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Autore: Rosario Mammella

Come togliere una zecca al cane: i consigli di Canidaamare

Avete notato una fastidiosa zecca sul vostro cucciolo e volete rimuoverla? Abbiamo per voi qualche dritta su come togliere una zecca al cane.

Si tratta di un’operazione semplice, ma che richiede precise attenzioni, per cui, se non vi sentite sicuri, chiedete aiuto al vostro veterinario.

Zecche cane cosa fare

Per rimuovere le zecche dal cane, è importante seguire una precisa procedura.

Procuratevi una pinzetta apposita, avvicinatevi il più possibile alla pelle del cane e, senza premere l’addome dell’insetto, girate in senso rotatorio, assicurandovi di non lasciare dentro la testa.

Se non vi sentite sicuri, chiedete aiuto al vostro veterinario per la rimozione e per assicurarvi che il danno sia limitato alla sola presenza di questi insetti e che non siano in corso altre infezioni.

Dopo esservi accertati che il vostro cane sia libero dalle zecche, è importantissimo pulire la cuccia, i giochi, le copertine, i collari, i guinzagli, i tappeti e in generale tutti i tessuti sui quali ha dormito negli ultimi giorni.

Infatti, le zecche si annidano non solo sul vostro cane, per cui, per assicurarvi che le nuove nate non saltino su di lui, dovete eliminarle.

I capi devono essere lavati a 60° e l’ambiente deve essere trattato con gli appositi spray antiparassitari.

Per garantire una maggiore sicurezza al vostro cane, gli antiparassitari più adatti a sconfiggere le pulci e le zecche sono gli antiparassitari repellenti, che aiutano a tener lontani anche altri insetti, come le zanzare.

Le zecche dei cani: come prevenirle

Per la prevenzione dalle zecche, in commercio esistono prodotti specifici, antiparassitari, questi possono essere sotto forma di spot on (pipetta contenente un liquido), pastiglie, collari o spray e per ognuno di essi sono indicate la quantità, in base al peso, e la frequenza di utilizzo.

Inoltre, è importante anche controllare il vostro cane dopo ogni passeggiata.

Le zone maggiormente a rischio, nelle quali possono maggiormente attaccarsi le zecche, sono testa, orecchie, collo, pancia e le parti interne delle cosce, poiché sono punti in cui la pelle è più sottile e il pelo più corto

In ogni caso, è comunque consigliabile non tralasciare alcun punto.

In alternativa, esistono rimedi naturali contro le zecche in giardino, quali:

  • camomilla;
  • agrumi;
  • oli essenzioani, come quelli di limone, lavanda, cedro, camomilla o basilico;
  • olio di mandorle dolci e vitamina E;
  • olio di Neem;
  • aceto di mele biologico.

Primo bagnetto al cane: quando farlo?

Quando si ha per la prima volta un cane, soprattutto quando si ha a che fare con un cucciolo, una delle prime domande che ci si pone è: quando posso fargli il primo bagnetto?

Ebbene, in questo articolo cercheremo di darvi i migliori consigli per non farvi prendere dall’ansia e per lavare il vostro amato pelosetto in tutta serenità.

Sappiamo tutti che, a meno che non si tratti di un tuffo nel fango o a mare, difficilmente  i cani sono felici nel trovarsi immersi nell’acqua della doccia o della vasca.

Per capire bene come lavare un cucciolo di cane, abbiamo chiesto un consiglio a Salvatore Torinelli, un toelettatore professionista di Napoli, che ci ha spiegato come rendere meno traumatico il lavaggio.

“La prima domanda da porsi – ci dice Salvatore – è se il cucciolo sia vaccinato o meno. Io sconsiglio di fare il primo bagnetto se non ha fatto almeno il primo richiamo, perché gli anticorpi devono avere il tempo di stabilizzarsi“.

Per la maggior parte dei cani, aggiunge, il lavaggio è consigliato dopo il quinto mese di età, per non esporlo a malattie virali, e dopo almeno 7 giorni dal primo richiamo.

Considerate, inoltre, che essendo la sua prima volta a contatto con l’acqua, il vostro cucciolo potrebbe spaventarsi.

Ciò che conta, in questo caso, è non lasciargli un ricordo traumatico di questa esperienza, così che le volte successive non sia impossibile convincerlo ad entrare in doccia.

Certo, una valida soluzione sarebbe quella di portarlo da un toelettatore professionista, ma vi assicuriamo che l’esperienza del primo bagnetto vorrete godervela a pieno!

Vediamo alllora passo dopo passo come procedere al primo lavaggio.

Primo bagnetto cane: la procedura

Come prima cosa, preparatevi alla battaglia: il primo bagnetto cane non è una cosa che riguarda solo lui.

Una volta finito, infatti, sarete in due ad essere completamente zuppi, quindi indossate indumenti vecchi che potete bagnare o un grembiule impermeabile, preparate la zona per il bagno posizionando un tappetino antiscivolo e tenete pronti degli asciugamani.

Spazzolate bene il pelo, così da sciogliere eventuali nodi: se ha un pelo ispido e crespo, optate per un pettine a denti larghi, mentre nel caso di peli più lisci, andrà benissimo un pettine a denti stretti.

Se vi imbattete in un nodo troppo aggrovigliato, fate scorrere il pettine tra il nodo e la pelle e tagliate con le forbici la parte annodata.

Fate attenzione se il cucciolo si agita: in questo caso, potrebbe servirvi l’aiuto di un’altra persona per tenerlo fermo, in modo da non fargli male.

Scegliete uno shampoo delicato specifico per cani, come lo Shampoo per cani naturale Arava Itchless & Hot Spots Relieve Black Mud, dall’azione antibatterica e antimicotica, ideale per cani che abbiano problemi cutanei.

Non usate mai shampoo umani per il vostro cane: la loro pelle è più delicata della nostra, per cui il nostro shampoo sarebbe troppo aggressivo e avrebbe un pH sbagliato.

Impostate una temperatura tiepida prima di bagnare il cucciolo; se avete una vasca, non riempitela troppo, altrimenti rischiate di dargli la sensazione di affogare.

Iniziate a bagnarlo delicatamente e in modo graduale, magari aiutandovi con un bicchiere o un piccolo contenitore di plastica.

Rassicuratelo parlandogli con un tono di voce pacato e sereno e accarezzandolo in modo da tranquillizzarlo.

Fate attenzione a non fargli entrare l’acqua negli occhi e nelle orecchie e non applicate lo shampoo finché non è completamente bagnato.

Mettete una piccola quantità di shampoo sul pelo e strofinate lentamente, coprendogli tutto il corpo, dalle zampe al collo.

Per lavare il muso, aspettate che il cucciolo sia più calmo e utilizzate un panno imbevuto con acqua tiepida, strofinando delicatamente, senza toccare gli occhi.

Risciacquatelo più volte per bene ed eliminate la schiuma dello shampoo, per evitare che gli venga un’irritazione alla pelle.

A questo punto, lasciategli modo di scrollarsi: lo farà, preparatevi, e anche più volte, sicuramente accanto a voi, quindi tanto vale lasciargli il suo spazio.

Avvolgete il vostro cucciolo in un asciugamano e tamponatelo per rimuovere quanto più possibile l’acqua in eccesso.

Sistematelo in un posto stabile e iniziate ad asciugarlo con il phon, mantenendolo ad almeno 30 cm di distanza e muovendolo costantemente, così da evitare che l’aria calda si concentri su un solo punto della pelle ustionandolo.

Una volta finiti bagno e asciugatura, coccolatelo, magari concedendogli anche uno dei suoi snack preferiti, così da rinforzare il suo buon comportamento.

Quante volte lavare il cane

Se vi state chiedendo ogni quanto lavare il cane, sappiate che non c’è un intervallo di tempo prestabilito e che dipende dalle condizioni del pelo.

In media, un intervallo ragionevole tra un bagnetto ed un altro è di circa un mese.

La pelle dei cuccioli è molto delicata, per cui facendogli il bagno troppo di frequente rischiate di eliminare gli oli naturali prodotti dalla cute.

Ovviamente, potete prendervi cura in modo costante del suo pelo, optando per soluzioni diverse tra un bagno e l’altro, come Salviette per cani Arava Pet Paws & Body wipes.

Insomma, prendete il primo bagnetto del vostro cane come un’occasione per trascorrere del tempo insieme e per aiutarlo a crescere, prossibilmente divertendosi.

Vi assicuriamo che questa sarà un’esperienza che ricorderete per sempre!

Gli italiani amano i cani e gli animali domestici: i dati del Rapporto Assalco-Zoomark 2019

Gli italiani amano i cani e, più in generale, tutti gli animali: questa cosa è evidente, basta infatti notare quante persone, quante famiglie, possiedono dei “pet”.

Una conferma ulteriore di ciò è recentemente pervenuta dal Rapporto curato da Assalco, Associazione Nazionale Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia; il report, realizzato in collaborazione con Zoomark, è visionabile a questo link.

In Italia 60 milioni di animali domestici, 7 milioni di cani

Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2019, infatti, nelle case degli italiani vivrebbero oltre 60 milioni di animali domestici: al primo posto figurano i pesci d’acquario, stimati in 30 milioni, seguono 13 milioni di esemplari di volatili, 7,3 milioni di gatti e 7 milioni di cani.

Ovviamente il paragone numerico tra i cani e altri animali domestici quali i pesci e gli uccelli, lascia il tempo che trova: nella grande maggioranza dei casi chi possiede un cane ha un unico esemplare, mentre chi ha un acquario alleva, di norma, decine di pesci, ecco perché questa statistica è così fortemente sbilanciata verso questi animali.

La passione per i cani e per gli animali domestici ha, ovviamente, delle implicazioni di natura economica: dal momento che così tanti italiani vivono in compagnia di animali domestici, questo settore economico gode davvero di una grande floridità.

Le spese e i prodotti più acquistati

Secondo lo studio in questione, nel 2018 gli italiani hanno speso circa 2 milioni di euro per i loro “pet”: chi possiede un animale, d’altronde, sa bene che alcune spese devono essere previste, di conseguenza tale cifra non stupisce se la si rapporta al così elevato numero di appassionati.

Come si può facilmente immaginare, tra le voci di spesa figurano al primo posto i mangimi, seguono i prodotti per l’igiene, articoli che possono presentare peculiarità molto differenti non solo per le loro specifiche caratteristiche, ma anche per gli animali a cui si rivolgono.

Il “podio” viene completato dagli antiparassitari, prodotti che hanno un’importanza indiscussa soprattutto a livello cinofilo, non a caso e-commerce specializzati quali PetIngros vi dedicano degli ampi spazi, altre categorie piuttosto rilevanti corrispondono ai prodotti per masticare, anch’essi importantissimi per il benessere dei cani, e ai giochini.

L’Italia e gli animali domestici: un autentico binomio

Parallelamente a questi dati emblematici, il Rapporto Assalco-Zoomark 2019 ha messo in evidenza un altro aspetto che rende sicuramente merito al nostro Paese: l’Italia, infatti, sarebbe la terza nazione al mondo per capacità di essere “pet friendly” a livello di servizi ed accessibilità.

Non ci sono dubbi, dunque: gli italiani amano gli animali domestici e sono assolutamente ben disposti a spendere per farli star bene, come è giusto che sia.

Le cospicue spese che vengono compiute in Italia per i “pet”, peraltro, risultano ancor più consistenti in considerazione del fatto che negli ultimi anni non stiamo vivendo di certo una condizione di grande prosperità economica.

Ovviamente, non è mai superfluo sottolineare che adottare un cane o qualsiasi altro animale domestico è un qualcosa che va al di là del discorso economico: acquistare i mangimi e quant’altro necessario è fondamentale, certo, ma avere un “pet” significa dedicarli tempo, affetto ed attenzioni.

L’animale domestico, dunque, non è un semplice hobby, ecco perché adottare un cane, un gatto, dei pesci o qualsiasi altro animale è un passo che deve sempre essere compiuto solo ed esclusivamente con la dovuta consapevolezza.

Alimentazione del cane: una guida essenziale

Quando si decide di accogliere un amico a 4 zampe in famiglia, tra le prime cose che si prendono in considerazione c’è l’alimentazione. Quali sono i consigli da seguire per proporre al proprio cane degli schemi alimentari di qualità? Nelle prossime righe, abbiamo cercato di scrivere una guida essenziale per chi, come te, ha bisogno di orientarsi tra una dritta e l’altra relativa all’alimentazione canina.

I fondamentali dell’alimentazione canina

Quando si parla di alimentazione canina, esistono delle basi dalle quali non è possibile prescindere. Tra queste è possibile citare la ripartizione dei nutrienti. Per poter discutere di alimentazione sana per il cane, bisogna infatti considerare una divisione netta – 50 e 50 – tra proteine animali e verdure e carboidrati.

Cosa si può dire in merito alle fonti? Che per quanto riguarda i primi nutrienti citati, tra le principali è possibile includere indubbiamente il tuorlo d’uovo, la carne e il pesce. Per quel che concerne invece le fonti di carboidrati principali dell’alimentazione del cane, tra queste è possibile citare il riso.

Partendo da questi assunti, è il caso di essere consapevoli che il cane non è molto avvezzo a cambiare abitudini alimentari. In virtù di quanto appena ricordato, se si inizia a somministrargli un determinato tipo di cibo è il caso di orientarsi sempre verso di esso.

Detto questo, passiamo ad analizzare le principali tipologie di cibo per cani, inquadrandone i pro e i contro.

Crocchette per cani: cosa sapere

Quando si parla delle crocchette per cani, si inquadra un prodotto molto apprezzato sia dai 4 zampe, sia dai padroni, che hanno in questo modo la possibilità di trovare una quadra tra il risparmio di tempo e di denaro e la qualità del cibo per il proprio amico.

Per non sbagliare, è però il caso di controllare i valori nutrizionali esplicitati sull’etichetta prima di procedere all’acquisto. Un consiglio spesso dato dai professionisti prevede il fatto di concentrarsi esclusivamente sulle crocchette che presentano la carne tra gli ingredienti e non la farina di carne.

In questo secondo caso, è fortissimo il rischio di acquistare un prodotto contraddistinto da una notevole quantità di conservanti, aspetto non certo favorevole alla salute del proprio amico a 4 zampe.

Un’altra dritta da tenere a mente quando si preparano le crocchette prevede, prima dell’acquisto, di appurare che tra gli ingredienti non siano presenti OGM o tracce di mais.

Le alternative alle crocchette

Negli ultimi anni, è cresciuta notevolmente la consapevolezza relativa al ruolo che l’alimentazione ricopre nella salute del cane. Non a caso sono sempre di più le persone che scelgono di preparare a casa il cibo per il proprio amico a 4 zampe. Attenzione, però! Questo non significa certo dare al cane gli avanzi della cena di famiglia pensando di risparmiare e di non rischiare nulla.

Addestramento di un cucciolo: le tappe fondamentali

Un cucciolo di cane deve essere introdotto lentamente in un percorso di addestramento, fondamentale per il suo sviluppo psicologico e fisico.

I cuccioli di cane sono molto giocosi, non capiscono quando commettono un errore o quando rompono qualcosa. Dunque, avere un cucciolo significa assumersi la responsabilità di crescere, educare e insegnare le buone maniere, proprio come si fa con un bambino piccolo.

Come nel caso dei bambini, se un cucciolo non riceve le giuste attenzioni e la giusta educazione durante la fase di sviluppo iniziale, potrebbe creare problemi quando diventerà adulto.

Tuttavia, l’addestramento si basa su piccoli passi, è un addestramento graduale che si modifica insieme alla crescita del cucciolo.
L’addestramento di un cane è un’esperienza travagliata, spesso piacevole ed eccitante, altre volte richiede pazienza, tempo e un aiuto da esperti del settore, come addestrareuncane.it.

Quali sono le tappe fondamentali di un addestramento

Le fasi dello sviluppo di un cane si dividono in tre step principali:

  • Dalla settima settimana;
  • Dal terzo mese;
  • Dal sesto mese.

L’addestramento di un cane ha inizio quando il cucciolo ha compiuto almeno 6 mesi, tuttavia può iniziare anche quando il cane ha 1 anno.

Durante la fase iniziale, ovvero dopo la settima settimana, il cucciolo deve apprendere delle istruzioni semplici e di base, come l’istruzione più comune, ovvero abituare l’animale a fare i bisogni fuori casa.

Un’altra buona pratica da iniziare sin dalla settima settimana di vita, è la separazione dal cucciolo. Spesso, durante le giornate lavorative, la casa è vuota e il cane resta solo. Si consiglia di iniziare gradualmente la separazione con il cucciolo iniziando ad uscire di casa per brevi periodi senza portare il cane con sé.

Addestramento del cucciolo dal terzo mese

In questo periodo, dal terzo mese in poi, il cucciolo raggiunge la maturità sessuale ed è in piena fase di apprendimento, dunque tutte le informazioni che il cane riceve rimarranno impresse fino all’età adulta.

Da questo momento è possibile iniziare l’addestramento con gli esercizi, come quello del seduto: quando si insegna questo comando, l’obiettivo è fissarlo con un comando vocale e ogni volta che il cucciolo svolge quel comando bisogna dare un premio. L’esercizio deve essere ripetuto diverse volte e il cane assocerà quel comando vocale al comportamento.

Un secondo esercizio molto importante è la passeggiata al guinzaglio: all’apparenza è un esercizio semplice ma, in realtà, il cucciolo deve apprendere come camminare al passo con il padrone. Quando il cucciolo supera il padrone è buona pratica fermarsi e camminare quando il cane smette di tirare. 

Addestramento del cucciolo dal sesto mese in poi 

Tra il sesto mese e il primo anno di vita, un cucciolo è in grado di comprendere comandi più complessi come alcuni giochi, dare la zampa e così via. Attenzione, però, un aspetto fondamentale da non tralasciare durante questo periodo è la socializzazione del cane.

Il cucciolo, in questo periodo, deve iniziare a socializzare con altri cani ed è consigliabile effettuare questo processo gradualmente e con l’aiuto di centri specializzati che organizzano delle ore di socializzazione con cani addestrati.

La socializzazione è una fase fondamentale e molto importante, lasciare un cane socializzare da solo significa rischiare di andare incontro a dei traumi oppure creare situazioni difficili da gestire.

Pet Therapy: l’aiuto degli amici a 4 zampe nella battaglia al Coronavirus

La storia che stiamo per raccontarvi, infatti, è quella di Wynn, una labrador addestrata dalla dottoressa Susan Ryan, impegnata nella lotta contro il coronavirus presso il pronto soccorso del Rose Medical Center di Denver, in Colorado, negli Stati Uniti.

La foto della dottoressa che la ritrae insieme a Wynn mentre cercava di accarezzarlo ha fatto il giro del mondo.

“Sono appena scivolata lungo il muro e Wynn si è appena sdraiata lì con me“, ha dichiarato la dottoressa Ryan. “Troviamo tale conforto nel riuscire ad accarezzarla e questo ci motiva e ci ricorda solo che siamo connessi“.

Le piace confortare i primi soccorritori e il personale del pronto soccorso e questi la accolgono sempre ben volentieri.

Da quando l’ospedale ha iniziato a introdurre ulteriori precauzioni di sicurezza, farle le coccole ha avuto un impatto positivo sul sovraccarico di lavoro del personale, anche se dopo è richiesta una maggiore pulizia nel lavarsi le mani e le braccia.

Wynn è in fase di addestramento per diventare un cane da assistenza per l’associazione Canine Companions for Independence, un’organizzazione no profit che fornisce assistenza gratuita a bambini e veterani con la Pet Therapy.

La dottoressa dichiara, inoltre, che “È una connessione cuore a cuore. Dal momento in cui siamo in contatto con lei, accarezzandola, annusandole le zampe (che odorano ancora di popcorn) ci aiuta a ricordare che siamo esseri umani e connessi l’uno con l’altro. Cade l’armatura che abbiamo indossato per svolgere il nostro lavoro“.

L’assistente sociale che condivide il suo ufficio con Wynn ha fatto dell’intero ambiente una sorta di oasi nell’ospedale, aggiungendo anche un diffusore per aromaterapia.

“Passerà. Passerà come un calcolo renale, ma passerà” ha detto la dottoressa Ryan.

Wynn pet therapy
Foto: Baylor Scott & White McLane Children’s Medical Center

Quando le persone fanno visita a Wynn, lei oscura le luci, le copre con una coperta calda e fa una meditazione guidata, mentre si coccolano accanto a lei.

In questo periodo, il livello di stress inizia a farsi sentire sempre di più e Wynn è ancora più affettuosa con addetti ai lavori e non in cui si imbatte all’interno dell’ospedale.

Dopo qualche minuto con lei, anche la persona più sopraffatta dallo stress e dalla stanchezza cambia totalmente, ricaricandosi di energia positiva.

“Quando escono, i loro volti sono completamente diversi”, ha spiegato la dottoressa, “Wynn sembra sapere quando le persone sono stressate e si avvicina arrampicandosi a loro. Mi piace pensare che sia in sintonia con tutti noi“.

“Wynn è così concentrata nel suo lavoro, che dà tutto il suo cuore … Non c’è dubbio… lei è la nostra salvezza“.

Ecco, allora, che in un momento così difficile per tutti, ma ancora di più per coloro che ogni giorno sono in prima linea contro il coronavirus, i cani si rivelano ancora una volta un alleato insostituibile dell’uomo, assistendolo e supportandolo meglio di qualunque figura professionale specializzata.

Avere un cane in casa: come comportarsi?

Per molti, avere un cane in casa diventa un’ancora di salvezza ed è proprio per questo motivo che gli animali domestici vengono sempre di più trattati come dei veri e propri figli.

In merito a tale aspetto, abbiamo trovato molto interessante un’intervista condotta da Radio KissKiss, nel corso del programma “Pippo Pelo Show” condotto da Pippo Pelo e Adriana.

Ad essere intervistato è stato il dottor Lorenzo Tidu, medico veterinario esperto e specializzato in Etologia applicata, nonché Tenente Colonnello e medico veterinario dell’Esercito Italiano.

Ebbene, nel corso del programma si è discusso del fatto che molti si domandano se sia giusto tenere in braccio il proprio cane, farlo salire sul letto e concedergli tutte quelle piccole cose che farebbero storcere il naso a chi non ha mai avuto un pelosetto in casa.

Se vi rivedete in questa descrizione, allora il dottor Tidu ha buone notizie per voi!

Il dottore, infatti, chiarisce che non c’è nulla di sbagliato nel fare alcune concessioni, se ciò fa piacere al padrone.

Tuttavia, è importante che vengano instaurati e rispettati dei ruoli gerarchici nel rapporto tra uomo e cane, per evitare di arrivare al punto in cui sarebbe l’animale a gestire gli spazi e non il contrario.

“Va bene l’affetto per gli animali, ma deve restare tale! L’importante è che sia il proprietario a gestire gli spazi, il cane ama stare a contatto con il suo proprietario. Il contatto fisico e il dare attenzione sono cose a cui gli animali, specialmente i cani, anelano! Avere un cane non significa avere spazio fisico, ma spazio inteso come tempo da dedicargli! Il cane fa parte del nucleo familiare e vuole stare con gli altri componenti”

Cane in casa pro e contro
Cane in casa pro e contro

Queste le parole del medico veterinario.

Ci sono molti che, per mancanza di tempo, lasciano i propri cuccioli nelle scuole di addestramento o negli asili per fargli trascorrere del tempo insieme agli altri cani e per permettere loro di vivere all’aperto; altri, invece, sostengono che sia meglio portarlo con sé sul posto di lavoro.

Queste sono di certo alternative utili da poter sfruttare per coloro che possano permetterselo, ma è sempre importante verificare se il cane abbia avuto una vita social buona e di un certo tipo, se è socievole e se riesce a stare senza problemi con gli altri cani.

Insomma, bisogna sempre ragionare sull’impatto che la vostra scelta ha sulla salute del cane e sul suo comportamento, evitando di prendere le relative decisione solo in base alla propria comodità.

“Molti mi dicono che per me è più semplice, perché ho il giardino e lo spazio adatto per ospitarlo e per vivere con un cane, ma, secondo il mio parere, è più importante avere tempo da dedicargli piuttosto che uno spazio necessario, che, voglio specificarlo, è pur sempre un elemento fondamentale in ogni caso”

Il cane fa parte del nucleo familiare e deve stare insieme al padrone; questa attenzione e questo coinvolgimento il cane deve riuscire a percepirli: non è una questione di spazio, ma di tempo, di attenzioni e di cura.

Pertanto, alla domanda “gli animali sono felici di vivere in casa?”, il dottore risponde di sì, ma a patto che gli venga dedicato il tempo necessario e di cui hanno bisogno.

Ciò è importante soprattutto in considerazione del fatto che, ad oggi, il rapporto tra uomo e cane è molto diverso rispetto a quello che si aveva in passato: prima era considerato un cane da pastore, da lavoro e non c’era l’intimità che si sperimenta ora; oggi, è un membro della famiglia a tutti gli effetti, che ha bisogno di amore e attenzioni proprio come un figlio!

 

Viaggiare con il cane: una mano arriva da Uber Pet!

Coloro che amano gli spostamenti in auto da un luogo ad un altro lo sanno: viaggiare con il cane è sempre un problema, sia che si scelga di prenotare un taxi sia che si voglia utilizzare i servizi dei bus, ma l’impresa risulta difficile addirittura se si voglia optare per Uber!

Negli Stati Uniti, però, viaggiare con il proprio cagnolino non sarà più una mission impossible, perché Uber ha messo a disposizione un nuovo e apprezzato servizio: Uber Pet.

Attualmente, infatti, la piattaforma sta testando questa nuova formula, ovviamente servendosi di autisti che siano disposti ad ospitarli a bordo del proprio veicolo.

Il lancio di questa funzionalità partirà proprio in questi giorni in ben 8 città americane, con i primi test eseguiti già in Asia e in America Latina.

Come funziona Uber Pet

Il funzionamento di Uber Pet è molto semplice.

Selezionando all’interno dell’app la nuova funzione, verrà visualizzato un elenco degli autisti che si dichiarano disposti a far entrare nella propria auto il cane, a fronte di un sovrapprezzo per l’intera corsa, il quale potrà aggirarsi tra i 3 e i 5 dollari.

Con questa funzionalità, la vita dei passeggeri e degli autisti sarà facilitata, dato che prima venivano cancellate molte corse proprio per il fatto che sempre più persone pretendevano viaggiare con il proprio pelosetto a 4 zampe.

L’app rinnovata

Uber sta cercando in tutti i modi di far diventare l’app un sistema operativo ed efficace per la vita di tutti i giorni.

Questa volta, lo sta facendo soprattutto puntando a non escludere coloro che, come noi, amano i cani e che senza di loro non potrebbero viaggiare allo stesso modo.

Siamo certi che questa iniziativa avrà largo successo tra gli amanti dei cani: in questo modo, infatti, viene data la possibilità a tutti di potersi spostare e di poter viaggiare con il cane, senza che ciò costituisca un onere eccessivo da sostenere.

In fondo, chi ha un cane lo sa: le esperienze vissute senza di loro non sono mai le stesse!

Certificato di buona salute del cane

Forse non ne hai mai sentito parlare, o magari lo hai appena sentito accennare, ma il certificato di buona salute del cane esiste eccome.

Per quanto il nome possa far sembrare sia un documento estremamente complicato, in realtà, è un semplice foglio in cui il veterinario rilascia un timbro come dichiarazione che in quel preciso giorno ha visitato l’animale e lo ha trovato un buona condizione di salute.

Non succede spesso che venga richiesto questo tipo di documento ma, se capita, bisogna essere preparati e ben cosci di cosa bisogna fare.

Se hai ancora un pò di dubbi e di incertezza sul come muoverti non ti preoccupare, ora andremo a spiegarti tutto filo per segno.

Certificato di buona salute del cane: tutto quello che c’è da sapere

Come abbiamo già accennato, questo tipo di certificato è un documento rilasciato dal veterinario che attesta la buona salute del tuo cane.

Non prevede una spesa accessoria, nel senso che, solitamente, si paga la classica visita e nulla più. Ovvio, però, che ogni veterinario ha il suo listino e le sue regole quindi magari informati prima.

Tieni presente, inoltre, che se desideri avere il documento in più lingue, in questo caso, potrebbe esserti richiesta una somma di denaro più alta.

La visita è obbligatoria altrimenti il certificato sarebbe ritenuto nullo, senza contare che il veterinario andrebbe nei guai per falsificazione di atto d’ufficio.

Detto questo andiamo ad approfondire ogni singolo punto così che tu abbia tutto ben chiaro.

Certificato di buona salute del cane: a cosa serve

Se già abbiamo visto cos’è e chi lo fa, è altre sì importante capire anche in quali occasioni può essere utile avere questo determinato documento.

Solitamente viene richiesto nelle seguenti situazioni:

  • per mostre canine. Essendo l’animale a contatto con altri suoi simili è ovvio che gli organizzatori devono essere sicuri della salute di ogni partecipante;
  • per gare canine. Il motivo è lo stesso identico del caso precedente. Senza contare che essendo anche una competizione è requisito importante che farà peso anche sulla votazione finale;
  • viaggio all’estero. Viaggiare con il proprio amico a quattro zampe è possibile ma, ovviamente, sono necessari alcuni accorgimenti. Ricordati di informarti se viene richiesto anche in lingua inglese così da non incappare in intoppi poco piacevoli al momento della partenza;
  • pernottamento in hotel. Alcuni alberghi ed hotel accettano anche gli animale, purché sia loro dimostrato lo stato di buona salute e le diverse vaccinazioni eseguite. I motivi sono più che ovvi.

Come puoi vedere non è poi così raro che venga richiesto un certificato che attesti la salute del tuo cane. Se hai in programma un viaggio o stai pensando di portare il tuo amico Fido ad una mostra informati per tempo di tutti i documenti necessari. Nel prossimo paragrafo comunque ne parleremo meglio.

Ricorda anche che questo tipo di certificato ha la validità di 30 giorni. Scaduti questi è necessaria un’altra visita per avere nuovamente un altro documento aggiornato.

Certificato di buona salute del cane: attenzione all’espatrio

Quando si va all’estero si sa che i controlli e le carte necessarie sono sempre di più.

Anche per quanto riguardo il portare con sé un animale non si fa eccezione.

Ormai sono sempre di più le persone che portano il loro amato cane in ogni spostamento, ed è per questo che le regole sono sempre più chiare e facili da conoscere. E per fortuna.

Quando ti appresti ad espatriare dalla tua nazione devi sempre ricordarti di avere i seguenti documenti con te:

  • il libretto delle vaccinazioni. Vieni rilasciato dal veterinario e compito ad ogni vaccinazione con data e timbro;
  • il certificato di buona salute che abbiamo analizzato fino ad ora;
  • il certificato internazionale di origine e sanità del cane. In pratica è un documento rilasciato dal Servizio Veterinario dell’ASL ed ha una validità di 30 giorni. Qui viene scritta l’origine del cane, i vaccini fatti e lo stato di salute del momento;
  • il passaporto per cani Importante ed assolutamente necessario per l’ingresso degli animali domestici nei Paesi esteri e per il rientro in Italia.

Quattro semplici ma importanti documenti che ti consentiranno di poter espatriare anche con il tuo dolce amico peloso.

Ci teniamo anche a precisare che alcuni paesi esteri hanno delle norme molto severe riguardo il far entrare gli animali oltre il loro confine. Cerca sempre di informarti prima della partenza.

Ad esempio, anche per andare nell’italiana Sardegna, è richiesto che il vaccino antirabbico sia fatto entro i 30 giorni precedenti la partenza.

Altri paesi, invece, prevedono anche un periodo di quarantena per il cane prima di poter rimanere con il padrone.

Se hai dubbi e domande puoi sempre rivolgerti al Servizio Veterinario dell’ASL il quale saprà darti le giuste risposte e i consigli perfetti per muoverti al meglio.

In alternativa puoi anche visitare il sito ufficiale del Ministero della Salute dove troverai contenuti specifici sull’argomento.

Igiene in casa: cosa fare con un cane in casa

Avere un cane è sicuramente meraviglioso, ma bisogna anche ammettere che il controllo dell’igiene in casa diventa più difficoltosa.

L’amico a quattro zampe ti riempie le giornate di coccole, amore e felicità, ma anche di peli e bave. Fa parte del gioco e ne vale comunque la pena.

È anche vero che avere una casa pulita ed in ordine è il desiderio di tutti, in special modo, quando si hanno anche dei bambini, ecco che diventa ancora più importante.

Tenere il tuo amico Fido tra le mura domestiche ed allo stesso tempo avere pulito è possibile. Servo solo qualche accessorio, tanta pazienza ed una perfetta organizzazione.

Sicuramente non può mancare una scopa elettrica senza fili, perfetta per velocizzare il tutto. Ma siamo sicuri che questa da sola basti?

Scopriamolo insieme.

Igiene in casa: gestire cane e pulizia

Sono sempre di più le persone che decidono di adottare un cane.

Ormai è ben risaputo di quanto amore possa dare questo animale e di quanti benefici porti averne uno tra le mura di casa.

Il detto che afferma di come il cane sia l’amico più fedele al mondo è vero al 100% ed averne cura deve essere sia un piacere che un dovere.

Il cane è uno dei pochi animali che, praticamente, difficilmente arriva a trasmettere una malattia all’essere umano. Questo però non significa che non bisogna avere cura della sua igiene e dell’ambiente in cui vive.

Come gestire la cura della casa ed allo stesso la presenza di un amico peloso? Piccole strategie che ora andremo ad esaminare insieme.

Igiene in casa: il pelo

Il primo problema che si presenta quando si ha un cane in casa è sicuramente il pelo.

A parte pochissime razze che hanno per natura un pelo raso, tutti gli altri cani subiscono un cambio di pelliccia, chiamato con il termine “muta“, due volte all’anno.

La muta si presenta tra il passaggio dall’estate all’inverno e dall’inverno all’estate.

È una cosa del tutto naturale e non si può far nulla per impedirlo.

In queste fasi, però, si possono eseguire alcune semplici azioni per ridurre notevolmente le masse di pelo sparse per la casa:

  • spazzola il cane almeno una volta al giorno così da eliminare e raccogliere la maggior parte del pelo ormai morto e staccato;
  • passa l’aspirapolvere (sarà la tua migliore amica in questo periodo);
  • metti un apposito tappetto in cui possa accovacciarsi e riposarsi. In commercio vi sono anche tappetini cattura pelo specifici.

Ci vuole molta pazienza nelle fase di cambio della pelliccia ma, fortunatamente, dura solo qualche settimana l’anno.

In linea generale, ricordati di tenere sempre in casa:

  • spazzole cattura peli da poter usare su vestiti e superfici in tessuto (divani, poltrone, ecc.);
  • panni cattura polvere che sono davvero perfetti anche per i peli.

Igiene in casa: pulizia del cane

Il cane non andrebbe mai lavato più di due volte all’anno. Purtroppo, però, questa regola viene spesso infranta da moltissimi padroni.

Bisogna anche ammettere che, se il cane vive in casa, il bagno dell’animale diventa sicuramente obbligatorio dopo uscite sotto la pioggia, salti nel fango, ecc.

Ricordati, però, che troppi lavaggi tende ad irritare la cute del cane portando anche alla formazione di possibili eczemi ed eritemi.

Un metodo per dare una pulita a Fido, ed allo stesso tempo dare un arricchimento al suo pelo, è quello di passare uno straccio imbevuto di acqua ed aceto di mele.

Infine, ti vogliamo anche avvisare che è praticamente impossibile eliminare il suo odore.

L’odore classico che il cane rilascia a volte è dato da sostanze grasse che si trovano sulla sue cute come protezione da batteri ed altre sostanze esterne. Ci sono momenti dell’anno in cui questo può essere più forte.

Importante sapere, poi, che il pelo bagnato ha un odore molto più pronunciato quindi asciuga sempre molto bene il cane strofinando il pelo con un panno asciutto, o magari opta anche per l’asciugacapelli se lui accetta ben volentieri la cosa.

Igiene in casa: ultimi consigli utili

Non possiamo lasciarti senza darti qualche altro piccolo consiglio.

Il momento della pappa è sicuramente il più amato dal tuo cane.

Metti la ciotola sopra ad un tappetino lavabile e opta per il posizionamento dell’angolo pappa vicino ad una parete che sia piastrellata o lavabile. In commercio puoi trovare anche moltissime carte da pareti adesive perfette per questa funzione.

Per l’angolo della nanna, invece, scegli una cuccia che sia preferibilmente in plastica ed acquista più ricambi di tappeti e cuscini in modo da poterli lavare spesso.

Infine, ricordati che il tuo amico a quattro zampe ha un fiuto davvero molto sviluppato quindi:

  • usa solo ed esclusivamente saponi neutri per lavare le sue cose;
  • evita di usare detersivi troppo invasivi od oleosi per il pavimento.

Piccole accortezze ma che renderanno tutto più gestibile.

Se qualche volta combina qualche malanno guardalo negli occhi e sorridi: i cani sono veri amici.