base di clorexidina.

Pulire sì, ma con buon senso, senza andare a ledere la salute dei nostri amici a 4 zampe.

Passaggio di proprietà del cane: come fare?

Avete mai sentito parlare di passaggio di proprietà cane?

Si tratta di una procedura che, come suggerisce il nome, serve per “trasferire” la proprietà di un cane da un soggetto ad un altro.

Può esservi utile per tanti motivi, magari vostro figlio si trasferisce e vuole portare il cane con sé oppure avete acquistato un cane da un allevatore o lo avete adottato al canile o, ancora, come spesso accade, si tratta di due coniugi che si separano e il cane resta con uno dei due.

In quest’ultimo caso, poi, si ingaggiano vere e proprie battaglie per l’affido, che niente hanno da invidiare a quelle relative all’affidamento dei figli!

Se avete cercato su Google, ma non siete rimasti convinti dai risultati e avete continuato a chiedervi come comportarvi in questo caso, sappiate che ce lo siamo chiesti anche noi e abbiamo fatto qualche ricerca più specifica per darvi una risposta esaustiva.

Come già chiarito in precedenza nell’articolo del dottor Vincenzo Minuto sui microchip per cani, il microchip per cani è un trasponder iniettato sottocute dietro al collo del vostro cane, attraverso l’utilizzo di una siringa.

Il dispositivo è obbligatorio per tutti i cani nati dopo il 2004, va applicato entro i 60 giorni di vita del cucciolo e in esso sono inseriti tutti i dati necessari a risalire al padrone del cane, in caso di suo smarrimento.

Per cui, se doveste trovare un cane per strada e vi venisse il dubbio che questo possa essere stato abbandonato o possa essersi smarrito, la prima cosa da fare è portarlo da un veterinario o presso l’ASL veterinaria a voi più vicina per chiedere la lettura del chip sottocutaneo e risalire al legittimo proprietario.

Un’alternativa è recarsi sul sito del Ministero della Salute: infatti, nella sezione della Banca dati dell’Anagrafe Animali d’Affezione è possibile conoscere la provenienza di un cane, digitando il codice a 15 cifre del microchip o quello del tatuaggio.

Fin qui, tutto semplice, giusto?

Ma cosa succede se, per qualche motivo, decidete di “trasferire” il vostro pelosetto ad un’altra persona?

Se avete fatto applicare voi il chip, è prevedibile che su questo siano stati inseriti i vostri dati, ma se date il vostro cane ad un’altra persona, i dati inseriti in precedenza non corrisponderanno più al reale proprietario.

Anche se su internet abbiamo letto di questa operazione in termini di “passaggio di proprietà cane”, la definizione ci fa storcere il naso.

In effetti, è una procedura attraverso la quale si realizza il materiale trasferimento della proprietà del cane da un ex proprietario ad uno attuale, a conclusione di un iter burocratico.

Niente di più vero, niente di più giusto.

Ma si sa, noi siamo dei sentimentali ed equiparare i nostri amici a quattro zampe ad un mezzo di spostamento a quattro ruote ci rattrista.

Per noi, si tratta più semplicemente di affidare il proprio amico ad un’altra persona di fiducia, a qualcuno che si sia dimostrato abbastanza serio, sensibile e predisposto da averlo individuato come il candidato più degno a prendersi cura del nostro inseparabile fido.

Altro che un passaggio di proprietà!

Ebbene, al di là dei sentimentalismi, vediamo più nello specifico in cosa consiste la procedura.

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Procedura

Si tratta di un procedimento molto semplice: quando viene applicato il microchip, il veterinario rilascia al proprietario una copia del certificato, che va firmata dal veterinario stesso e dal padrone.

Se osservate bene quel foglio, vi è una sezione dedicata ad un eventuale passaggio di proprietà.

In questa sezione, dovrete indicare i dati del nuovo padrone, la data in cui il cane è stato ceduto e le firme del vecchio e del nuovo proprietario.

Nel caso in cui sul vostro certificato non vi sia la sezione per il passaggio, dovrete recarvi direttamente nella ASL veterinaria di appartenenza e richiedere lì l’apposito modulo per passaggio di proprietà.

Tempi, ufficio e costi

Entro 15 giorni dal trasferimento, il foglio deve essere portato all’ASL territorialmente competente, ossia quella del luogo in cui è stato registrato il passaggio di proprietà del cane.

L’ufficio informerà del passaggio l’Azienda sanitaria di residenza del nuovo proprietario.

In alternativa e per accelerare i tempi, il nuovo proprietario può inviare copia del foglio di trasferimento ad entrambi gli uffici o, ancora, il vecchio e il nuovo proprietario possono presentare la copia alle rispettive ASL.

Documentazione necessaria

Il nuovo proprietario deve comunicare l’avvenuto trasferimento all’ASL, allegando:

  • la denuncia di iscrizione all’Anagrafe, compilata dall’ex proprietario e firmata da questo e dal nuovo proprietario;
  • la ricevuta del versamento di 8€ all’ASL di residenza;
  • l’iscrizione originale all’Anagrafe Canina;
  • documento di identità e codice fiscale di vecchio e nuovo proprietario.

Cambio di residenza

Abbiamo esaminato il caso di un cambio di padrone, ma può ben accadere che lo stesso proprietario si trasferisca e porti con sé il proprio amico a 4 zampe.

In questo caso, sia che si tratti del proprietario di sempre sia che si tratti del nuovo proprietario a cui è stato trasferito il cane, se vi è un cambio di residenza, questo va segnalato all’Anagrafe Canina dell’ASL in cui è iscritto il cane, entro 15 giorni dalla data del trasferimento.

Documentazione necessaria

I documenti da presentare sono:

  • il modello di denuncia compilato, che va utilizzato anche per comunicare il cambio di sede abituale del cane;
  • la ricevuta di versamento di 8€ alla nuova ASL di residenza del proprietario;
  • il documento che provi il nuovo indirizzo.

In caso di mancata comunicazione del cambio di residenza del proprietario, così come anche nel caso di mancata iscrizione all’anagrafe canina, vi è una multa che va dai 38 ai 232€.

Procedure previste nelle singole regioni

Regione Lazio

Nella Regione Lazio è previsto il divieto di cedere a qualsiasi titolo di cani che non siano iscritti all’Anagrafe canina o di età inferiore a 60 giorni.

Il microchip deve essere impiantato entro 60 giorni dalla nascita o prima della cessione del cane.

Per cambi di proprietà, è fatto obbligo di registrazione nell’Anagrafe canina: è necessario compilare il modello di denuncia L.R. 34/97, che il nuovo proprietario dovrà presentare entro 15 giorni al Servizio Veterinario.

Il Servizio Veterinario procederà ad aggiornamento dei dati all’interno del Sistema Informatico di Prevenzione nell’Anagrafe canina e al rilascio del nuovo certificato/attestato di iscrizione all’Anagrafe.

Il nuovo proprietario può effettuare il cambio di proprietà anche senza la presenza del cedente, esibendo il modello di denuncia firmato sia dal cedente che dal nuovo proprietario e la delega da parte di questi con la copia del suo documento di identità.

I documenti richiesti dall’ASL Roma 1 e da presentare in formato cartaceo:

  • modello di denuncia compilato da proprietario cedente e firmato dal vecchio e dal nuovo proprietario;
  • certificato di passaggio di proprietà rilasciato dalla regione di provenienza, timbrato e firmato dall’operatore dell’ASL, in caso di provenienza del cane da una regione diversa da quella del nuovo proprietario: il certificato deve essere procurato dal proprietario cedente;
  • ricevuta del versamento di € 8,00 effettuato secondo le modalità riportate sul sito alla voce “Animali – Orari e Pagamenti”;
  • iscrizione originale all’Anagrafe canina;
  • copia del documento e del codice fiscale del vecchio e nuovo proprietario/detentore;
  • certificato del medico veterinario che attesti l’avvenuta lettura del microchip.

Nel caso in cui si presenti una persona diversa dal proprietario, è necessaria anche la delega di questo e la copia di un suo documento.

Nel caso di animali provenienti da regioni o paesi diversi, è necessario presentare anche il cane, con guinzaglio e museruola.

Regione Campania

Per i passaggi di proprietà effettuati all’interno della Regione Campania, invece, la procedura è la medesima.

È possibile individuare un cane dalla lettura del suo microchip dalla Banca dati Regionale e reperire la modulistica sul sito dell’Anagrafe canina della Campania.

Regione Lombardia

Anche dal sito dell’Anagrafe canina della Lombardia è possibile rintracciare un cane dal suo microchip e reperire la modulistica specifica per il passaggio di proprietà di un cane.

Regione Toscana nord-ovest

Per i passaggi di proprietà nel territorio nord-ovest della Regione Toscana, quindi comprensivo delle province di Massa Carrara, Lucca, Versilia, Pisa e Livorno, potete trovare qui la modulistica necessaria.

In Toscana è posto il divieto di cessione di cani che non siano iscritti all’Anagrafe canina o che abbiano un’età inferiore a 60 giorni.

Nel caso di cambio di proprietà, è necessario compilare il modulo e allegare il pagamento, i documenti di identità e il codice fiscale di vecchio e nuovo proprietario.

Il modulo con i relativi allegati va presentato entro 30 giorni al Servizio di Anagrafe Canina, per l’aggiornamento dei dati nel Sistema Informatico di Prevenzione nell’Area Anagrafe Canina.

È fatto obbligo di eseguire il passaggio di proprietà solo tramite gli uffici dell’Anagrafe Canina Regionale, via email o con documentazione cartacea da presentare di persona negli orari di apertura al pubblico indicati sul sito.

Regione Piemonte

Il modulo per il passaggio di proprietà del cane messo a disposizione dalla Regione Piemonte è possibile reperirlo sul sito della Regione al link apposito.

Regione Veneto

Anche la Regione Veneto si è dotata di un apposito modulo per la denuncia di variazioni anagrafiche relative agli animali di affezione.

Regione Friuli Venezia Giulia

In Friuli Venezia Giulia è disposto l’obbligo di registrazione alla Banca dati regionale dell’Anagrafe canina per i seguenti soggetti:

  • detentore della fattrice, entro 60 giorni d’età del cane;
  • proprietario del cane, entro 1 0 giorni dall’acquisto o dall’inizio della detenzione, in caso di animali non ancora registrati presso la Banca dati regionale o di provenienza estera.

È necessario effettuare la registrazione prima della cessione; la pena per la mancata registrazione comporta una sanzione che va dai 100 ai 600€.

Tra gli altri eventi, è sottoposta ad obbligo di denuncia, entro 10 giorni, anche la cessione del cane, a titolo oneroso o gratuito, con contestuale comunicazione di generalità e indirizzo del nuovo proprietario.

Regione Basilicata

Se il passaggio di proprietà viene effettuato in Basilicata, allora il modulo necessario è scaricabile direttamente a questo link.

Regione Liguria

La Regione Liguria, invece, ha messo a disposizione un apposito manuale in cui si spiega come utilizzare i servizi dell’Anagrafe Canina.

Alla pagina 35, in particolare, viene indicata la procedura specifica per le modifiche della registrazione all’Anagrafe.

Il programma predisposto dalla Regione Liguria permette di modificare la registrazione all’Anagrafe canina su diversi livelli.

La modifica di alcuni dati, come codice fiscale e numero di microchip, però, non sono modificabili in modo autonomo, ma solo su richiesta di assistenza dell’helpdesk, tramite fax allo 049.2010034 o mail a info@anagrafecaninavda.it.

Per il cambio proprietario o il cambio di residenza del proprietario, è possibile inserire il codice fiscale del proprietario in “Nuova registrazione” ed effettuare il cambio di residenza del proprietario, che sia all’interno o all’esterno della regione Liguria.

Per la modifica del detentore o della residenza del detentore, il cambio del luogo di detenzione è possibile solo se la registrazione è in carico al servizio veterinario e il comune da inserire sia presente nel menù.

Regione Molise

Per quanto riguarda la Regione Molise, invece, è possibile reperire qui tutte le informazioni necessarie al passaggio di proprietà cane.

Consiglio per chi acquista un cane

Se avete deciso di acquistare il vostro cane in allevamento, vi diamo un consiglio: non andate via da lì senza che l’allevatore o chi per lui vi abbia rilasciato il documento firmato per il passaggio di proprietà.

In molti casi, vi garantiscono che ve lo invieranno tramite mail entro pochi giorni, ma spesso ciò non accade e vi troverete a dover combattere con ASL e allevatore.

Inoltre, se acquistate un cane che abbia più di 60 giorni, preoccupatevi di verificare che abbia il microchip: questo è obbligatorio!!

Per concludere, se avete dubbi sulla procedura di affidamento, chiedere informazioni al vostro veterinario di fiducia è sempre una scelta intelligente: lui saprà di certo come muoversi e come “trattare” con la sua ASL di appartenenza!

Microchip per cani: come funziona e quali sono i costi

Il microchip per cani altro non è che un trasponder inserito in un microscopico cilindretto di vetro che, attraverso una siringa, viene iniettato sottocute dietro al collo del vostro cane, dove resta immobile per tutto il resto della vita.

Non irrita, non emette radiazioni, non crea reazioni avverse.

Nella mia esperienza personale, in 20 anni non ho mai visto né sentito parlare di problemi causati dal microchip.

Vediamo allora come fare il microchip per cani, come funziona e quali ne sono i costi.

Come funziona il microchip per cani?

Il microchip per cani
Il microchip per cani

Una volta applicato un microchip, se viene avvicinato un apparecchio rilevatore ad un cane, si vedrà comparire un codice di 13 numeri.

In pratica, svolge le stesse funzioni che ha la targa per un’automobile: serve ad identificare il proprietario.

Ovviamente, la legge sulla privacy non consente a chiunque di accedere alla banca dati, per cui un qualsiasi veterinario potrà leggere il numero ed annotarlo, ma la consultazione del registro anagrafico potrà essere fatta solo da un pubblico ufficiale o da un veterinario del servizio pubblico.

Nella mia esperienza privata, in tantissimi casi abbiamo ritrovato il proprietario di un cane smarrito proprio grazie al microchip.

Il microchip è obbligatorio per i cani, tanto che c’è una multa salata per i proprietari che non lo fanno applicare, mentre è facoltativo per i gatti.

Questo sistema è stato voluto proprio per arginare l’annosa piaga dell’abbandono estivo dei cani: se si rinviene in strada un cane perduto ed il proprietario non ha segnalato lo smarrimento alle forze dell’ordine, quest’ultimo può essere denunciato per abbandono.

La obbligatorietà di questa pratica fa sì che in moltissimi casi le ASL veterinarie prevedano campagne di applicazione gratuita del microchip, fermo restando che qualsiasi veterinario privato abilitato può farlo, in questo caso a pagamento.

Legge sul microchip per cani

Dal 16 aprile di quest’anno, è entrata in vigore una legge che impone ai veterinari di utilizzare esclusivamente la ricetta elettronica in luogo di quella cartacea.

In parole povere, non si possono più fare prescrizioni a cani senza microchip, perché, in caso di ricetta senza indicazione del numero, scatterebbe in automatico la multa.

Tutti i cittadini possono scaricare o consultare online le ricette, accedendo al sito web del Ministero della Salute a questo indirizzo: www.ricettaveterinariaelettronica.it

Quanto costa il microchip per cani?

Il microchip ha un costo che varia per ogni veterinario, ma è possibile applicarlo gratuitamente presso la struttura Presidio Ospedale Veterinario con competenza territoriale del comune della città di appartenenza.

Ci siamo informati che è gratuito presso l’ASL di Napoli, quindi per una conferma è sempre meglio informarsi prima presso le strutture di appartenenza della propria città.

Molti hanno paura di intestarsi il cane temendo future tasse di possesso: è una bufala.

Un’ipotetica tassa sui cani genererebbe un aumento vertiginoso del randagismo, che comporterebbe spese inaudite per il contenimento di tale fenomeno: sarebbe controproducente per il fisco e, inoltre, fatemelo dire, sarebbe una manovra talmente impopolare da far perdere moltissimi consensi all’improvvido politico.

Ci tengo a specificare che l’applicazione non è assolutamente dolorosa, in quanto si tratta di una semplice punturina di un secondo e nulla di più.

Tanti motivi per metterlo, nessuno per non metterlo: se non l’avete già fatto, cosa aspettate?

Forasacchi cani: il nemico infiltrato

Forasacchi cani: una minaccia silente per la salute dei cani. Se non sapete di cosa si tratta e volete qualche informazione in più su cosa siano i forasacchi cani e le conseguenza che possono avere sulla salute del vostro cagnolino, ecco qualche informazione.

Sai cos’è?

Quando il clima si fa torrido, compare uno dei nemici più insidiosi per i nostri amici a quattro zampe, quello che comunemente viene chiamato forasacco.

Il forasacco altro non è che la spiga essiccata di una graminacea selvatica, null’altro che quelle fastidiose spighette che si attaccano ai nostri vestiti quando siete in campagna.

I problemi più frequenti li da quando si infila nelle narici: ce ne accorgiamo dal fatto che il nostro amato cagnolino comincia a starnutire in modo continuo e sembra non volersi fermare neanche col passare dei minuti.

In questi casi, se non riesce a “spararlo” fuori da solo nel giro di poco e vi trovate con il cane che starnutisce senza sosta, dovrete fare tempestivo ricorso al veterinario per la rimozione endoscopica.

Costo estrazione forasacco

Purtroppo, viste le attrezzature necessarie, i costi potrebbero essere salati e variano significativamente da città in città, in base al costo della vita: ad esempio, a Napoli ci si aggira intorno ai 300€, mentre a Milano si possono raggiungere anche i 1000€.

Fortunatamente, quest’evenienza non è molto frequente.

Conseguenze

Spesso, i forasacchi si insinuano nel condotto uditivo, maggiormente in quelle razze con padiglione auricolare pendente, tipo cocker, cani da caccia etc. e in tal caso ce ne accorgiamo per lo scuotimento eccessivo e continuo della testa.

Qui, la rimozione è più semplice e avviene con otoscopio e pinza da corpo estraneo.

In altri casi, il forasacco punge la carne impigliandosi fra le dita e, per la sua particolare conformazione, tende a creare dei veri e propri tunnel, continuando ad approfondirsi sempre di più in modo inesorabile.

Ci sono casi in cui il forasacco (o parti di esso) si trovano alla fine di vere e proprie gallerie, che sbucano sotto la zampa.

Queste gallerie, chiamate fistole, impiegano anche più settimane a formarsi e il sintomo è più subdolo: una zampa più gonfia o calda, un forellino da cui fuoriesce pus e che sembra guarire con la terapia antibiotica, ma che riprende ad imbrattarsi appena si cessa la cura.

Tanti anni fa, mi capitò il caso di un cane randagio in cui un forasacco aveva percorso in una stagione tutta la zampa anteriore e stava arrivando al polmone.

In questi casi, il vostro veterinario dovrà studiare il percorso del tragitto fistoloso ed asportare la spighetta con una piccola ed innocua incisione.

Mi raccomando, che questa non sia una scusa per non portare il cane a correre in campagna: un cane felice è un cane che gioca, tutto si può prevenire, specialmente se dopo tali passeggiate controlliamo che nulla si sia impigliato nei peletti fra le dita e nella superficie interna dei padiglioni auricolari… e buona passeggiata!